Kiddle il motore di ricerca per bambini: servirà davvero?

Motore di ricerca per bambini
Un po’ perché si parla di web e tech e un po’ perché si parla di bambini, questa cosa del lancio di Kiddle, il nuovo motore di ricerca per bambini, mi tocca da vicino.
Appena uscita la notizia del lancio di questo nuovo servizio per bambini ho un po’ storto il naso, non mi convinceva.
Non volevo essere frettolosa e sparare sentenze immediate e allora ho letto un po’ tutto quello che è stato scritto e ho cercato di informarmi a riguardo. Alla fine niente, la mia opinione su Kiddle non è cambiata.

Motore di ricerca per bambini
Ho provato questo nuovo motore di ricerca per bambini e a parte numerosi bug mi sono nuovamente convinta del fatto che i motori di ricerca per bambini siano praticamente inutili e facciano correre ai bambini gli stessi rischi che correrebbero usando Google.
Innanzitutto la mia riflessione parte da Kiddle che attualmente è la pietra dello scandalo, ma facendo qualche ricerca (su Google) ho scoperto che insieme al famoso Google Safe Search for Kids, non è l’unico motore di ricerca per bambini.
Yahoo Kids, Ask Kids, Squirrelnet Safe Search for Kids, Kidrex, Dib Dab Doo and Dilly Too, Aga KidsKids Click, Quintura for Kids e Qwant Junior sono i più famosi che sono on line da prima di Kiddle e quindi diciamo che il caso non esiste.
Quello che non capisco è: perché tanto rumore intorno a una cosa praticamente inutile?

Perché è inutile usare un motore di ricerca per bambini

Il motivo per cui è stato inventato un motore di ricerca per bambini è per dare ai genitori un’illusione di tranquillità nei momenti in cui i loro bambini usano internet senza essere controllato.
Innanzitutto chi qualifichiamo come bambini?
Secondo me sono i piccoli tra i 5 e i 9/10 anni. Dopo parliamo già di preadolescenti e adolescenti ok?
Allora ho messo Swami davanti a Kiddle (lei ha 6 anni), ha fatto qualche ricerca, e si è stufata perché non trovava quello che voleva. E quello che voleva non erano né contenuti espliciti né immagini, video o testi non adatti alla sua età.
Cercava i giochi dei suoi cartoni preferiti, storie da leggere e colorare e cose simili. Nulla di più.
Alla sesta ricerca, meno di cinque minuti, Kiddle è caduto nel dimenticatoio e con lui altri motori di ricerca per bambini che abbiamo provato.

La frustrazione di non avere una risposta adeguata rende i bambini ancora più curiosi tanto da continuare la ricerca all’infinito o quasi.
Diciamo che a Swami e ad altri bambini della sua età, secondo me, non verrebbe mai in mente di cercare contenuti espliciti, ma ovviamente è necessario proteggerli da tali contenuti che potrebbero comunque finire sul loro monitor per errore.
In questo caso per me le soluzioni sono due:

Ma che senso ha mettere in mano ai bambini un pc con accesso a internet, mettere sulla pagina di un motore di ricerca per bambini e allontanarsi sapendo che, scrivendo nella barra degli indirizzi, andranno a finire direttamente in Google?

Io ritengo che sia importante proteggere i bambini ma sia importante che a farlo siano i genitori che devono avere sia il compito di insegnare loro l’uso corretto della rete (come si fa con qualsiasi altra cosa nella vita) e di rispondere a tutte le loro domande in maniera trasparente in modo da non fare in modo che cerchino altre risposte altrove.

È confortante, quando le grandi aziende riconoscono il fatto che i genitori abbiano bisogno di aiuto ma da mamma e da professionista del web, io investirei molto di più nell’educazione digitale dei bambini e meno in un motore di ricerca che si limita a censurare la parola “tette”.

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Categories: Maternità, Tech

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