Matrimoni al buio

«Passami la bionda»
«Quale?»
«Quella col vestito rosso. La voglio abbinare a questo nerd con la fronte alta»
«Se una stempiatura che finisce sulla cervicale si può definire fronte alta allora vuoi questo. Ma non è troppo azzardato come abbinamento?»
«Senti, tu hai dato quella con le tette grosse a quello basso e con i maniglioni dell’amore che sembravano porte antipanico. Ora tocca a me»
«Si ma la prossima deve essere una coppia normale ok?»

Ecco, io me li immagino così. Seduti intorno a un tavolino ricoperto di foto, a giocare a Indovina Chi con le foto di perfetti sconosciuti in cerca dell’anima gemella.
Un po’ come dei Cupido qualsiasi che giocano a tirare frecce – avendo la mira di Polifemo – e di conseguenza colpire gente ad minchiam. Sto parlando di quei geniacci di autori americani che si inventano format sempre nuovi e che fanno sempre più accapponare la pelle. Gli autori di Matrimoni al buio, per me in questo caso, hanno vinto tutto.

matrimoni al buio

La sera, mentre lavoro, ho la tv accesa e ascolto. Ok, ascolto è un parolone, però mentre scrivo mi piace avere dei rumori (che posso controllare) di sottofondo. E se sento qualcosa di interessante, mi fermo e penso. Spesso arriva l’ispirazione per tante cose alcune delle quali vedono la luce, altre si spengono quando la mente ritorna lucida.

L’altra sera la tv era sintonizzata su Real Time – era da molto che non lo guardavo, ora prediligo DMax – e sento passare in sottofondo lo spot di Matrimoni al buio (Married at first sight).
Il primo pensiero è stato: «ah ah ah ma chi cazzo troveranno mai che faccia una cosa del genere?».
Il secondo è stato: «ah!».

Quindi niente, c’è questo team di esperti che prova ad accoppiare le persone seguendo dei criteri scientifici (dicono loro. Ad minchiam, come sopra, dico io).
Due perfetti sconosciuti si sposeranno  con un estraneo/a che è stato assegnato loro attraverso lo studio attento effettuato da psicologi e antropologi.
I singoli vengono intervistati in profondità e poi, in base agli interessi comuni, vengono accoppiati. Come un memory.
Ma la legge degli opposti che si attraggono non vale anche oltre oceano?
Dopo che le coppie saranno state formate, non c’è appuntamento se non davanti all’altare.
Matrimoni al buio, appunto.
Che poi, dopo tutto l’ambaradan, che fai? Dici di no?

E ti credo che il matrimonio all’inizio funzionerà: prendi due persone con interessi comuni, single da un po’, con gli ormoni pucciati nella pappa reale, accoppiale e vedrai scintille. Insomma la prima fase, secondo me, sarà un successo comunque perché ha una rete di protezione fatta di presupposti. Ma il futuro?
Veramente l’amore può essere costruito a tavolino basandosi su formule scientifiche e statistiche e non ha nulla di chimico? Veramente le farfalle nello stomaco sono solo il frutto di un paio di tette ben messe e degli addominali scolpiti?
Questi, come diceva Navigo a Vista qualche tempo fa, non sono esperti ma sono ragionieri dell’amore.
Ma quello che più mi fa pensare è: veramente si può giocare così con il matrimonio?
Che chi si sposa sia religioso o meno, per me importa poco. Il matrimonio è comunque un’istituzione, il sigillo di ceralacca che viene posto su un’unione.
Va benissimo anche non credere nel matrimonio, ma in quel caso basta una semplice convivenza e un’unione a zeru tituli no?
Perché sminuire quello che già ha così poca valenza per le generazioni che stanno crescendo ora? Perché continuare a sminuire l’amore e quelle che potrebbero/dovrebbero essere unioni durature?
Gli omosessuali si battono per ottenere il diritto al matrimonio (in Italia) e questi giocano con gli anelli come degli Yuri Chechi ai tempi d’oro?

Ma Matrimoni al Buio non si ferma all’altare. Dopo i matrimoni, le coppie sposate iniziano a conoscersi durante le lune di miele e al loro ritorno si conoscono ancora meglio mentre si preparano a trasferirsi nella loro casa per vivere insieme.
Da qui parte una specie di Grande Fratello: le telecamere li seguono nella quotidianità, assistendo ai momenti più romantici e agli scontri più duri commentati da psicologi e professionisti. Dei topolini da laboratorio osservati mentre si contendono una preda.
Gli esperti forniscono un’analisi obiettiva sulle relazioni.
Obiettiva. Vabé.

Dopo 6 settimane, ogni coppia dovrà prendere una decisione: restare insieme o chiedere il divorzio?
Sei. Settimane.
Io in sei settimane a volte non so neanche scegliere un vestito da comprare e questi pretendono di far scegliere il marito o la moglie (quella persona che, in teoria, dovrebbe essere la compagna per la vita e che qualcuno ti ha piazzato lì davanti su un’altare infiocchettato).
E magari le farfalle non moriranno in sei settimane, ma lo faranno presto. Ne sono sicura.
Perché mi rifiuto di credere che amore e scienza possano andare a braccetto. Non puoi dare una scadenza all’amore come se fosse uno yogurt. Non puoi.

Non è questione di esser bigotti, è che io amavo il dottor Stranamore e il fatto che si starà rivoltando nella tomba mi ruba il sonno.

Vi regalo lo spot:

Categories: Lifestyle
Tags: LIFESTYLE, TV
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Commenti

  1. Gloria
    Gloria 18 Giugno, 2014, 14:42

    I matrimoni combinati sono la norma in moltissimi paesi.. certo trapiantarli e riportarli in occidente dove abbiamo la cultura dell’amore romantico è assurdo e credo che si ridurrà a pura fiction.

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  2. Anonimo
    Anonimo 18 Giugno, 2014, 13:26

    Secondo il mio modesto parere sono soltanto degli attori che recitano una
    parte con un finale già scritto

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  3. mara
    mara 18 Giugno, 2014, 08:04

    Sono assolutamente d’accordo con te, ho visto anch’io lo spot e mi si è accapponata la pelle perché va be voler cercare l’anima gemella ma questa sembra più una vivisezione!! Funzionerà non funzionerà? Non lo, so certo è che bisogna essere parecchio incoscienti per accettare una cosa simile!! Questo è il mio pensiero..poi magari ci scappa l’amore vero ma sarebbe un vero miracolo.

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    • Serena
      Serena Author 18 Giugno, 2014, 13:29

      L’amore vero ci potrebbe scappare, ma da qui a giocare con una cosa che dovrebbe essere seria, no dai…

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