Mamma io resto a casa… da solo!

“Mamma, oggi voglio rimanere a casa da solo”.
Perché alle mamme non fanno dei corsi su come comportarsi in caso di figli che vogliono diventare adolescenti?
Non si può ricevere una richiesta del genere così su due piedi. Una deve prepararsi psicologicamente a un figlio che ha deciso di crescere.
resto a casa da solo
“Vado a vedere un po’ di video su MTV in camera mia” doveva essere un segnale da cogliere. Ma non si ha più la libertà di interpretare liberamente le situazioni?
Comunque niente, io alla richiesta di rimanere a casa da solo, ho risposto di no.
Ok rimanere per un’ora o due mentre faccio qualche commissione, ma un intero pomeriggio anche no insomma.
No, se ve lo stavate chiedendo, lui non l’ha presa bene.
I “non hai fiducia in me” e “mi tratti come un bambino” si sprecavano, così come i miei silenzi.
Perché non potevo mica dirgli “non puoi rimanere a casa da solo perché sei troppo piccolo”, sarebbe stato come buttare benzina sul fuoco. E quindi cosa dirgli?
Ci sto ancora pensando.
Perché alla sua richiesta di spiegazioni, ho risposto come mi ero ripromessa di non fare mai e poi mai. Ho risposto “perché no!”.
Ho guardato la sua faccia a forma di punto interrogativo, non abituata a risposte vaghe e senza senso, e mi sono sentita… mi sono sentita… (1…2…3… respira) fallita. Sì, fallita.
Per una volta non avevo la risposta giusta da dargli. L’ho deluso. Non per il no, ma per la mancanza di una spiegazione plausibile a quel no.
E sono confusa.
Dieci anni sono troppo pochi per rimanere a casa da solo tutti i giorni per tutto il pomeriggio. Troppo pochi per capire che la sua voglia di indipendenza, sebbene tanto desiderata, fa male comunque.
Troppo pochi per sentire e isolare le emozioni.
Troppo pochi per vedere senza filtri cosa c’è lì fuori.
Troppo pochi per accettare un “perché no!”.
Ma sono abbastanza per sentire e riconoscere il sapore di una delusione.
I miei trentatrè invece non sono abbastanza per sapere cosa fare in ogni situazione.
E devo ancora crescere. Insieme a lui. Ne prendo atto.

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Categories: Maternità, My life

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commenti

Commenti

  1. hermione
    hermione 12 novembre, 2014, 12:32

    Odio anch’io i “perché sì” e i “perché no”, tuttavia ogni tanto anche a me scappano. Quando accade, cerco di rimediare con una spiegazione, vera, che chiarisca i miei motivi. Tu i motivi li hai e li hai anche esposti, tuo figlio li capirà

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  2. mammaalcubo
    mammaalcubo 12 novembre, 2014, 13:00

    Mi stai facendo tremare… anche io mamma a ventitrè e ora il grande ne ha otto.
    Vuol dire che tra poco mi dovrò preparare anche io a una crescita e un bisogno di indipendenza che avranno forme e modi suoi e non so se sarò in grado di gestire.
    Concordo sul tuo no, facci sapere come andrà!

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  3. firmatocarla
    firmatocarla 17 novembre, 2014, 00:33

    no, non fare così.
    è solo che non sono disposti ad accettare i no.
    la mia grande ne ha 14 e ora , se capita, la lascio sola, anche tutto il pomeriggio.ma a 10 ancheno.
    è il periodo delle loro sfide sulla fiducia. capirà che ci sono altri campi in cui provarci, stanne certa! 😉

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