Dzafer

Dzafer ha 7 anni e frequenta la seconda elementare.
Dzafer è una bambina ben educata ma soprattutto solare. Il tipo che ti estorce un sorriso anche quando non ne avresti voglia.
Dzafer sa leggere e scrivere, conosce perfettamente le tabelline, parla due lingue e ha un savoir faire che ti incanta dalla seconda volta che le passi accanto.
Dzafer è bella: biondina con enormi boccoli e uno sguardo profondo.
Dzafer, però, ha un difetto: ha metà sangue albanese. È figlia di padre italiano e madre albanese.
Questo suo difetto, ieri, le è servito per ampliare il proprio bagaglio culturale. Dzafer da ieri conosce la discriminazione. Forse non in questi termini, forse se dovesse descrivere cosa prova non saprebbe usare questo nome ma conosce la sensazione di nausea, imbarazzo, inadeguatezza e perplessità derivanti dal rifiuto. L’insulto nella sua forma più subdola e tagliente: quello silente che ti si insinua nelle viscere facendoti credere di non essere all’altezza di chi ti sta di fronte.
Da ieri conosce l’urlo silenzioso che preme per venire fuori dall’imo dell’io.
Dzafer ha detto alla sua mamma di essersi sentita come un pacco postale rifiutato dal destinatario. Ha detto anche di non capire perché alcune mamme fanno a gara per arrivare prima di lei in classe e spostare i suoi libri sotto un altro banco. Uno migliore. Uno migliore per lei. 
“Ma io non l’ho chiesto, a me piaceva stare dov’ero. Accanto a Clementina!”.
E la sua mamma è rimasta senza parole, senza parole che fossero adatte a spiegare a una bambina di sette anni, cosa stesse succedendo.
E io che avrei voluto trasformarmi in una regina per un giorno ed essere a capo di un’Italia monarchica. Avrei revocato a quelle mamme il diritto di fregiarsi del titolo di cittadine italiane. Avrei levato loro la possibilità di sporcarci. Avrei.
Perché l’Italia sarà pure in recessione, magari l’esempio più vicino a un paese che sta per subire un prolasso e che, presto (ma speriamo mai), imploderà, ma è un paese accogliente, caloroso e non razzista.
Non mi dispiace molto per Dzafer, che in qualche modo farà; crescerà più forte e determinata. Provo immensa pena e compassione per per quei ragazzini costretti da mamme ignoranti, a venir su a pane e discriminazione.
E sospiro cercando di buttare via quella sensazione di nausea che, probabilmente, è solo un decimo di quello che ha sentito Dzafer. Ed è quasi Natale.

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Categories: My life, Pensieri e parole

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commenti

Commenti

  1. Elena e Manuele
    Elena e Manuele 14 dicembre, 2011, 11:00

    è davvero odioso quello che è successo. odioso e cattivo. e ingiusto. ancora di più perchè si parla di una bambina, che magari fino al giorno prima non pensava nemmeno alla diversità tra persone.

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  2. pinkmommy
    pinkmommy 14 dicembre, 2011, 11:17

    È agghiacciante pensare a quello che queste mamme insegneranno ai loro figli….se loro fanno ste porcate, che razza di esempio sono????

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  3. veru
    veru 14 dicembre, 2011, 11:19

    Il problema è che i bimbi saranno il futuro dell’Italia e, purtroppo per loro, non sanno ad oggi capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Bismama perchè non proponi alle maestre di dedicare una lezione aperta (con i genitori presenti) al tema razzismo-discriminazione facendo presente che essendoci in classe una bambina straniera potrebbe essere un buon metodo per insegnare agli altri bambini come si vive civilmente e responsabilmente…

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  4. Mammachetesta
    Mammachetesta 14 dicembre, 2011, 11:19

    Mi è venuto il magone a leggere.
    Ma come si fa?!!?
    Ma come si può?!!?
    E magari sono quelle che iniziano le frasi con “Io non sono razzista peròòòòòòò….!”
    Che odio!

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  5. bismama 2.0
    bismama 2.0 14 dicembre, 2011, 11:34

    @veru: si le maestre non sapevano nulla perché in realtà tutto accadeva prima che ci fossero anche le maestre. Ora lo sanno e si sta provando a fare qualcosa. La tua idea è molto bella comunque!

    @Mammachetesta: hai esattamente inquadrato il tipo

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  6. ceppina
    ceppina 14 dicembre, 2011, 11:35

    che schifo…. non mi vengono altre parole.

