Mellin 1000giornitour: la tappa conclusiva

Quanto deve pesare una bambina di 5 mesi?

Ho due figlie di un anno e mezzo di differenza: una pesa quanto un braccio dell’altra. Dove sbaglio?

La mia bambina è stitica anche se seguo un allattamento misto, cosa dovrei fare?

Ma come faccio a non dar da mangiare i taralli o i crackers se il bambino me lo chiede? Il pomeriggio, per la merenda, mangia solo cose del genere.

Il mio bambino beve ancora il latte di notte ora che ha 3 anni e mezzo, è un’abitudine sbagliata?

Sabato scorso ero a Bari per la tappa conclusiva del 1000giornitour e di domande del genere ne ho sentite veramente tante.
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Il pediatra, il dott Piercarlo Salari che aveva l’arduo compito di rispondere a tutti i dubbi delle mamme – esperte o in erba -, era uno fortissimo e così sgamato da non sorprendersi neanche davanti alle domande più assurde o strambe. Ma soprattutto aveva una pazienza che io non potrei acquisire neanche dopo mesi e mesi di permanenza in un monastero buddista in Nepal.

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Eravamo su questo truck megagalattico – faceva molto Star trek – su cui sono passate 200 persone in poco meno di otto ore. Un record.
Credo che la cosa che attirasse di più le persone fosse la trasparenza. Non quella dei vetri da cui si potevano vedere da fuori le sessioni in cui il pediatra istruiva le mamme, ma quella di un brand (in questo caso Mellin) che voleva veramente fare informazione sulla nutrizione. Promuovendo l’allattamento materno, promuovendo la nutrizione sana con frutta e verdura fresca, facendo evangelizzazione sui benefici che l’attenzione di noi genitori nei confronti dell’alimentazione dei figli sia un investimento che deve cominciare fin dai primi giorni.
Mi è piaciuto il fatto che il pediatra non abbia mai parlato di omogenizzati o di latte artificiale; di fatto non ha mai promosso Mellin in alcun modo. Appunto ha fatto solo informazione slegata dal brand portando le mamme a dialogare senza l’alone di dubbio che la presenza del brand avrebbe potuto generare.

Io pendevo dalle sue labbra, ascoltavo, annuivo, twittavo (ve ne siete accorti eh?) facevo foto e facevo vedere alle mamme la nuova app di Mellin. Si chiama Percorso 1000 giorni e, dopo aver inserito i dati del bambino, genera dei menu settimanali con le relative ricette: una figata senza tempo. Credetemi.

Mention d’onore alle animatrici che hanno intrattenuto decine di bambini urlanti che addentavano la frutta finta come se non ci fosse un domani. LOL

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Ho capito che anche se i miei bambini sono un po’ oltre i 1000 giorni di vita (per fortuna) insegnargli a mangiare sano è un mio dovere. E soprattutto insegnare loro che a tavola comincia la storia d’amore con il proprio corpo. Una storia d’amore che si speri duri tantissimo.

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Categories: Maternità, Sponsored Post
Tags: IO CRESCO

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commenti

Commenti

  1. Andrea
    Andrea 3 luglio, 2013, 12:15

    Ciao,

    mi fa piacere leggere che ti sia piaciuto l’evento. Tuttavia non perdiamo di vista la questione fondamentale: quello era un evento al 100% pubblicitario (a riprova di ciò presumo/spero che tu sia stata pagata per parteciparvi).

    Lo scopo sicuramente non è quello di vendere 10 confezioni in più di omogeneizzato (che comunque si vendono da soli), ma di fare brand awareness, ovvero di far conoscere il marchio e di farlo apparire come un marchio di fiducia, così non solo le partecipanti all’evento, ma anche i loro figli lo utilizzeranno.

    Dici: “Mi è piaciuto il fatto che il pediatra non abbia mai parlato di omogenizzati o di latte artificiale”, ma non ti rendi conto che non ne hanno bisogno… Non è quella la sede per farlo (anche se mi piacerebbe sapere cosa ha detto e che informazione ha fatto passare). Tuttavia il loro scopo È di vendere latte artificiale e omogeneizzati, altrimenti avrebbero già chiuso.

    Ti sorprendi che il “medico” fosse così bravo a rispondere alle domande delle mamme… ma quello è il suo lavoro; probabilmente la mellin gli dà uno stipendio principesco e avrà fatto innumerevoli incontri con quelli del marketing per assicurarsi che i messaggi che veicola siano quelli giusti. Una multinazionale con un fatturato multimiliardario non fa certo le cose a casaccio.

    È proprio grazie a eventi pubblicitari come quello descritto e a post come questi, ovvero inserendosi nella vita di tutti i giorni della gente ordinaria, che continueranno tranquillamente con il loro lavoro per generazioni a venire.

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  2. Serena
    Serena Author 4 luglio, 2013, 17:19

    Andrea è ovvio che Mellin avesse il suo interesse pubblicitario e stesse facendo brand awareness. Ma mi piacerebbe che molte altre aziende lo facessero aprendosi al dialogo con i propri utenti/clienti, ascoltando cosa hanno da dire. Nonostante fosse sponsorizzato da Mellin, si è parlato di nutrizione e non della gamma prodotti. Non c’era un’area espositiva dedicata ai prodotti. C’era solo del sampling per ringraziare le mamme di aver partecipato all’evento. Molti altri eventi sono incentrati sul brand, questo era incentrato sulla nutrizione e sul benessere di mamme e bambini.

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    • Andrea
      Andrea 8 luglio, 2013, 13:06

      Serena,

      non per fare polemica a tutti i costi, ma bisogna sottolineare alcuni punti:
      1) quella a cui hai partecipato era una campagna pubblicitaria che sarà costata decine di migliaia di euro (e che comprenderà anche il costo di questo post) e sicuramente la Mellin (come qualunque altra ditta di buon senso) l’avrà fatta a ragione veduta sapendo che potrà non solo recuperare i soldi spesi, ma farne anche molti altri.
      2) Loro sono lì per vendere, non per fare informazione. Chiaramente veicolare l'”informazione” in quel modo deve essere, al momento, il modo più redditizio per loro.
      3) Ovviamente non essendo stato presente all’incontro non posso sapere cos’hanno detto (e sono sicuro che fosse tutto vero), ma siccome l’evento era tenuto da un rappresentante di quelli che mi vogliono vendere qualcosa, siamo sicuri che mi ha dato TUTTA l’informazione senza manipolarla secondo i suoi fini? L’evento mica è sotto il patrocinio del ministero (supponondo che ciò lo renderebbe indipendente, cosa tutta da dimostrare), ma è organizzato da una ditta che, mi ripeto, ha speso decine di migliaiai di euri… Chi vi ha partecipato non poteva fare le stesse domande al proprio pediatra? Almeno quello è pagato con soldi pubblici e DOVREBBE darti indormazioni imparziali. Possibile invece che vadano a frotte a chiedere al rappresentante della ditta? Chiaramente lo fanno perché della mellin “c’è da fidarsi”, anche grazie a incontri (e post) come questi.
      4) Non dimentichiamo che la Mellin (controllata dalla Danone) è invischiata nello scandalo della pubblicità ingannevole del latte artificiale in Turchia (notizia di questi giorni). Anche lì si presentavano come “portatori di informazioni”, ma la campagna è stata sconfessata da OMS e Unicef, nonostante la Danone volesse far credere che erano d’accordo e che le “informazioni” che fornivano erano accurate e nell'”interesse” delle madri. Tu ti fideresti delle informazioni che ricevi a un’incontro organizzato dalla Marlboro e che parla del tumore ai polmoni?

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