What to expect when expecting (cit.)

Cosa Aspettarsi Quando Si Aspetta.
Se avessi fatto questa domanda a mia nonna so già come mi avrebbe risposto.
Mi avrebbe terrorizzato parlandomi dei lancinanti dolori del parto, dell’allattamento con tutte le difficoltà annesse e connesse, dei cambiamenti del corpo, delle notti in bianco, dei pannolini, delle cacche. Insomma di tutto ciò che  possa far sembrare la maternità negativa e la mamma una vittima sacrificale del focolare domestico.
Ma se tutte le donne sanno che la maternità comporta molti sacrifici, perché durante la gravidanza, la maggiorparte sono avvolte da quell’aurea di immortalità e camminano a 10 metri da terra?
Sarà una cosa bella…
È anche con questa convinzione che ho cercato e affrontato la prima gravidanza!
Sono una persona che, per carattere, carica di aspettative ogni evento della vita. Pure l’andare a fare la spesa ha un’itinerario che il TomTom gli fa un baffo; sono incasinata in molte cose, ma rimango comunque una pianificatrice.
Proprio per questo, se uno dei miei progetti va in maniera diversa da come era stato da me pianificato, ecco che si presenta la profonda crisi esistenziale che mi fa pensare di essere utile al mondo quanto lo possa essere la mosca Tze Tze.
Ho vissuto due maternità, e, di conseguenza, sognato due genitorialità, completamente diverse.
Forse, la prima volta, l’età, la mia ingenuità, tutti i tentativi di fare stramazzare sul terrazzo la cicogna sparandole addosso scatole piene di stick persona, mi hanno portata a sognare e a immaginare la mia vita con un pupo, come una cosa semplice e solo ed esclusivamente piena di aspetti positivi.
Quando qualcuno mi diceva che sarebbe stata dura con il piccolo, il lavoro e tutto il resto, io sorridevo e pensavo “Non è mai morto nessuno. Vuoi che sia io la prima?”.
Ho vissuto una gravidanza bellissima, senza alcun intoppo, senza nulla che pregiudicasse un bel parto. Un parto naturale, non era contemplata un’altra alternativa di separarmi da quell’esserino che aveva condiviso con me tutto per 9 mesi. Non esisteva un altro modo per far nascere mio figlio se non naturalmente come da migliaia di anni le donne hanno sempre fatto. Non per presa di posizione, semplicemente perché così è.
Avevo già in mente la scena del parto. Del mio parto. Quel parto che mi è stato rubato senza nessun apparente motivo. Senza che io lasciassi andare al mondo mio figlio, così come io e lui avevamo deciso. Qualcun altro ha deciso per noi, qualcun altro ha deciso che era meglio un taglio decorativo sulla pancia.

“È più sicuro…il bambino non scende…..non c’è ancora dilatazione…”
“Ma scusi il travaglio a cosa serve? A farmi dilatare suppongo….”
“No no… sarà un Cesareo d’urgenza… il bambino non soffrirà… lei non soffrirà”
Tutte le mie aspettative erano infrante.
Il buio. Ricordavo di essere entrata in sala operatoria con la pancia.
Tutto di colpo ero senza. Avevano staccato da me il mio bambino.
Io non lo avevo chiesto. Lui non lo aveva chiesto. Non era ancora il momento, cazzo!
Tutte le mie aspettative erano infrante.
Ho provato ad allattare. Qualcuno competente… si certo, competente come uno struzzo stronzo riuscì a convincermi (non chiedetemi come ha fatto) che io, una donna con scritto nel dna di poter potenzialmente allattare, avevo poco latte. Giù con Latte artificiale e biberon.
Tutte le mie aspettative erano infrante.
Si affacciò per questo motivo, la depressione post partum. Ci siamo fatte compagnia per mesi. Finché non ho deciso che le aspettative ora non contavano più. Avrei dovuto costruire il futuro.
Ero di nuovo incinta. Ho lottato per soddisfare le mie aspettative.
Ho lottato per fare ciò che volevo. Ho cercato per tutta la regione un ospedale che assecondasse me. Non il contrario
Ho tentato un VBAC (vaginal birth after cesarean), un parto naturale dopo un cesareo.
Ho travagliato 15 ore. Sorridevo durante ogni contrazione. Porca troia se faceva male, ma ero felice. Le ostetriche, piacevoli quanto un’ulcera perforata, facevano terrorismo ma io e Second stavamo bene.
Tutte le mie aspettative erano soddisfatte.
Ma un imprevisto.
Mi lasciano decidere e cerco di parlarmi e di ascoltarmi. Cosa voglio?
Decido. Entriamo in sala operatoria. Second nasce con un taglio cesareo. Io ero sveglia, ero in epidurale e IlMaritoIdeale era con me perché stava nascendo nostra figlia.
La nascita di Second era come me l’aspettavo. Era come la volevo.
Tutte le mie aspettative erano soddisfatte.
Ora la mia vita da bismamma, è esattamente come me l’aspettavo. Sapevo che la maternità, tutto sommato, mi avrebbe migliorato e sono fiera di essere quella che sono. Sapevo che avrei dovuto sacrificare qualcosa, sapevo che avrei avuto momenti di “sbrocco”.
Senza’altro la mia vita non è “perfetta”. Ci sono momenti belli, momenti duri, momenti di gioia, momenti di dolore, ma è la vita di una bismamma… normale.