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  7. Mammamsterdam
    Mammamsterdam 14 dicembre, 2011, 11:58

    Io metterei di mezzo maestre e direzione scolastica, l’ idea di creare un momento educativo da questo ci sta, ma eviterei di indicarla come una bambina straniera. Lo è anche, ma è anche italiana, che facciamo, ci mettiamo a guardare ai quarti di nobiltà? A lei non facciamo un favore a ribadire una diversità che le hanno fatto calare dall’ alto.

    Poi certa gente e certi amichetti meglio perderli che trovarli, ma è facile dirlo quando non sei tu di mezzo (io lo ero, la polacca a scuola, e ci sono alti e bassi in tutto ciò, ma li apprezzi meglio da grande)

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  8. tri mamma
    tri mamma 14 dicembre, 2011, 12:27

    Nella classe di mia figlia (7anni II el.) le mamme non possono varcare il portone stesso dell’istituto. I posti a sedere li decidono le maestre (i bambini li hanno scelti solo durante i primi giorni della prima) ed è normale e acquisito che ogni tot giorni (qualche settimana?) gli stessi posti vengano ri-assegnati a rotazione.
    Si cerca di bilanciare un attimo mettendo bimbi più “agitati” insieme a bimbi “più tranquilli” o chi riesce a seguire di più, insieme a chi si deconcentra facilmente. A volte stanno al primo banco, a volte all’ultimo. Non esiste “la mia compagna di banco”. E’ normale!
    Da mamma “ignorante” (prima figlia) credevo fosse una prassi (buona;) consolidata in tutte le scuole. Mi stupisco di fronte a tanta libertà di altre madri in altre scuole.
    Ma soprattutto, non mi capacito ancora di tanta e tanta ignoranza?cattiveria? deficenza? (non mi viene il termine).

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  9. Cristina
    Cristina 14 dicembre, 2011, 12:43

    Che tristezza leggere certe miserie umane. Ferisce nel profondo. A scuola di mia figlia è partito quest’anno un progetto rivolto ai bimbi dell’ultimo anno di asilo e a quelli di prima elementare che si chiama “Diversamente camaleonti”:bambini, insegnanti e genitori si incontrano al fine di potenziare il valore della diversità e del rispetto dei bisogni di ciascuno.L’idea è più o meno: siamo tutti diversi ma ognuno di noi porta valore alla comunità con il suo essere parte della stessa…

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  10. 82nene
    82nene 14 dicembre, 2011, 12:54

    Che tristezza. Mi è venuto un senso di rabbia, di amarezza, delusione. Io di figli ancora non ne ho, ma ho fatto per anni l’educatrice scout. E ai nostri lupetti insegnavamo l’importanza del rispetto, dell’amicizia e della conoscenza reciproca. Perchè il “diverso” così non fa più paura. Ricordo ancora con un sorriso quando abbiamo avuto un bimbo moldavo (arrivato da poco in Italia e che quindi si esprimeva a fatica) e tutti gli altri bimbi gli si sono stretti attorno e gli spiegavano, a gesti e con parole semplici, tutto quello che avrebbe scoperto nel suo cammino da lupetto.
    Dovremmo imparare dai bambini.

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  11. giorgia
    giorgia 14 dicembre, 2011, 13:33

    quando sento queste cose penso sempre… non è possibile,ancora oggi?

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  12. pollywantsacracker
    pollywantsacracker 14 dicembre, 2011, 14:10

    a me è capitato che carolina tornasse da scuola e mi dicesse che una scua compagnia italiana non voleva tale Imane a giocare con loro, perché aveva la pelle troppo scura. Ecco, io non rompo mai le scatole alle maestre, ma quella volta mi sono incazzata. e non mi fa piacere che quella bambina italiana giochi con mia figlia (anche se non l’ho detto).

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  13. cily75
    cily75 14 dicembre, 2011, 15:40

    è triste che ci siano ancora bambini che vengono cresciuti in questo modo. Pensare che questo belpaese ci darà possibilmente un gran bel calcio nel sedere, e magari tra qualche anno saranno i nostri figli in minoranza…a volte la vita sa prendersi le sue rivincite, magari anche con queste mammine bene che farebbero bene a lavarsi più spesso sotto il naso e magari accendere il cervello ogni tanto… bah

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  14. bismama 2.0
    bismama 2.0 14 dicembre, 2011, 16:14

    @mammamsterdam e Cristina: l’idea della riunione di crescita e dibattito è molto carina, vediamo come si può sviluppare.

    @tri mamma: anche io pensavo fosse così, invece… le maestre ora sono intervenute e speriamo cambi.

