Santo Stefano

Santo Stefano è il santo degli avanzi. E degli avanzo party.
Ho ricevuto più inviti per oggi che per i giorni di festa. Tutti in zona Cesarini, ovviamente.
Tipo stamattina ore 11.00: “Bella di zia che vieni a pranzo (= avanzo party) qui?”.
“No zia, ho già pranzato… ieri. Da ieri sera sono in fase detox. Fino a nuovo ordine mi nutro come una capra vegetariana”.
Ieri a pranzo ho visto gente fare i casting in piazza e cercare disperatamente commensali che finissero la quintalata di cibo avanzato dal cenone della vigilia e dal pranzo di Natale.
Situazioni che, senza sforzo, risolverebbero la questione della fame nel mondo almeno al 60%. Che se ci penso mi si accapponano pure le doppie punte.
Però c’è anche il risvolto okkey: Santo Stefano è quel giorno in cui ti svegli con un mal di testa formato scorta e sul tavolo della sala c’è ancora il panno verde, le carte e le fiches colorate sparse – …e i calici sporchi… e le bottiglie vuote ma sssttt! – e sorridi. Sai che riprenderai le infinite sessioni di Poker Texano cominciate il giorno di Natale e ospiterai amici accompagnati da amici di amici. Come su Facebook.
La parte più divertente dell’intero periodo che va da Natale alla Befana, però, è l’happy hour di Santo Stefano.
Perché, sapevatelo, non si tratta di un aperitivo qualsiasi: è il red carpet dei regali natalizi con vettore da lui a lei. È tradizione e le tradizioni si rispettano senza discuterne. Oh!
In pratica basta andare in uno qualsiasi dei bar del centro, sederti e ascoltare… ah si, anche trattenere il risolino semi isterico che viene fuori da solo.
“Ah… mi guardi il polso? Lo hai notato? Se ti stai chiedendo se si tratta del mio regalo di Natale, ci hai preso in pieno. Lui lo ha preso da New York, direttamente da Tiffany. Cioè: per. me. Non ti sembra eccezionale?”
a. l’interlocutore era strabico e quindi magari le guardava le tette però lei lo doveva dire che da un giorno è nella costellazione di quelle che hanno il bracciale di Tiffany che proviene per direttissima da New York. Ma ti pare?
b. mi sembrava tanto di essere finita tra le pagine di Un regalo da Tiffany. E credo di poter affermare con una punta di certezza, che la lei in questione lo conosca a memoria. Vado a naso ma c’ho il fiuto di un cane da Tartufo.
“Ma hai un bracciale nuovo?”
“Ehm si, lui me l’ha regalato per Natale. È un tennis e – sospiro triste – sono solo 5 carati.”
“Capisco…” faccia desolatissima.
“No ma mi ha promesso che il prossimo anno me ne regala uno più grosso. Sai, la crisi.”
Si. Infatti. La crisi.
Coltre pietosa.
“Eravamo coi suoi e tutti stavano aprendo i pacchetti che erano sotto l’albero. Lui mi ha preso da parte e mi ha dato questo pacchetto di velluto blu no? E a me tremavano le mani…”
Interlocutrice con la faccia stupita e espressione di Barbara d’Urso nei momenti d’oro, deglutisce piano per paura di ingoiare il cervello: “… e poi?”
“… cioè io gli avevo detto che avrei voluto qualcosa di tecnologico. Volevo l’iPad2 o che ne so, una reflex cazzuta ecco. Lui però, mi ha letto nell’inconscio e ha preferito darmi il pacchetto blu con questo…” segue esposizione a tutti i presenti di un Trilogy da probabili 18000 carati, con il peso specifico del piombo solidificato. Tipo che per tutta la sera ha dovuto tenere la mano appoggiata sul tavolo per non rischiare il distacco dell’arto.
Solo tre scene raccontate ma trenta ascoltate. E una consapevolezza.
Ogni anno a Santo Stefano, continuo a frequentare gli stessi posti e a sentire le stesse persone e dalla mia breve vita da sempretrentenne ho imparato che:
1. colui che ignora i tuoi gusti reali ma ti riempie esclusivamente di gioielli perché fa tanto uomo romantico dei tuoi sogni, probabilmente compra quei gioielli in serie da tre. Chiediti che fine fanno gli altri due.
2. il pokerino con gli amici è di gran lunga meglio dell’happy hour. Meno luoghi comuni e più arachidi e bollicine.