Insomma, ora tutte le mie aspettative sono quelle che “mi aspettavo”.

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Categories: Maternità, My life

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commenti

Commenti

  1. Sibia
    Sibia 10 febbraio, 2010, 23:16

    Grazie. 🙂

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  2. Pollon72
    Pollon72 10 febbraio, 2010, 23:46

    Complimenti per il bellissimo racconto così ricco di sentimento. Hai proprio ragione, le aspettative a volte ci fanno sentire davvero male perchè pensiamo che tutto stia andando nella direzione opposta a quella che avevamo sognato. Però ora mi pare di capire che tu e le aspettative siate in sintonia 🙂

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  3. Francesca
    Francesca 11 febbraio, 2010, 10:14

    Mi immedesimo molto nel tuo racconto, anche il mio primo parto è stato un cesareo però programmato ben 2 mesi prima e questo lo sarà di nuovo e a differenza del primo questa volta so bene cosa mi aspetta.
    Avere un figlio è una grossa responsabilità e finchè non ci sei dentro non riesci a capire quanti sacrifici ti richieda. Ma le soddisfazioni sono così tante che tutto il lavoro, lo sforzo e la fatica che facciamo, molte volte sopra le nostre forze, passa decisamente in secondo piano; basta guardare per un attimo il musetto dei nostri figli!
    Baci baci

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  4. ...e invece sei tu...
    ...e invece sei tu... 11 febbraio, 2010, 11:37

    E’ rassicurante leggere il tuo racconto, perchè a volte ci sentiamo inadeguate e pensiamo che le stesse ansie non abbiano mai colto nessun’altra, ma per fortuna ci rendiamo conto che non è così! 😉
    Un abbraccio Martina

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  5. Nicky
    Nicky 11 febbraio, 2010, 12:24

    Giungo per caso…. ti metto tra i preferiti.

    E’ vero, specialmente con il primo tutte ci facciamo un film in testa e le cose non vanno mai, e dico MAI, come vorremmo….

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  6. bismama 2.0
    bismama 2.0 11 febbraio, 2010, 12:58

    Si…la cosa strana è saperlo, ma andare in crisi quando accade…

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  7. Marlene
    Marlene 11 febbraio, 2010, 14:47

    Che bella storia, ed è ancora piu bello il fatto che sia vera, complimenti Bis, per la tua tenacia, la tua forza ed il tuo coraggio…e grazie per questo momento di profonda intimità!!

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  8. Mammolitta
    Mammolitta 11 febbraio, 2010, 16:14

    Come mi piace quello che hai scritto…
    A parte il cesareo che per la prima per fortuna non mi è toccato, mi ritrovo tanto in quell’aura aspettative che ci si costruisce in attesa del primo bimbo e in quel brusco ritorno alla realtà che è il post partum, quando tutto sembra che debba andare per il verso sbagliato, quando tutti sembrano sapere meglio di te MAMMA cosa è meglio per il tuo bimbo…
    Spero con la seconda di godermela di più, di farmi meno paranoie, di accettarmi di più, comunque vadano le cose…
    Grazie per il tuo racconto!

