E quando ritornano lo fanno in grande stile

L’altra sera, al solito, ero al pc a lavorare ed erano le 23.
“Sei sveglia? In Italia sono le 23 vero? Ho visto che eri on line e ho deciso di scriverti.”

Skype.

Era F. una mia amica che non vedo da…mmm, dieci anni forse. O forse anche di più.
Non vive più in Italia, ha seguito il suo Lui e ha cambiato residenza forse ogni anno. Ci seguivamo sui social ma non parlavamo da molto. Molto.
Lei mi ha salutata e a me ha fatto piacere. Ho chiuso word e ho cominciato a parlare con F.
Dopo i saluti di rito, i tuttapposto e i sì grazie, mi ha detto che legge sempre il blog ma che, siccome non ci sentivamo da un po’, non ha mai commentato.
Non ha girato troppo intorno al (suo) problema ed è andata velocemente al sodo. Abbiamo sempre parlato e cercato soluzioni insieme. Ma succedeva quindici anni fa, pensavo che la lontananza e il tempo e la diversità delle nostre vite, avessero fatto a fette la confidenza. Così non è stato.
F. è sposata con il suo Lui da 10 anni, hanno un figlio di 10 anni (s’è sposata con un pancione enorme, sembrava una meringa) e uno, più piccolo, di 4.
Lui è spesso in giro per lavoro, lei non lavora ma ha una tata che l’aiuta con i bambini e la casa, può concedersi le uscite che vuole e può coltivare i propri passatempi. Ma il problema non è la maternità ma il matrimonio.
Le cose tra lei e suo marito vanno malissimo. Da anni, dice.
L’ultima volta che hanno fatto l’amore risale alla notte in cui (ubriachi forse?) hanno concepito il secondogenito.
Poi il nulla. Lui, nonostante la lontananza fisica, è sempre presente e non le fa mancare nulla, neanche l’affetto. Ma lei non lo ama e si sente soffocare. Ogni sua attenzione la infastidisce e vorrebbe solo scappare via.
In effetti un po’ la capisco.

Però il problema è alla radice: io uno così non l’avrei mai sposato. Ma io non sono lei e lei non è me.
Lui è un tipo di quelli che se lo guardi un po’ sai già che dovrai operarti di cataratta, per esempio.
Però questa non è una novità, è sempre stato così. E’ sempre stato brutto, socialmente inetto e nerd.
Non nerd figo, ma nerd nerd. Come quelli di The big bang theory, ma con una spiccata somiglianza ad Antonio Albanese. Che almeno Albanese fa ridere e una dice: “ok me lo tengo al posto dello Xanax!”.
E invece no. Non fa neanche ridere, ha un umorismo solo suo e non capisce quello degli altri.
A volte ho pensato fosse cascato da un’astronave di passaggio, è strano forte.
Probabilmente sposarlo è stato un errore. Farci due figli è il risultato di una perseveranza diabolica.
Mi sono sempre chiesta cosa ci trovasse in lui e come una bella donna come F. abbia potuto starci insieme per tutto questo tempo. Che le stupidaggini da adolescenti le abbiamo fatte tutte, ma poi si cresce.
L’altra sera quando mi ha prospettato questa situazione così disastrosa le ho chiesto questo.
Lei non ha saputo rispondere. Dice che pensava che col tempo, oltre all’affetto e alla stima, sarebbe arrivata anche la passione. E poi il lavoro di lui è così affascinante, girano il mondo etc…etc.
A questo punto della storia le ho detto che secondo me se quando raggiungi l’intesa intellettuale non ti viene mai di strappargli i vestiti di dosso, non puoi sperare che accada in seguito.
Per rinforzare il muro che già c’è, dormono in camere separate; lei con i bambini, lui con i suoi libri e la tv.
“Ma allora, perché non lo lasci?”
Non ce la fa.
Dice che in definitiva gli vuole bene ma che, allo stesso tempo ha paura di arrivare a odiarlo se le cose continuano così. Pensa che per i bambini sia più traumatico un divorzio che una vita in una famiglia con la camicia di forza.
Io le ho urlato il mio dissenso. Le ho detto che la penso esattamente al contrario. Penso che oltre all’obbligo di felicità verso sé stessa, ha l’obbligo di insegnare cos’è l’amore ai figli. E l’amore non è dormire in stanze separate o non sopportare la presenza dell’altro. Questa non è una famiglia normale e se per averne una occorre lasciarsi, che allora questo sia.
Probabilmente il figlio maggiore comincia già ad avere una visione distorta di normalità familiare. Questo è grave. Penso che siano meglio due genitori felici ma separati che due genitori uniti da un amore di plastica.
Lo state pensando, lo so. Lei sta leggendo.
Infatti è stata proprio F. a chiedermi di pubblicare questa storia. Dice che il blogging le piace perché ci sono i commenti in cui si sviluppano un sacco di belle discussioni e le piacerebbe sentire le vostre voci. Sentire cosa avete da dire.
Io le ho detto tutto quello che avevo da dire l’altra sera. Ma la risentirò più spesso e cercherò di starle vicino seppur con l’oceano che ci separa.
A voi.

