La buona scuola: ricordi e promesse

Profumo di alcol a prima mattina, uno di quei profumi che ti stordiscono ancora più del sonno ma che ti si fissano dentro, sotto la pelle come un tatuaggio. Il profumo che significava che il tuo banco era appena stato pulito dai collaboratori scolastici che chiamavamo affettuosamente per nome.

La lotta con il cancellino che, prima che scoprissi di essere allergica alla polvere del gesso, era uno dei riti della ricreazione. Subito dopo la merendina e subito prima dell’inizio delle lezioni.
Le classi intime, formate da pochi alunni che diventavano fratelli e compagni di avventura.
L’appello imparato a memoria.
Il rispetto e la totale abnegazione verso i maestri, i Google del passato, i depositari della verità assoluta. Che col tempo e con il passare delle classi, alle superiori potevano diventare anche amici con i quali condividere i dubbi sulla vita. Quei dubbi che durante l’adolescenza ti rubano il sonno e ti mandano in trans i neuroni. Forse sono stata fortunata, a parte rari casi, ho trovato persone semplici, umili e che più che insegnarmi le materie, mi hanno insegnato a vivere bene inculcandomi il concetto della preziosità della vita che, purtroppo, è una sola.
Questo è quello che vorrei per i miei figli.

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Per loro vorrei La Buona Scuola. Quella in cui maestri e professori svolgono il loro lavoro con serenità, senza sentire il peso del precariato o della mancanza di meritocrazia. Vorrei un ambiente armonioso in cui i piccoli possano acculturarsi ma anche essere cresciuti lungo il filo continuo dell’educazione familiare.
Per questo credo fortissimamente nella riforma de “La Buona Scuola“.
Ci credo perché, per la prima volta, vedo veri dibattiti online e offline che dureranno due mesi.
Vedo i cittadini ai quali viene data davvero la possibilità di esprimere la propria opinione o il proprio disappunto. Fino al 15 novembre 2014 su www.labuonascuola.gov.it infatti, ogni cittadino potrà dare il suo contributo per disegnare la scuola del futuro attraverso gli strumenti di partecipazione messi a disposizione dal Ministero dell’Istruzione.
È la prima volta che si forma una sinergia tra online e offline in una consultazione pubblica. Sul sito www.labuonascuola.gov.it infatti, si potrà interagire attraverso tre sezioni:

Compila il questionario – Ogni cittadino/utente rispondendo alle domande relative ai temi trattati nei 6 capitoli del Rapporto potrà dare la propria opinione.

Un grande dibattito diffuso – In quest’area si possono pubblicare le conclusioni dei dibattiti organizzati a scuola e sul territorio.

La terza sezione ospita i dibattiti a obiettivo, dove si spera di raccogliere buone pratiche e proposte costruttive.

12 promesse per 12 grandi passi. Sono d’accordo nel dire che per far crescere il paese bisogna formare i nuovi talenti di domani. Investiamo sulle nuove menti e sulle nuove mentalità migliorando la scuola.

la buona scuola i 12 punti governo

Io ho già dato il mio contributo. Voi?

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