Un buon giorno comincia con una buona colazione

colazione

Pensava fosse amore, invece era fame.
Sono una persona pigra, molto. Significa che baratterei il pranzo per due ore di sonno.
Ma senza andare troppo avanti con la giornata, mi basta(va) poter dormire mezzora in più per saltare la colazione a piè pari. Il problema si pone quando le tue scelte si ripercuotono sulle abitudini di vita di altre persone: non puoi insegnare qualcosa ai tuoi figli se non gli fai prima vedere che metti in pratica tu per prima quell’insegnamento.
Per questo anche i miei figli hanno sempre preso sotto gamba la colazione.
Ok ok, la teoria c’è: la colazione è il pasto più importante della giornata perché è la giusta riserva di energia che ti aiuta ad arrivare a pranzo, ad avere performances più alte durante la giornata e poi è un momento in cui ritagliarsi un po’ di tempo per stare tutti insieme visti i ritmi frenetici delle famiglie moderne.
Il problema era la pratica e una totale mancanza di coerenza con la teoria.

Quando Francesco un giorno mi ha raccontato di aver avuto, prima della ricreazione, i tipici fastidi di chi non fa colazione, ho capito che stavo sbagliando qualcosa. Che la mia pigrizia stava facendo dei danni.
Così, per addolcire la pillola della sveglia mattutina anticipata, ho deciso di coinvolgere i bambini nella costruzione del nostro rito della colazione.

Ci siamo presi un pomeriggio per noi che abbiamo impiegato per fare shopping: i tazzoni colorati, le mug, la zuccheriera, la biscottiera, la scatola porta cereali vintage, le tovagliette all’americana e tanti tipi di biscotti e cereali.

Ora la colazione è un momento particolare per tutti, un rito irrinunciabile anche per il modo in cui lo abbiamo costruito: ogni sera, dopo cena, a turno ognuno apparecchia la tavola per la mattina dopo e ci aggiunge il proprio tocco personale per stupire gli altri. È un compito e nessuno ne è esente.

Il risultato? Nessun capogiro, migliori voti a scuola (frutto di un livello di attenzione maggiore ovviamente), parliamo di più e i bambini stanno imparando ad apparecchiare la tavola in maniera creativa.

Questo post, il racconto di come oggi io e i bambini facciamo colazione, è frutto di una collaborazione con Kellogg e ho voluto parteciparvi per tre motivi: il primo è che mi piaceva l’idea di confrontarmi con voi su questo argomento e il secondo sono i dati che sono emersi dalla ricerca effettuata da GFK su più di 22.000 persone in 22 paesi diversi.

Meno della metà dei 6.3 milioni di bambini italiani – quattro su dieci – di età compresa tra i 2 e i 13 anni (=2,5 milioni, il 39%) fa ogni giorno colazione con cibo e bevande. La domenica i bambini che fanno colazione aumentano fino a 4.1 milioni (=65% del totale) ma ci sono ancora 3,5 milioni di bambini che semplicemente mangiano da soli.

Dopo aver letto questi dati ho pensato di avere avuto per un periodo le telecamere in casa, ed è tristissimo. Soprattutto il divario enorme tra sapere cosa è giusto fare (colazione ogni mattina tutti insieme) e quello che realmente si fa (ronf… cavolo è tardissimo!).
Perché alla fine della giostra noi genitori siamo responsabili di educare i nostri figli anche dal punto di vista alimentare  sapere che una tazza di cereali con latte parzialmente scremato fornisce il 25% della RDI (razione giornaliera raccomandata) di vitamina D, è sicuramente una delle tante buone ragioni per sostenere che ogni bambino ha diritto a una buona colazione. Ma se nessuno glielo insegna sarà difficile che lo impari da solo.

Il terzo motivo per il quale ho scritto questo post?
Perché Kellogg, da più di un anno, si impegna a dare una buona colazione a tutti i bambini italiani, con particolare attenzione ai bambini e alle famiglie bisognosi tramite il progetto Breakfasts for Better Days, un’iniziativa portata avanti da Kellogg in tutto il mondo, che in Italia è sviluppata in partnership con Banco Alimentare e si concentra sul donare cereali e snack ai bambini e alle famiglie che ne hanno bisogno. E lo sapete sicuramente meglio di me, sono tante purtroppo: la povertà assoluta colpisce in Italia 4.1 milioni di persone (Banco Alimentare), di cui un milione sono bambini.

Se fate colazione insieme ai bambini, se credete nel rito della colazione, sostenete il progetto Breakfasts for Better Days  #breakfastsforbetterdays.

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Tags: FOOD, MATERNITA'

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