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  9. Rita
    Rita 11 febbraio, 2010, 16:35

    Mamma mia, questo post per me è un tuffo al cuore, non hai idea di quanti ricordi e soprattutto emozioni hai risvegliato in me.
    Anche io sognavo un parto naturale ma un medico “frettoloso” mi ha fatto un cesareo (con il senno di poi forse è stato meglio così), ho scelto l’epidurale e almeno ho potuto vedere e sentire il mio bambino… anche io desideravo allattarlo, avevo ettolitri di latte ma cominciai improvvisamente a stare molto male e mi fecero smettere di allattare… non sai quanto ho pianto per questo. A me stranamente non è venuta la depressione postpartum forse perché la mia vita si stava incasinando così tanto da non poterne avere il tempo.
    Per la mia seconda gravidanza era stato deciso un cesareo, sempre per via della mia salute (osteoporosi postgravidica), ma improvvisamente mi si sono rotte le acquee, in quel momento ho sperato (forse con un po’ di incoscenza) che mia figlia potesse nascere con un parto naturale, ma giunta in ospedale ovviamente mi hanno fatto un cesareo d’urgenza, ho provato ad allattare anche lei ( mi aveva detto che potevo farlo) ma invece tornai a stare male e cessai anche questo allattamento, l’ultima poppata ho pianto come un agnellino.
    Il parto naturale, l’allattamento sono desideri che non potrò mai avverare e sebbene sia grata alla vita per i miei splendidi bambini non riesco ancora a parlarne o a scriverne senza che qualche lacrima si affacci…

    http://misonopensataaddosso.blogspot.com/2009/03/solchi-del-cuore.html

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  10. JooJu nel Regno di Pirimpilla
    JooJu nel Regno di Pirimpilla 11 febbraio, 2010, 16:46

    Brava Bis, questo duo bellissimo post, sono sicura, darà forza alle mamme in attesa e alle neo mamme che ti seguono! Complimenti per la tenacia =)!

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  11. bismama 2.0
    bismama 2.0 11 febbraio, 2010, 17:05

    RITA…anche io pensavo di non avere più speranze per partorie e allattare…ma l’ho voluto fortemente e ci sono riuscita. Mi sono presa anche insulti…ma io e Second stavamo bene, era questo che contava. Per le lacrime….bhe…quando ho ritirato la cartella clinica del primo parto ho pianto 1 settimana…..e se ci ripenso ho il magone. Il secondo parto mi ha riscattata come donna e come mamma…prima te lo giuro, non mi sentivo mamma come mi sento ora!

    Grazie a tutte per i complimenti ma la mia forza era solo la paura, la paura di rivivere quelle brutte sensazioni…..di vivere un altro parto come un incubo e non come un sogno come doveva essere. Purtroppo l’argomento mi tocca nel profondo e ho scritto tutto di getto ma avrei avuto tantissimo da dire.

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  12. Apple
    Apple 11 febbraio, 2010, 19:10

    Stessa situazione x il mio primo figlio…ma con la seconda nata dopo ben 11anni di differenza ho lottato xche’ nascesse naturalmente e dopo 20 ero di travaglio e’ avvenuto il miracolo!!!Ho allattato x nen 27 mesi poi l’ho dovuta separare da me ..TROPPO MORBOSA!!Anche la mia esperienza alla fine e’ risultata POSITIVA!!Spero di spedire la prossima settimana tra l’influenza intestinale e il cattivo tempo nn sono riuscita a spedire..PERDONAMI !!!
    Mela.

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  13. bismama 2.0
    bismama 2.0 11 febbraio, 2010, 20:17

    Mela ma scherzi???
    Don’t worry!

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  14. Rita
    Rita 11 febbraio, 2010, 20:39

    bis ti ringrazio per l’incoraggiamento ma un altro figlio (per varie ragioni di salute e non ) non posso permettermelo, ma va bene così quello resterà un sogno ma i miei figli mi rendono felice e questo è quello che importa 🙂

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  15. bismama 2.0
    bismama 2.0 11 febbraio, 2010, 22:16

    Si…è ovio Rita, vederli sorridere è la cosa più bella.
    Un abbraccio

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  16. mammalellella
    mammalellella 12 febbraio, 2010, 12:27

    ciao, un salutino veloce… ho il pc rotto e sono qui con il portatile e la chiavetta del papi… che purtroppo di nome non fa Silvio 😉
    Ecco spiegata la mia latitanza… non vieni più a trovarmi? Un abbraccio e a presto!
    mammalellella

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  17. bismama 2.0
    bismama 2.0 12 febbraio, 2010, 13:08

    Lellela passo spesso, lo vedi dai referral, solo che ho avuto probelmi a commentare ultimamente….

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  18. TitanMom
    TitanMom 29 aprile, 2013, 16:34

    Ciao, io ti ho scoperta adesso, quindi rispondo con tre anni di ritardo. La parte in cui dici che ti hanno rubato la nascita di tuo figlio mi ha fatto emozionare non poco. Ti assicuro che anche in caso di cesareo programmato contro voglia e volontà, si sente la sensazione di non aver fatto la cosa giusta. Grazie delle tue parole,anche a distanza di anni, hanno colpito.

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