Elogio alla bruttezza

credits: Giornalettismo.com

Parliamo di Sanremo.
Ah è finito ieri? Ok, tanto in fondo non voglio parlare di Sanremo, ma dell’atteggiamento da comari che genera in alcune persone.
Fino allo scorso anno, accanto allo showman di turno, c’erano due stangone con il polpaccio da vatusse, tatuaggi di farfalle che scappano dalle mutande, abiti tanto sexy che venivano indossati come se non ci fosse un pubblico in eurovisione e atteggiamenti da vamp alle prese con l’esodo neuronale.
E tutti lì a dire che più son belle e più son sceme, come se essere belle fosse un handicap, che quei soldi avrebbero fatto meglio a spenderli in fiori e non in opere di beneficenza (maschile).
Sottilissima, ma voi cogliete tutto.
E a parlare per mesi della farfalla di Belen e ad analizzare un fotogramma come fossero tutti degli agenti di CSI mancati. Per capire cosa poi? Se Belen portasse o meno le mutande sotto al vestito. Le mutande. No seriamente: ma sticazzi?
Quest’anno la genialata, l’innovazione: una donna normale, ironica e intelligente lì sul palco di Sanremo.
Poi, tutto intorno, una costellazione di strafighe (e strafighi) che stazionano sul palco per massimo cinque minuti ciascuno. Il tempo di dire una frase; come dei cercatori di gloria in carenza d’orgoglio.Questa donna normale, ogni tanto diceva cose talmente vere da stare sulle palle a parecchie persone.
Ma noi, il pubblico, abbiamo riso per le sue battute e annuito come se virtualmente fossimo lì a dieci centimetri da lei con una voglia pazzesca di dirle: “Oh, ma quanto hai ragione?”.
Tranne in un monologo. Quello sull’elogio alla bruttezza.
Banale, ok.
E invece quando ha detto che essere belli facilita la vita, ha detto una cosa così vera da risultare fastidiosa in tutta la sua banalità. E sarà anche un luogo comune ma finché fai un lavoro che ti porta a contatto con altre persone come clienti, fornitori o anche solo colleghi, avere un bell’aspetto agevola la vita. Non è un preconcetto: è così e basta. Non solo in Italia. Prendete un tedesco, un cinese e un americano, metteteli in una stanza e fategli scegliere tra due assistenti ugualmente qualificate ma con un abisso di differenza in termini di bellezza. Secondo voi sceglierebbero di guardare ogni mattina un capolavoro o un citofono?
Tutti si sono indignati come se avesse detto di aver scoperto l’acqua calda. Ribadisco, ha detto una cosa banale (forse), ma lo ha detto.
E non significa che chi è diversamente bello non può far carriera, anzi se lo fa, è solo perché vale davvero e ha un talento puro e non inquinato dal giudizio estetico.
Son d’accordo con Lucianina: non importa essere belli o brutti, quello che importa è essere fighi. Aggiungo: importa anche sentirsi fighi e credere in sé stessi e nel proprio talento. Poi sistematevi i capelli, vestitevi bene e profumatevi. Aiuta sempre. Non fate solo i nerd; fate i nerd fighi.

 


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Categories: Pensieri e parole
Tags: ME, RIFLESSIONI

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commenti

Commenti

  1. sorairo
    sorairo 19 Febbraio, 2013, 16:32

    Frase vera e sentita. Essere brutti non è la morte ma molto difficile trovare considerazione.
    Da piccola ero molto ciccia quindi non anoressica (a certe cintavi le ossa!) e strafiga come le coetanee, quindi ero la ruota del carro.
    E’ naturale però. SI chiama istinto e l’evoluzione non ha modificato questo aspetto.

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  2. Clara
    Clara 19 Febbraio, 2013, 15:38

    quelli senza speranza restano i bimbiminkia: brutti e anche scemi 😀

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  3. Elena Jane
    Elena Jane 18 Febbraio, 2013, 21:08

    Poveracce le belle, sempre lì a dover dimostrare di avere un cervello e appena dicono una banalità ecco che scatta il clichè “è bella e stupida”

    Per il resto molto d’accordo su tutto!

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  4. ero Lucy
    ero Lucy 18 Febbraio, 2013, 18:25

    Sono d’accordo con te. Ma anche con luciebasta.

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  5. luciebasta
    luciebasta 18 Febbraio, 2013, 17:11

    Poveracce le belle (i belli), tutti a gridargli contro: e loro a dover lavorare il doppio per dimostrare che sono anche (nere) fighi.

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  6. Mariapaola
    Mariapaola 18 Febbraio, 2013, 17:10

    Hai ragione e, sai, penso che sentirsi fighi conti quasi più che esserlo!

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  7. El_Gae
    El_Gae 18 Febbraio, 2013, 11:56

    Sono d’accordissimo, a parità di bravura si sceglie la bellezza. A parità di bravura, però… il problema è quando la bellezza fa punteggio!
    Non credo che ci sia compatibilità tra fighismo e nerdismo. Però non è affatto scontato che il nerdismo non piaccia… 😉

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  8. ess-enza
    ess-enza 18 Febbraio, 2013, 11:56

    IO penso l’abbia detto perchè spesso ironizza sul suo aspetto, e forse come tutte le donne del mondo alle volte anche lei ha sognato di essere una stangona…così tanto per vedere cosa si prova. non ne ha bisogno, certo, ma noi donne siamo così, ……non l’ho trovato banale, anzi per le nostre figlie adolescenti un bell’esempio, un discorso forse più sentito di quello che sembra… Ciao (nuova arrivata!)

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