Donne e maternità: cosa cercano on line?

Da quando navigo in rete e da quando sono blogger, ho avuto la fortuna di conoscere tantissime persone. La maggior parte di queste sono mamme, come me.
Donne che cercano in rete una seconda possibilità in ambito professionale. Donne che sposano cause sociali. Donne che si confrontano. E donne che, semplicemente, si informano.

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Ma cosa cercano? Su cosa si informano? Perché arrivano ai blog?

Personalmente ho cominciato a navigare non per cercare informazioni ma per fare conversazione. Chat, forum, mail. Dopo ho fatto amicizia con Google. E lo uso soprattutto per la mia vita professionale ma anche per piacere. Per lo shopping, per cercare posti carini, siti che hanno a che fare con i miei hobby e le mie passioni. Tempo fa, però, leggevo una ricerca condotta e pubblicata da EXtrapola, in cui le donne e le mamme, venivano catalogate come quelle che usavano i motori di ricerca per fare ricerche sulle malattie dei bambini, sulle pappe, sulla crescita e cose simili.

A parte il periodo iniziale della gravidanza in cui anche io ho usato Google per questo, successivamente, la categoria bambini è quasi stata esclusa dalle mie ricerche. Non perché non mi interessi ma perché leggo on line articoli che dal titolo possono sembrarmi interessanti senza andare a cercare informazioni specifiche. Sui malanni, invece, croce di SantAndrea. Per come sono fatta sarebbe come costringermi ad agitarmi per poi ingurgitare un litro di camomilla ristretta per placare l’ipocondria galoppante.

Sui forum le mamme cercano risposte: sulla maternità, sui problemi dei bambini e sulle scelte dei prodotti per l’infanzia.
Sui social network si ritrovano, fanno rete ritrovandosi in gruppi.
Sui blog si fanno conoscere, fanno informazione.
Offline, davanti alla scuola, al parchetto, dal parrucchiere, in pizzeria.

Inutile dire che la cosa trita e ritrita che le donne (mamme) usino la rete solo per scambiarsi informazioni sui bambini sia obsoleta.

Io credo che le mamme siano una parte importante della rete perché creano le informazioni, mettono a disposizione le loro esperienze e condividono. Ma soprattutto sono pronte a darti una pacca sulla spalla (anche se virtuale) nel momento del bisogno.

Ho conosciuto molte persone che associano (ancora) la figura della mamma a quella della chioccia. Perché?
Le mamme sono anche altro. Sono donne. Sono donne che si informano e fanno informazione.

Sabato 29 giugno dalle 10.30 alle 19.30 sarò a Bari (Parco 2 giugno Viale Einaudi) sul truck di Mellin per il 1000 giorni tour. Parleremo di nutrizione dei primi 1000 giorni del bambino e ci sarà un pediatra pronto a rispondere e a smentire o confermare le tante leggende metropolitane che viaggiano veloci al parchetto, alla fila del super etc. Vi va di incontrarci?

Quello che mi interesserà scoprire è: cosa dicono le mamme? Cosa cercano? Cosa chiedono? In cosa si riconoscono e in cosa no?
Voi?

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Categories: Maternità, Tech

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commenti

Commenti

  1. Cristina
    Cristina 27 giugno, 2013, 16:13

    Quando sono diventata mamma quasi dieci anni fa non mi era passata per la mente la rete.. Usavo il computer per lavoro e stop. Poi ad un certo punto ho iniziato a leggere qua e là.. sono partita da un blog di una testata giornalistica e ho iniziato a scoprire persone diverse e i loro blog e poi ho smesso di seguire quel blog e mi sono tuffata nel mare aperto della blogosfera alla ricerca di.. cosa? Oh di tante cose, ma soprattutto di punti di vista. Perchè penso che vedere le cose, il mondo attraverso punti di vista che possono essere simili ma anche completamente differenti dal mio sia una grande opportunità di arricchimento…

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  2. cherrytree
    cherrytree 2 luglio, 2013, 12:11

    Secondo me ora si cercano altre persone online perchè essere mamme è diventata quasi una cosa rara. Per cui non avendo tante mamme intorno, si cercano nella rete amiche con cui condividere esperienze e chiedere informazioni.
    Almeno, questo è uno dei principali motivi per cui sono entrata in rete io.

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    • Serena
      Serena Author 2 luglio, 2013, 12:14

      Sono d’accordo. È come se la rete familiare di una volta (nonne, zie, sorelle, cugine) fosse sostituita dalla rete sul web.

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