E quindi uscimmo a riveder le stelle (cit.): Sidereus e il parco astronomico del Salento

Sidereus parco astronomico Salento

Una decina di giorni fa, mentre guardavo la tv immersa tra i cuscini del divano e con il condizionatore che mi lanciava addosso secchiate di aria fresca, navigavo on line dallo smartphone. Facevo zapping senza ritegno, come faccio quando non ho (davvero) niente da fare. Capita pochissime volte e quando succede, quando mi lascio guidare dal caso e oscuro l’illusione del controllo, il fatto che comincio a fidarmi di ciò che non posso controllare mi ripaga con grandi sorprese. Una di queste è stata Sidereus, il parco astronomico del Salento. Primo e unico.
Un parco astronomico? Qui? E perché non lo sapevo?
Dopo dieci minuti che ero sul sito e spulciavo l’agenda e le attività programmate, ho telefonato per prenotare la serata del 14 agosto che sarebbe stata dedicata alle Stelle del triangolo estivo; il calendario indicava che c’erano solo 4 posti disponibili. Lì per lì ho pensato che usasse la tecnica della riprova sociale per rastrellare ingressi ed ero indecisa se applaudire o rimanere delusa, ma così non era. Dopo aver telefonato, aver ricevuto informazioni dettagliate su come arrivare, aver lasciato il numero di telefono al quale essere ricontattata in caso di condizioni meteo avverse, il calendario segnava che le prenotazioni erano chiuse, sold out.
Mille punti per Sidereus.

I bambini erano emozionati e, a dir la verità, lo ero molto anche io. Nei due giorni che precedevano la visita al parco, i piccoli mi hanno bombardato di domande, alcune le hanno addirittura appuntate per farle, poi, nel momento giusto.
L’asticella delle mie aspettative si alzava a ogni recensione che leggevo su Tripadvisor.
Siamo partiti in anticipo ma, siccome da dove abito io ci vuole un po’ per arrivarci (sono circa 60km), siamo arrivati (grazie al navigatore) sul filo del rasoio.
Il parco è immerso nel nulla, nel silenzio più assoluto e nel buio. Una zona priva di contaminazioni di qualsiasi tipo, soprattutto luminose.
Appena scesi dall’auto vi sentirete avvolti dal profumo del finocchietto selvatico e dall’aria fresca e pulita della campagna.

Avevo portato la reflex ma, ahimé, non ho potuto usarla. Prima di iniziare, infatti, ci è stato spiegato che per osservare il cielo gli occhi dovevano abituarsi al buio più assoluto e, per questo, sono stati banditi cellulari, flash e qualsiasi tipo di fonte luminosa che disorientasse la vista e dilatasse la pupilla.
Ovviamente, prima di questo, ho fatto due foto supermega flashate ai bambini sentendomi molto molto bimbaminkia.

Questa che vedete giù è la terrazza sulla quale sono posizionati i telescopi.
Tra i quattro telescopi (qui se ne vedono solo tre), uno è stato realizzato completamente a mano da Vito Lecci, astronomo, fondatore e voce narrante durante le serate.

Sidereus: il parco astronomico del Salento

Photo credits: Sidereus e Pixabay

La nostra esplorazione dell’universo è cominciata con uno sguardo a Saturno (dal telescopio): abbiamo potuto vederlo in maniera nitida e pulita, meraviglioso con i suoi anelli.
Dopo aver guardato Saturno e aver ascoltato qualche aneddoto interessante, i bambini erano già rapiti da Vito e dalle sue parole sull’universo, sul sistema solare, sulla galassia e su tutto ciò che di affascinante si muove sopra le nostre teste.
La visita prosegue nel planetario.
Le costellazioni venivano proiettate sulla cupola e, a ogni messa a fuoco di una stella o di una porzione di cielo, sembrava di essere a bordo dell’Enterprise e di stare attraversando l’universo alla velocità della luce.
Sapete quando una persona condisce le parole con tutta la passione che possiede? Ecco, è il caso di Vito che, nonostante fosse molto tardi, riusciva a tenerci lì con il naso all’insù e, soprattutto, a stimolare la nostra voglia di sapere.
Dopo il planetario si ritorna in terrazza dove si mettono in pratica tutto ciò che si è ascoltato nel planetario: si compongono le costellazioni, si guardano le nebulose, le stelle binarie… si sogna a occhi aperti.

Sidereus

Sidereus

Infine, nel parco, oltre a altre attrazioni come per esempio enormi meridiane, è presente un piccolo museo dove si può toccare con mano del vero materiale extra terrestre (pezzi di meteoriti o terreno lunare), dove è presente un sistema solare in scala e luogo in cui si conclude la visita chiacchierando di buchi neri e stelle implose.

Un’esperienza unica per i bambini ma anche per noi.
Unica pecca? Il parco è poco pubblicizzato e, visto che lo ritengo un’eccellenza della nostra zona, ho pensato di parlarvene sperando che, quando verrete qui in vacanza, ci farete un salto con i bambini.
Per quanto ci riguarda credo diventerà un appuntamento annuale.
Il nostro appuntamento con le stelle e con le riflessioni su dove stiamo andando e da dove veniamo.
Perché la sensazione di infinitesimale che si prova è troppo bella per non essere replicata ancora, e ancora e ancora.

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Categories: Lifestyle, Maternità, Viaggi

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