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Categories: My life
Tags: AMICHE

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commenti

Commenti

  1. Moky
    Moky 25 febbraio, 2013, 10:47

    Per mettere fine ad un matrimonio, ci vuole molta forza, molto coraggio. Forse F. è consapevole di non avere questa determinazione e preferisce sopportare una situazione insopportabile. Lamore in famiglia è importante per i ns figli, getta le basi per il loro futuro, ma questo F. lo sa già. F. sa tutto e non può trovare la forza nelle nostre aprole, ma solo in se stessa e nell’amore dei suoi figli.
    Auguroni F. che la forza sia con te!!!

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  2. Marta
    Marta 25 febbraio, 2013, 10:48

    è facile dire che se non ama il marito lo deve lasciare, ma un conto è generalizzare un conto è considerare la situazione e la vita di una persona. io non posso dirle cosa deve fare, non so cosa sia meglio per lei, i figli o il marito, non la conosco nemmeno.
    se non trova il coraggio di mollare il marito, ci riuscirà se tutte le diciamo di farlo?
    a volte nella vita ci vuole coraggio, è vero, posso esprimerle la mia solidarietà sincera, ma spero che non prenda le sue decisioni in base ai commenti di un gruppo di sconosciute su un blog. cosa potremmo dire che lei già non sappia?

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    • Bismama
      Bismama 25 febbraio, 2013, 16:03

      Marta il fatto è che lei vorrebbe lasciarlo e si rende conto che questa vita così è orribile, ma pensa che lasciandolo farebbe un torto ai figli. io penso sia l’esatto contrario.

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  3. Mammola
    Mammola 25 febbraio, 2013, 10:57

    Come sai io sono figlia di separati e ho sempre sofferto molto per la cosa. D’istinto mi viene da dire e dico sempre, che un dolore così ai miei figli non voglio darlo e che probabilmente starei con mio marito anche se non lo amassi più per non togliere la famiglia a loro però…hai ragione anche tu, ai figli bisogna insegnare l’amore e una famiglia spaccata non lo fa. Penso che se uno decide di stare insieme deve farlo come si deve, sforzandosi (che poi sforzarsi e amare fanno abbastanza a pugni fra loro ma tant’è) di far funzionare le cose. E quindi non vanno, sempre secondo me eh, le stanze separate o il non sopportarsi…se le cose stanno così forse la tua amica dovrebbe prendere la decisione che più la fa star bene ma se sceglie di continuare con il marito è giusto che i figli abbiano la famiglia non un semplice surrogato…

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  4. sorairo
    sorairo 25 febbraio, 2013, 11:00

    Mah, a questo punto il danno minore sarebbe proprio lasciarsi se siamo arrivati al punto di stare in camere divise ed a livelli simili. I figli subiranno questo modo di vivere. E lo replicheranno o fuggiranno dai genitori appena possibile. Io col mio modello di famiglia (due persone che stanno insieme per cosa? manco si amano) sto cercando di fare l’esatto opposto

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  5. mammapiky
    mammapiky 25 febbraio, 2013, 11:46

    Credo che nel momento in cui, verso l’altro prevale il sentimento di fastidio, poco ci sia da fare. Certo e’ che non sono scelte facili e soprattutto comode.

