Bambini in vacanza: tutti gli effetti sullo sviluppo

Ogni genitore che incontro è molto più stressato d’estate, con i bambini in vacanza, che d’inverno a correre dietro a tutti gli impegno scolastici ed extrascolastici dei figli.

Bambini in vacanza gli effetti sullo sviluppo

Quando invece però si parte per le vacanze in famiglia, automaticamente per bambini e genitori, sono associate a tempo libero, spensieratezza e divertimento. Questi aspetti, che assicurano un break dalla routine e un po’ di relax per gli adulti, per i bambini, rappresentano, una parte fondamentale dello sviluppo e della crescita.

Le esperienze positive vissute dai bambini in vacanza attivano importanti componenti neurochimici che influenzano positivamente lo sviluppo celebrale, tra cui gli oppiacei endogeni, l’ossitocina e la dopamina. Queste sostanze neurochimiche aiutano a ridurre lo stress, attivano i sentimenti di vicinanza e generosità e contribuiscono a un senso di benessere.

Bambini in vacanza gli effetti sullo sviluppo
Le vacanze contribuiscono all’aumento nei bambini della salute mentale e fisica ed il quoziente intellettivo ad essa associato. Inoltre, il cambiamento di ambiente stimola l’attività del lobo frontale favorendo l’apprendimento e incrementando diverse funzioni tra cui le capacità di concentrazione e di organizzazione.
Sono i risultati di uno studio condotto dall’Università dell’Illinois che ha, infatti, evidenziato che attenzione e concentrazione nei bambini aumentano già solo dopo i primi 20 minuti trascorsi nella natura. Inoltre, la pressione sanguigna e lo stress si riducono, con effetti positivi sui bambini con ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder).

Il cambiamento di ambiente e la possibilità di fare nuove esperienze, con l’abbandono della routine quotidiana e la formazione di differenti abitudini temporanee, o anche solo l’organizzazione di un viaggio, stimola la creatività dei bambini in vacanza permettendo loro di osservare cose ed eventi da una diversa prospettiva.
Al tempo stesso ricercatori e pediatri sostengono che vi sia un aumento nel livello di felicità nei bambini durante una vacanza o la sua preliminare pianificazione con i genitori. Tutto questo genera aspettative di viaggio, emozioni positive che si riflettono anche sulle interazioni familiari.

La Dott.ssa Gabriele Haug-Schnabel, esperta del comportamento umano, afferma che: «Per molte persone, vale quanto segue: vacanze, ma anche brevi tour o escursioni, regolari producono un miglioramento della soddisfazione della vita, Life Satisfaction. Visitare nuovi luoghi e confrontarsi con realtà differenti aiuta ad abbattere i pregiudizi e rendere più comprensivi, permettendo di allentare i vincoli della realtà quotidiana».

Questo migliora la comunicazione e la comprensione in famiglia e, non solo aiuta a rafforzare i legami familiari ma anche, aumenta il livello di autostima influenzando lo sviluppo della persona, prima durante la fase adolescenziale e più tardi in età adulta. La Dott.ssa Haug-Schnabel aggiunge in merito: «I bambini imparano viaggiando con i genitori che l’affidabilità e la fiducia possono esplicarsi non solo un contesto familiare o domestico, ma ovunque».

Bambini in vacanza: cosa accade in Italia

Le vacanze hanno un forte impatto positivo sullo sviluppo infantile e più in generale sulle dinamiche familiari, ma quanti sono i bambini che vanno in vacanza? Le statistiche per l’Italia evidenziano trend piuttosto positivi.

Secondo i dati ISTAT 1 i viaggiatori fino ai 14 anni rappresentano la fascia d’età che va in vacanza di più.
I bambini che vanno in vacanza per un periodo di 4 notti o più sono ben il 19,92% del totale dei viaggiatori di sesso maschile e il 13,35% di quelli di sesso femminile. Dato interessante: sono i maschi a viaggiare di più.

Secondo la ricerca dell’Osservatorio Nazionale sul Turismo Giovanile 2 , poi, i bambini non solo vanno in vacanza, ma hanno un potere decisionale e influenzano la scelta della famiglia circa l’organizzazione del viaggio, la destinazione da raggiungere e le attività da svolgere. Accade nel 40% dei casi quando i bimbi hanno tra i 6 e i 10 anni e nel 54% quando l’età è compresa tra i 10 e i 14 anni.

Le attività da svolgere con i bambini in vacanza sono molto legate alla destinazione scelta e alla tipologia di viaggio.
Ancora, la ricerca dell’Osservatorio Nazionale sul Turismo Giovanile, permette di avere un’idea piuttosto chiara di ciò che le famiglie italiane in vacanza con i bambini prediligono fare.
Essendo il mare la destinazione di viaggio preferita, tutte le attività legate alla vita da spiaggia sono anche esse le più praticate (53%). Seguono la visita a città, musei e siti archeologici (45%) e le escursioni (41%). Per stare a contatto con la natura, ben il 31% delle famiglie organizza una visita a parchi naturali e riserve ma anche a parchi avventura (12%). Il 20% circa organizza attività in bicicletta e il 19% altre legate allo sport, ad esempio tennis e sci, il 10% sceglie attività didattiche per la famiglia, come fattorie e laboratori per imparare divertendosi.

Bambini in vacanza gli effetti sullo sviluppo

1 dati.istat.it
2 childrenstour.it/wp-content/uploads/2015/02/Osservatorio- Nazionale-Turismo- Giovanile-2014.pdf
3 Infografica by HomeToGo

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Categories: Maternità, Viaggi

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