    @cily75: infatti la cosa peggiore è proprio il futuro di quei bambini cresciuti con questi preconcetti balordi

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  15. phoebe
    phoebe 14 dicembre, 2011, 16:23

    Ecco, m’ venuto un giramento si scatole così vorticoso che butterei per aria la scrivania.
    Ma si può?
    Ma si può?
    Io non ho figli, ma posso raccontare la mia piccola storia: io ho fatto la primina, quindi sono entrata alle elementari direttamente ins econda. L’unico banco libero era accanto ad una bimba di colore, metà italiana e metà kenyota. Io, dal basso dei miei sette anni, mi ci sono seduta come se niente fosse.
    La mia nonna paterna mi disse: “Non ci stare tanto vicino, che puzza!!”
    Trent’anni e non è cambiato nulla???
    Anzi, è peggiorato. In fondo mia nonna aveva fatto solo due anni delle elementari e non era mai uscita dal paesello in vita sua, questi sono (o dovrebbero esserlo) genitori moderni!?

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  16. Marina
    Marina 14 dicembre, 2011, 23:30

    scusa, ma questo sarebbe successo nella scuola delle suore che ti hanno imbruttito per il presepe? quella del post precedente?

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  17. Anonymous
    Anonymous 14 dicembre, 2011, 23:38

    @Marina: no è successo in una scuola elementare, quella delle suore è una scuola materna.
    PS sono BIS ma dal cell i commenti vengon fuori come anonimo a volte

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  18. Marina
    Marina 15 dicembre, 2011, 00:23

    a ecco, almeno questo. anche se poi la sostanza resta la stessa.
    in un paio di occasioni ho avuto modo di rispondere a tono a chi si lamentava della presenza di bambini stranieri a scuola. e devo dire che chiudere la bocca a ste persone è una gran soddisfazione.
    sarebbe meglio che aprissero il cervello, ma se proprio non ce la fanno che almeno chiudano la bocca.

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  19. pallottola
    pallottola 15 dicembre, 2011, 09:40

    Nella scuola di mia figlia, seconda elementare, succede come da trimamma: i genitori non possono entrare e tutto quello che riguarda la scuola lo gestiscono le maestre. E mi sembra giusto.
    Però conosco chi ha iscritto i propri figli a scuole “di un certo livello”, vantandosi di averlo fatto “così mio figlio non avrà stranieri in classe” … non commento!
    PS in classe di mia figlia su 24 bambini 12 sono stranieri … a lei la cosa non crea nessun problema 🙂

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  20. V@le
    V@le 15 dicembre, 2011, 12:35

    purtroppo alcuni genitori riescono a deturpare anche la purezza dei bambini. loro crescono insieme e non sentono diversità! sono i genitori stupidi e l’entourage familiare che inculcano nei figli queste idee!!!

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  21. pasadena
    pasadena 15 dicembre, 2011, 14:32

    Che tristezza!
    Al genitore “di un certo livello” di cui parla pallottola, verebbe da dire “che bello! così suo figlio non sarà in grado, se non con grande fatica, di capire la società in vivrà ricevendone solo frustrazioni” proprio un modello educativo vincente!

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  22. Anonymous
    Anonymous 15 dicembre, 2011, 15:39

    Ciao,
    mia figlia ha 7 anni e abitiamo in un paesino del Veneto. Nella sua classe ci sono 23 bambini di cui circa un terzo stranieri. Fortunatamente non ho mai riscontrato qs. forma di razzismo nella sua classe. Anzi sono amalgamati molto bene, la migliore amica di mia figlia (dal primo anno di asilo) è una bambina con genitori serbi. Ammetto anch’io di essere razzista: razzista nei confronti delle persone cattive, specie con i bambini! Ciao e in bocca al lupo…ne hai bisogno x destraggiarti da cotatanta ignoranza!!!!
    Elena

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  23. destinazioneestero
    destinazioneestero 15 dicembre, 2011, 21:05

    Non ho parole!

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  24. Marina
    Marina 16 dicembre, 2011, 11:13

    immagino che qualcuno poi abbia informato le maestre. e loro cosa hanno fatto? come hanno spiegato il fatto a Dzafer e agli altri bambini della classe? perchè sta bambina una spiegazione secondo me la merita, mica può sentirsi “pacco postale” nell’indifferenza. e poi hanno detto qualcosa alle mamme che spostavano i libri? perchè anche loro secondo me meriterebbero qualcosa

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  25. bismama 2.0
    bismama 2.0 16 dicembre, 2011, 12:39

    Sembra che la situazione stia migliorando. Le maestre, come suggeriva Mammasterdam, non hanno parlato con la bimba in se ma hanno provato a fare degli esempi in classe raccontando storie a tema “diversità come arricchimento”. Speriamo in bene. Intanto il nano l’ha presa sotto la sua tutela: da ieri dice che sono spesso in coppia per suo volere. E la cosa curiosa è che io non gli ho mica detto di farlo né sono entrata nei dettagli sulla storia, avrà capito da solo!!