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  6. Stefania Di
    Stefania Di 25 febbraio, 2013, 11:46

    Quella che hai descritto è una situazione che mi tocca molto da vicino, ma io sono dall’altra parte della barricata: sono la figlia per cui due genitori che non si amano ma stanno insieme da quasi 30 anni.
    Si sono sposati che mia madre aveva 19 anni e un gran bel pancione, e mio padre 23. Oggi non fanno 100 anni in due, eppure mia madre è in cura da una psicologa e prende psicofarmaci da anni e tutto quello mio padre fa è lavorare. Vanno a periodi, alternano settimane di calma a giorni in cui tutto quello che fa l’altro è sbagliato e non fanno altro che litigare. Stanno insieme per me, me lo hanno ripetuto spesso, e con ogni probabilità il giorno in cui andrò a vivere per conto mio si separeranno.
    Da figlia, fatevi dire che non è vita questa, che ritrovarsi a 15, 20 o 25 anni con un fardello del genere sulle spalle non è vita. Stare con il proprio partner per amore dei figli non vuol dire sempre fare il loro bene.

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    • Bismama
      Bismama 25 febbraio, 2013, 16:05

      Il punto di vista di un figlio è importante e quello che hai descritto tu in effetti è vero. È come sentire addosso la colpa di averli tenuti insieme per forza.

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    • Moonlitgirl
      Moonlitgirl 26 febbraio, 2013, 23:42

      Stefania…..da mamma separata….ti dico che la tua risposta credo sia la più esauriente possibile. Ed aggiungo che la mia separazione mi ha provato tanto dolore soprattutto per mio figlio….è continua ad esserlo quando vedo che il desiderio di ogni bimbo sia di stare con la mamma e il papà insieme. Ma sono anche convinta che pian piano crescendo capirà….almeno lo spero!!!

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  7. katia
    katia 25 febbraio, 2013, 12:41

    secondo me chi dice di stare insieme per i figli in realtà non ha il coraggio di affrontare un divorzio e cerca un alibi.
    stare insieme per i figli è una favole che ci si racconta per non dover affrontare difficoltà, è più facile inventarsi una scusa e tirare a campare. come se i figli con capissero e non vedessero. e intanto gli si carica sulle spalle un fardello del quale non hanno colpa. bel favore per sti figli. proprio bravi.

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  8. Cappuccio e Cornetto
    Cappuccio e Cornetto 25 febbraio, 2013, 12:47

    I miei si sono separati quando avevo due anni. Non me li ricordo neanche, insieme. Sicuramente questo ha inciso nella mia formazione, nelle mie insicurezze e nelle priorità che ho, e ancora di più nella scelta del mio compagno e nel mio modo di essere mamma. Meglio o peggio? Non potrò mai saperlo, ma la mia vita mi piace e sono contenta dei dolori e delle gioie che mi hanno portato fin qui. Arriva un momento, nella vita, in cui la tua felicità non può più dipendere da quello che sono o che hanno fatto i tuoi genitori. Separati o no. Ma la tua, di vita, invece, sarà sempre merito e responsabilità solo tua. Quindi meglio prenderla in mano, e non subirla. Meglio scegliere in base a quello che si è, anche se la scelta è rimanere in una situazione non ideale. A quel punto però, diventa davvero una scelta: non una condanna. Per i bambini il vero trauma è questo: diventare arbitri di situazioni adulte che non competono loro. Qualsiasi cosa sceglierà F., la deve scegliere con il suo cuore e la sua testa. Non può avere la certezza di cosa sarà meglio per i figli, se scegliera con convinzione e onestà i suoi figli capiranno e si adatteranno. Staranno male forse, ma impareranno. Così invece si ritroveranno adulti troppo in fretta, arrabbiati e senza capire perché due adulti non fanno uno sforzo per trovare un vero equilibrio e non una fuga da o verso l’odio. E lo sforzo può essere sia per rimanere (senza livore), sia per andare (senza tragedie). Un divorzio non è una tragedia, non nel 2013. Una madre infelice e arrabbiata e un padre odiato e spesso assente, beh questo mi sembra peggio.
    Non so se si capisce quello che ho scritto, su questi argomenti vado sempre di getto e mi perdo!

