Fratelli

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Il rapporto tra fratelli, soprattutto se di sesso diverso, è qualcosa di difficile da descrivere e da comprendere se non lo hai mai vissuto. E cambia se hai un fratello o una sorella.
Ho una sorella e un fratello (o almeno, lo avevo fino a poco tempo fa, ora di lui ho solo tanti ricordi e tanta nostalgia) e il rapporto con l’uno e con l’altra è completamente diverso. Non migliore o peggiore ma diverso.
È un rapporto fatto di fasi che variano (anche) in base all’età.

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Quando il maggiore ha un’età in cui può comprendere davvero che sta per arrivare la sorellina o il fratellino c’è quella fase dell’idealizzazione, dell’immaginare come sarà dover dividere mamma e papà con qualcuno o avere un compagno di giochi.
E anche nella testa di un genitore credo che l’idea di avere ora due fratelli per figli generi alcuni interrogativi.

Al ritorno dall’ospedale le reazioni più diverse: dalle coccole interminabili ai tentativi di ritornare a essere figlio unico, dall’indifferenza alla ribellione.
Poi arriva il momento in cui hai bisogno di ricordare e di elencare ogni giorno il perché hai deciso di avere due figli.
Sono i momenti in cui litigano, urlano, attentano uno alla vita dell’altra oppure si fanno dispetti per il semplice gusto di avere l’ultima parola.

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Ma la fase più bella della vita da fratelli è quella in cui comincia a nascere la complicità.
Si cercano, si sostengono, si scambiano coccole, sanno ridere insieme e divertirsi, si guardano crescere e si fanno le prime confessioni. Il più grande passa alla più piccola quello che ha di più prezioso: l’esperienza maturata negli anni in cui era ancora figlio unico.

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I miei figli sono tutto il giorno su quell’altalena che li fa ondeggiare tra l’amore e il dispetto.
Avevo paura che la differenza d’età li avrebbe resi quasi due figli unici. Fortunatamente mi sbagliavo.
Mi piace ascoltarli parlare a bassa voce la sera in camera, quando lui le legge le storie e lei gli racconta cosa ha fatto a scuola, quando lui la incita a non mollare se non le riesce un salto nel pattinaggio e lei gli dice che da grande vuole abitare con lui per sempre.
Non sanno stare lontani anche se hanno proprio bisogno di bisticciare spesso. La cosa più bella è vedere che il tutto finisce in risate e senza omicidi.
Stanno costruendo un rapporto molto bello e io sto cercando di guidarli perché mi piacerebbe avessero, da grandi, lo stesso rapporto che io ho (e ho avuto) con i miei fratelli: di amore, sincerità, complicità e comprensione. Senza competizione.
Perché probabilmente, quando lasci il medioevo adolescenziale per affacciarti nel mondo degli adulti, ti accorgi che non esiste tesoro più prezioso dei tuoi fratelli che forse, inconsapevolmente, sono stati i primi tuoi migliori amici di sempre.

Questo post partecipa al progetto #BigDays per le famiglie ambasciatrici Gore-tex.

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