Commessa per un giorno

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“Posso aiutarla?”
“Se ho bisogno la chiamo io, sto solo dando un’occhiata”
“Ok”
Il tempo di arrivare dall’altra parte del negozio a fare la stessa domanda a un’altra persona che…
“Scusi signorina!”
Non ti do una testata solo perché mi hai chiamata signorina.
“Mi dica”
“Ma questo pantalone non c’è in una nuance più chiara?”
“I colori disponibili sono tutti qui”
“Ma una via di mezzo tra questo e questo?”
“Mmmm no, i colori disponibili sono tutti appesi qui”
“Capisco. Quindi un color caramello non si può proprio avere”
“Sì, solo se lo compra beige e poi usa la Coloreria Italiana”
Se n’è andata abbastanza incazzata.

Sorriso finto e via verso nuove clienti.
“Buongiorno, posso aiutarla?”
“Sì avrei bisogno della 42 di questo vestito”
Ehm, ho davanti una donna, come dire, molto molto formosa. Come faccio a dirle che la 42 non le entrerà neanche dopo una settimana di dissenteria?
Respiro.
“Credo che lei porti un’altra taglia. È sicura che le serva la 42?”
“Ma certo! Pensa che non sappia che taglia porto?”
La mia amica, pochi passi più in là, ascolta la conversazione e muovendo le labbra mi dice dille che se lo rompe provandolo, lo paga.
Ah. Pensavo di dover scalare il K2 a mani nude. Devo solo dirle che probabilmente se deciderà di entrare in quel camerino con una 42 di quel vestito, ne uscirà con tre pezzi o con uno scollo in più. E dovrà pagarlo comunque.
“No … ehm… ecco” – avvampo. Io. Io che avvampo. –  “avevo avuto l’impressione che avesse un paio di taglie in più. Le consiglierei di provarne una più grande e se poi non va bene le passo la 42 attraverso la porta del camerino.”
“Ma come si permette? Ho solo dei fianchi formosi, lo sa che piacciono agli uomini? A loro piace più poter toccare qualcosa piuttosto che avere delle costole sotto la mano. Lei dovrebbe saperlo visto quanto è magra”
“…”
“Lasci perdere, quel vestito non mi piaceva neanche. Se lo può tenere.”

“Mi terrebbe d’occhio il bambino mentre provo questa maglia nel camerino?”
“Certo”
Segue bambino che si tira addosso una pila di maglie sistemate per formare le sfumature di colore, si arrampica su una mensola urlando io sono tazzan , fa scoppiare un palloncino che gli avevo dato nel tentativo di intrattenerlo, provocando quattro semi infarti.
Busso al camerino. “Come va?”
Silenzio.
“Signora?”
Silenzio.
Apro. Era al telefono
Al. Telefono.
Voleva solo un momento di intimità per parlare al telefono senza che il bambino si suicidasse.
Ma una babysitter no?
Mai degli arceri del Signore degli Anelli in barattolo quando servono. Mai.

Ho fatto la commessa per un giorno.
E già le odio meno.
Solo tre delle cose che son successe. Altre più eclatanti, altre meno. A sera ero esausta. Come se mi fosse passato addosso un tir carico di vestiti.
Un favore a un’amica che ha un negozio ed era sotto organico di sabato.
Probabilmente mi chiamerà per gli aperitivi, ma mai più per favori di questo tipo.
Ma io ho capito moltissime cose stando dall’altra parte della barricata.
Non sarò mai più una cliente rompiscatole. Giuro.

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Tags: MY LIFE, PERSONE

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commenti

Commenti

  1. drusillagalelli@gmail.com
    drusillagalelli@gmail.com 25 novembre, 2013, 17:46

    Giornatina pesante direi!

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  2. Federica MammaMoglieDonna
    Federica MammaMoglieDonna 25 novembre, 2013, 18:45

    Brava! Ben detto!!!

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  3. Anonimo
    Anonimo 25 novembre, 2013, 18:47

    >>> Come faccio a dirle che la 42 non le entrerà neanche dopo una settimana di dissenteria?

    Semplice, non spetta a te dirglielo, a meno che non abbia chiesto esplicitamente un consiglio. Se vuole andare in giro con vestiti aderenti, che magari secondo te non le donano, è libera di farlo senza essere giudicata da una sconosciuta. Invece la risposta che avrebbe dato la tua amica è più adatta. Qualcosa del tipo “Le porto la 42 e anche la 44, dato che questo abito veste poco” sarebbe stato perfetto, educato e senza giudizi sulla forma fisica della cliente.

    La prima ragazza invece aveva chiesto un consiglio (pare) educatamente, e le hai risposto con un sarcasmo inneccesario. Evidentemente la commessa non è il lavoro adatto a te…
    ps. Neanche a me, assolutamente, e di certo non per colpa dei clienti…

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  4. lmalanotteno
    lmalanotteno 25 novembre, 2013, 18:50

    mio marito ha un’attività commerciale (non di abbigliamento), mi racconta cose che voi umani…

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  5. Ali Ce (MakeUpNonSolo)
    Ali Ce (MakeUpNonSolo) 28 novembre, 2013, 16:35

    che trauma!!! immagino quante cose surreali possano capitare in un negozio…mi diceva un amico che lavorava da LeroyMerlin che ci sono clienti veramente matti…c’è chi cerca le uova o la tinta per capelli…ne capitano di tutti i colori!

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  6. Anonimo
    Anonimo 3 dicembre, 2013, 12:29

    Io sono una commessa…e ho detto tutto….

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