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    • Moonlitgirl
      Moonlitgirl 26 febbraio, 2013, 23:45

      Io ti ho capito benissimo. È mi rallegra leggere questo commento. Spero che mio figlio giunga al tuo stesso ragionamento….e lo dico da mamma separata…

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  9. mara
    mara 25 febbraio, 2013, 12:52

    Anch’io penso che se prevale il fastidio verso il partner non ci sia più motivo per stare insieme anzi perseverare per amore dei figli è sbagliatissimo, a mio parere, perché i figli sentono quando in casa c’è tutto fuorché l’amore. A lungo andare non si può fingere e i bimbi vedranno nei migliore dei casi un gelo tra i genitori e nel peggiore indifferenza e rabbia. E poi come si può sprecare la propria vita cosi non credo che ne valga la pena almeno io non lo farei

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  10. paola
    paola 25 febbraio, 2013, 13:03

    senti, tuo marito non c’è mai, quando c’è ti da fastidio, dormite in camere separate e stai ancora a chiedere cosa fare? ma secondo te cosa possiamo risponderti? no dico, fatti una domanda e datti una risposta, ma senza nasconderti dietro ai figli.

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  11. verdeacqua
    verdeacqua 25 febbraio, 2013, 13:29

    Ovviamente i consigli di chi non conosce e non vive, ma ha solo letto le tue righe, rischiano di essere banali. Perchè è molto facile ma anche molto difficile. Posso capire benissimo le paure per i figli e in linea di massima sono assolutamente d’accordo con te, con il diritto alla felicità e con la consapevolezza che i figli saranno più felici se hanno genitori felici e se questo vuol dire separati ben venga. La sua è comunque una situazione difficile, lui viaggia moltissimo per lavoro o meglio si trasferisce di continuo mi par di capire e diventa dura per i figli, l’organizzazione del tempo suddiviso tra genitori. Posso capire le paure e posso credere che due persone sono capaci di vivere anche senza passione. Però poi la tua amica dice di non sopportarlo più. E allora forse non è che ci siano molte soluzioni.

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  12. sorairo
    sorairo 25 febbraio, 2013, 15:30

    Diciamo anche che spesso lecoppie non affrontano i problemi all origine e poi ci si trova in un vortice nero dove bastava parlare

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    • Bismama
      Bismama 25 febbraio, 2013, 16:02

      In questo caso specifico secondo me il problema è stato il matrimonio in sé.

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  13. ero Lucy
    ero Lucy 25 febbraio, 2013, 15:49

    Ai figli va insegnato l’amore, verissimo. Ai figli va insegnato il rispetto del partner, perche’ quel “fastidio” lo sentono. I figli, soprattutto il grande, devono dormire in stanze separate per il loro benessere psicologico (tra un paio d’anni magari iniziera’ a masturbarsi, deve stare in una camera diversa e avere nel letto una donna che immagina, non sua madre). A volte bisogna sapere affrontare le proprie paure, F., non sai quanto posso capirle essendo expat anche io. Ma devi far crescere I tuoi figli. E concederti, magari, un futuro che ora davvero non hai.

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  14. lady
    lady 25 febbraio, 2013, 16:38

    scrivo quello che penso…non è che non lo lascia per i soldi? non lavora, ha una tata…insomma vita comoda. Senza offesa.

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  15. mamma, che emozione!
    mamma, che emozione! 26 febbraio, 2013, 16:41

    Ciao f., ti immagino lì, che ogni tanto aggiorni la pagina per leggere i commenti.
    Non è facile no, però fermati a pensare che se ti stai facendo delle domande forse è perché hai già dentro di te la tua risposta. Solo che fa paura, ok lo immagino. Però se chiudi gli occhi, ti rilassi ed inspiri/espiri son certa che la TUA risposta arriverà.
    Dai provaci, prova a prendere in mano la tua vita: per te, per i tuoi figli, in fondo anche per Lui. Potete lasciarvi, potete cercare una persona che vi aiuti a ricominciare azzerando tutto se ancora è possibile, ma non restate impantanati lì… Un abbraccio

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  16. Anonymous
    Anonymous 27 febbraio, 2013, 11:48