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  26. Anonymous
    Anonymous 16 dicembre, 2011, 20:23

    io sono mamma di una bambina con due nazionalità in corpo (e non dico nemmeno quali perchè anche sulle varie nazionalità ci sono quelle di serie a e serie b) e onestamente di queste mamme che si comportano in questo modo me ne frego. E me ne frego anche delle altre mamme che ti guardano pensando “poveretta” perchè ne’ io ne’ mia figlia ci sentiamo diverse. Purtroppo oltre farti sentire diverso chi ti giudica tio fa sentire diverso anche chi dall’altra parte dice “poveretta”!

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  27. bismama
    bismama 16 dicembre, 2011, 23:15

    @Anonimo (19.23): sono d’accordo. Perché se proprio vogliamo l’atto di cattiveria è più sincero (non per questo giustificabile) di un deprecabilissimo “poverina” che ti lascia addosso quello strato di pena che non se ne va nemmeno dopo sette docce con la spatola d’acciaio! Che poi “poverina” di che? Penso che molti italiani vorrebbero avere, in questo momento, la possibilità della seconda nazionalità e poter dire “Ah, ma io non sono…”

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  28. Anonymous
    Anonymous 17 dicembre, 2011, 10:41

    per me non è cattiveria…è ignoranza. Ma davvero non mi interessa quello che pensa la gente, le mamme, le maestre…davvero. L’importante è come mi sento io. Io sto bene così come sono, se gli altri mi giudicano o pensano “poveretta” sono loro che hanno qualcosina che non va. O pensano che io sono anormale o pensano che devo essere salvata…invece io ho solo bisogno di esser lasciata in pace, io e la mia bambina. I post pietosi lasciamoli ai preti 🙂
    scusa non mi ero firmata
    francy

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  29. bismama 2.0
    bismama 2.0 17 dicembre, 2011, 11:00

    @Anonimo: ignoranza ma in alcuni casi, fidati (per questo), è cattiveria. Non voleva essere un post pietoso ma ho raccontato quello che mi passava per la testa, mi ha dato molto fastidio quella situazione così come un’altra volta, il bersaglio della discriminazione è stata una bambina obesa… sempre di discriminazione si tratta e mi manda ai matti. Spero che non ti sia sentita offesa dalle mie parole, non c’era ombra di pena ma solo rabbia per quella ignoranza (o appunto cattiveria) che manda avanti questi preconcetti per generazioni.

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  30. Anonymous
    Anonymous 18 dicembre, 2011, 23:50

    no no non mi sono sentita offesa…sono abituata a queste situazioni. E’ che tante persone (non mi sembra il tuo caso) prendono le difese dei “deboli” solo per apparire buoni, tolleranti ma poi magari non lo sono con i loro “simili” che giudicano cattivi. Ma ripeto, non ti conosco, ma a sensazione mi sembra che tu non sei così.
    Mi succede molte volte che difendono me e mia figlia da situazioni analoghe solo per far vedere che loro sono avanti, aperti a nuove strade…ma poi nelle piccole cose non è così…e allora guardo con diffidenza questi gesti di altruismo. Un po’ come la chiesa…ama il prossimo tuo e poi? con i gay manteniamo le distanze…l’incoerenza…ecco io credo che se davvero vogliamo cambiare un po’ il mondo dobbiamo essere tutti un po’ tolleranti verso tutto, anche io verso gli ignoranti (o cattivi come dici tu)…anche nelle piccole cose. Chissà se mai si arriverà a un mondo dove tutti possono manifestare liberamente la propria idea. Io spero che la mia bambina si senta sempre degna d’amore.
    Francy
    n.b.
    il tuo post è bello davvero!

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  31. trilly
    trilly 28 dicembre, 2011, 14:39

    io non posso credere che accada. no davvero, perchè è ancora in quell’età in cui non guardano come ti vesti, oppure sono attirati dalle cose diverse proprio in quanto tali. sono gli adulti che educano i bambini a fare discriminazioni, ma loro, i piccoli, sono ancora puri… ed è così che deve essere…

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  32. amrita
    amrita 4 gennaio, 2012, 17:24

    ho la nausea.diego li distingue per:lui mi picchia,lui è gentile,lui ha saetta sul grembiule.non capisce neppure la differenza di colore,o nazionalità.ma sa bene di suo come si distingue un bimbo prepotente da uno gentile.e non gliel’ha insegnato nessuno.come ogni bambino vede le differenze caratteriali,non certo altre.non vedo perchè spiegargli altri tipi di differenza tra le persone.quello che ci distingue sono le intenzioni,le azioni,e il cuore.nient’altro.fossi quella mamma mi vergognerei da morire,ma dubito che possa capire il discorso una donna simile.

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