Lievito: alleato di bellezza o fa davvero male alla salute?

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Ho una predilezione per il lievito. Lo amo proprio, ma non nei cibi. Adoro mangiarlo così, sia che si tratti di lievito chimico, ma soprattutto se parliamo di lievito di birra; per me è come fossero tavolette di cioccolata alle nocciole. Quando ero piccola, mia mamma doveva nascondere le tavolette di lievito negli anfratti del frigo; io però, con un fiuto da cane da tartufo, lo trovavo ovunque e ne mangiavo anche due per volta.

Dopo aver ingurgitato un numero spropositato di tavolette, mia mamma cominciò a raccogliere informazioni sul lievito. Chiese al medico che le disse di non preoccuparsi più di tanto perché, comunque, tutti mangiamo alte dosi di  lieviti in tutti i prodotti lievitati. La differenza stava nel fatto che io lo mangiavo prima della fermentazione. Un dettaglio. Ai tempi non c’era Google, però c’erano le riviste tipo Viversani & Belli e l’enciclopedia medica, che ha formato e cresciuto sotto l’ala polverosa dei suoi tomi tutti noi ipocondriaci di oggi. E niente, leggendo qua e là ha scoperto che il lievito non è dannoso, anzi, nel caso del lievito di birra, per esempio, mangiarne un quarto di tavoletta ogni mattina a digiuno aiuta a depurare il fegato e fa bene (a cosa? a chi? perché?), purifica la pelle, rinforza le unghie, rende i capelli più lucidi e disintossica.

Io, che con la quantità di lievito mangiato sotto forma di tavolette, compresse masticabili e lieviti contenuti nei cibi mangiati, avrei potuto erigere il grattacielo Pirelli, dovrei avere la pelle liscia e senza neanche un accenno di foruncolo, unghie perfette che non si spezzano mai e capelli splendidi. Ah! Dovrei.

Poi spuntano corni d’avorio in mezzo alla fronte, proprio il giorno prima di un importante evento professionale, le unghie odiano le cerniere dei jeans e per la chioma…devo attrezzarmi con le maschere per capelli homemade.

Fino al momento della disillusione però, sono cresciuta con la convinzione che mangiare lievito a digiuno al mattino facesse bene e fosse la cura per tutti i mali estetici.

Nell’incontro con il nutrizionista di cui vi ho parlato qui, il concetto di “è la dose che fa il veleno” però, mi ha fatto sorgere così tanti dubbi che ho rimesso in discussione tutte le mie convinzioni. Prima di porre un elenco di domande agli esperti per capire se questo del lievito fosse un falso mito alimentare da sfatare, ho usato Google e no, non potete capire. Da una parte una schiera di persone convinte che il lievito sia la soluzione a tutto; addirittura Commission E, un comitato scientifico della Bundesinstitut für Arzneimittel und Medizinprodukte (l’equivalente tedesco dell’AIFA in Italia), che si occupa di conferire un parere esperto per l’approvazione di sostanze e prodotti utilizzati nella tradizione popolare, ha approvato l’utilizzo del lievito di birra nel trattamento dell’acne per la sua azione antibatterica. Dall’altro lato vi è chi demonizza i lieviti (che non siano quello madre o quello per dolci senza fosfati) perché vengono definiti prodotti estremamente industriali e di cattiva qualità che hanno effetti tossici – non ben identificati – sull’intestino.
E scavando bene, grazie a Google, ho trovato anche un altro filone di pensiero che ritiene il lievito (tenetevi) responsabile dell’aumento dell’acne perché formulato con la vitamina B6 o B12. Ma un po’ più su, il lievito di birra non era stato osannato quale cura miracolosa per i brufoli? Quindi, alla fine, mi è venuto un gran mal di testa e sono qui in modalità “ma di cosa diavolo stiamo parlando!?”, più confusa di prima, alla ricerca della verità che, ormai, ho capito di poter ottenere solo tramite il parere di fonti verificate e specializzate.

Il lievito ha davvero un potere disintossicante? È giusto definirlo un alleato prezioso nella lotta contro l’acne? Se è così, quindi, non fa veramente male come si crede nella seconda scuola di pensiero? Dov’è la verità?

Queste le mie domande alla dottoressa Valeria Del Balzo, biologa e nutrizionista, e questa la sua risposta:

I lieviti sono funghi di struttura molto semplice, comunemente conosciuti col nome di lieviti o fermenti che hanno una peculiare caratteristica, quella di provocare la fermentazione alcoolica delle sostanze idrocarbonate e particolarmente degli zuccheri, con sviluppo di anidride carbonica. […] Non è corretto parlare di ‘intolleranza’ al lievito che viene utilizzato nella panificazione, Sebbene anche nel caso del lievito si possa osservare la comparsa di alcuni disturbi quali stanchezza, gonfiore addominale o digestione lenta, meteorismo o diarrea o l’alternanza di queste sintomatologie, il problema è di natura transitoria e di norma rimane circoscritto all’assunzione di cibi con il lievito o con lievitazione inadeguata. In caso contrario, se i disturbi perdurano nel tempo possono essere considerati dei campanelli di allarme di una eventuale malattia intestinale cronica. […] Sconsigliata è invece la drastica eliminazione del lievito che abituerebbe l’organismo a una dieta scorretta e squilibrata.

Cliccate qui per leggere l’intero parere dell’esperto.

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Categories: Beauty, Food, Lifestyle
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