N.b. lo appunto qui così magari il prossimo anno me lo rileggo prima di uscire e faccio una serie di telefonate.
Voi come avete passato questi due giorni?


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commenti

Commenti

  1. the pellons'
    the pellons' 29 Dicembre, 2011, 13:34

    Santo Stefano al lavoro. La chirurga sfoggiava un solitario da uno ziliardo di carati. Io sbavando le chiedo “nuovo eh?” e lei come se fosse nulla “mah, si, il mio ragazzo ha una gioielleria”.
    Mica ce l’ha un fratello, codesto ragazzo?
    Io al dr gli ho chiesto le scarpe da ginnastica e mi ha pure detto che costavano troppo!!
    😉

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  2. bismama 2.0
    bismama 2.0 28 Dicembre, 2011, 20:21

    No ma vi aggiorno eh. Qua a panettoni si potrebbe sfamare la nazionale di calcio per due anni… è uno sporco lavoro ma qualcuno dovrà pur farlo!

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  3. Federica P.
    Federica P. 28 Dicembre, 2011, 19:37

    beh…come sempre sono sempre qui che rido, noi a Santo Stefano eravamo i soliti del Natale…praticamente un tour de force di 48 ore, diciamo che siamo andati a casa giusto per dormire e cambiare l’abito…nella taverna dei miei genitori la tavola è rimasta apparecchiata per due giorni con mia mamma e mia zia che continuamente ci ricordavano di mangiare….da Santo Stefano siamo a pane ed acqua!

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  4. destinazioneestero
    destinazioneestero 28 Dicembre, 2011, 18:12

    Noi a Santo Stefano abbiamo mangiato in un centro commerciale perché qui in Turchia, paese musulmano, non si festeggia e si va al lavoro… che entusiasmo, eh?!?

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  5. mafalda
    mafalda 27 Dicembre, 2011, 16:26

    Natale dai miei, Santo Stefano tutto il giorno in pigiama tutti e tre, a spiluccare gli ottimi avanzi 🙂

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  6. acasadiclara
    acasadiclara 27 Dicembre, 2011, 15:37

    per noi santo stefano è il giorno del secondo e del terzo pranzo interminabile (a seconda degli anni), si rifiorisce il 27 e cioè oggi in cui ognuno torna a farsi i fatti suoi senxza interferenze parentali. oggi sto benissimo e parte la settimana di insalate selvagge!!!! ciao

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  7. Alem
    Alem 27 Dicembre, 2011, 15:26

    Noi tre, santo stefano a casa soli, soletti per scelta, a provare tutti i regali provabili e a non mangiare, finchè la nana alle 18.30 non si alza dal tappetocheballa, apre il frigo e urla “io faccio merenda”. Mi giro e la trovo con due fette di polpettone in mano. Forse lei non ha bisogno di detox.
    Io decisamente si, ma dall’alcool però :):) e dall’abbacchio con l’aglio, dalla pastiera, dal torrone, vabbè…

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  8. El_Gae
    El_Gae 27 Dicembre, 2011, 14:07

    Pronti all’ospitata tradizionale (che noi, con tre piccoli, col caizen che ci spostiamo) avevamo preparato i”buoni avanzi” (come li chiama mia suocera) e giusto qualche aggiunta per completare. Tra quello che c’era e quello che hanno portato le amiche, gli avanzi si erano miracolosamente moltiplicati ed il frigo quasi non si chiudeva. Lati positivi? Si, oggi lavoriamo entrambi e stasera la cena è pronta 😉

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