    Chiedo scusa in anticipo per la lunghezza del commento, mi chiamo Luisa, ho 46 anni e sono (IN)felicemente sposata dal 1993. Prima il mio era un matrimonio perfetto, poi mio marito ha avuto un incidente ed in seguito al trauma fisico e psichico subito è diventato un altra persona: scomparso l’uomo sexy, deciso, brillante, intraprendente e gentile di cui mi ero innamorata, da un giorno all’altro mi sono ritrovata legata ad un uomo impotente, insicuro, instabile, a tratti violento, totalmente dipendente da me sia economicamente che fisicamente (è sulla sedia a rotelle). I primi tempi sono stati terribili, desideravo morire ogni mattina che invece riaprivo gli occhi ed ero costretta a vivere un’altra giornata…tutti mi dicevano di lasciarlo, di rifarmi una vita, che non dovevo nascondermi dietro ai figli, che anche per loro sarebbe stato meglio…fino a che non ho deciso IO che cosa fare: non privare i miei figli del loro padre, che con loro è sempre stato presente e valido, non privare mio marito dell’unica consolazione che gli era rimasta (i figli) e smetterla di piangermi addosso e cercare comprensione intorno! Adesso va meglio, con mio marito ci rispettiamo e ci facciamo compagnia, i figli sono cresciuti bene, hanno la loro vita, e del terribile periodo che abbiamo passato si ricordano a malapena…nella disgrazia sono stata fortunata, perchè ho avuto tante persone che mi hanno aiutato nonostante secondo loro io non stessi facendo la cosa giusta e perchè la situazione non è peggiorata, anzi, una volta trovato un nuovo equilibrio piano piano tante piccole cose sono andate meglio…io non credo di essere felice (non ho mai avuto molto tempo per chiedermelo!), serena adesso si, ma felice credo di esserlo stata veramente solo nei primi anni di matrimonio…insomma, tutta questa storia per dirti, cara amica F, che soltanto tu puoi sapere e capire cosa riusciresti a fare e quali pesi potresti portare, qualsiasi decisione tu prenda…se tuo marito è un uomo (mi sembra di aver capito) comunque tranquillo e affettuoso, vedrai che troverete la soluzione più giusta per voi e per i vostri figli…io credo (l’ho vissuto in prima persona) che si possa vivere senza “passione” ma bisogna trovare un altro “fuoco” per andare avanti… io l’ho trovato nei miei figli, ho vissuto soltanto per loro, ma è stata una decisione ponderata e presa con coscienza e quindi non mi è mai pesato troppo…Tanti auguri e tanti complimenti a chi scrive questo blog, mi piace molto e lo leggo sempre, anche se non commento mai!

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  17. Anonymous
    Anonymous 27 febbraio, 2013, 16:00

    F. Fatti un amante e continua così! Vuoi mettere la divisione del tempo tra te e lui con i figli? Meglio restare sposate e farsi vita parallela!

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  18. Anonymous
    Anonymous 4 marzo, 2013, 10:58

    salve a tutti!
    dopo 4 anni e mezzo di convivenza ed un figlio di tre anni tutto sembra essere arrivato al capolinea. Ho cercato di dare tutto in questa storia ma non gli ho dato ciò che per lui era più importante….. Incomprensioni, egoismo,verità non dette ed infine il tradimento di lui con una donna sposata( sua collega di un’altra città). Mio figlio ha percepito tutto e dice delle frasi che non credevo potessero appartenere al linguaggio di un bimbo di tre anni……credetemi spezzano il cuore. Il mio compagno è pentito. Stamattina ha pianto e mi ha chiesto di provare per amore del bambino……sono combattuta.

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  19. Anonymous
    Anonymous 5 marzo, 2013, 13:16

    In ogni parola del post si legge come questa ragazza fosse già molto insicura per accettare un simile matrimonio quando era giovane e bella, figuriamoci oggi che è una donna adulta. Evidentemente ha un’insicurezza strutturante che la accompagna, perché non suggerirle un aiuto psicologico che le permetta di rafforzarsi o per lo meno riflettere sulla sua situazione non solo sentimentale, ma proprio personale.
    Penso infatti che il Brainstorming nei commenti di un post sia un tentativo casereccio di analisi diciamo

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