Il microcosmo delle sale d’attesa

Una nonna impaziente di conoscere il proprio nipote e che non la smette di mostrare alla figlia riviste con foto di camerette e abbigliamento minuscolo. E mugugna ed emette gridolini semi isterici. Quel bambino non è ancora nato. In realtà non si sa neanche quando nascerà, la figlia sta facendo gli esami di preconcepimento. Però lei sogna.
Una coppia di ragazzini. Quarant’anni in due, al massimo quarantasei. Prendono la pancia di lei che cresce con una beata incoscienza disarmante. Perché a due che pensano ad alta voce “Ma come mai quaranta settimane. Sarai incinta per dieci mesi tu?” che gli vuoi dire? Niente. Al massimo gli metti in mano Cioè.
Una coppia ben variegata che insieme forma l’articolo il. Lui altissimo lei concentrata, lui dolce lei scassapalle, lui magrissimo lei in continua conquista di nuovi territori, lui sottomesso agli ormoni di lei e lei cavalcatrice di situazioni.
“Dì a tua madre che non posso mica pensare al corredino, che poi mi fa innervosire e questo non è il momento giusto. E se succede qualcosa al bambino?”
“Si amore.”
Quella che devo solo fargli vedere il foglio delle analisi, ci metto un attimo. Che in realtà entra incinta ed esce seduta dietro sullo scooter del figlio. Per dire.
Quello che a occhio e croce avrà avuto ottant’anni e che ti chiedi disperatamente cosa ci faccia lì e poi, molto poi, scopri che ha accompagnato la badante. Lui, ha accompagnato la badante. Sconvolgimento globale.
Quella che ha una pancia condominiale ma pesa 56 kg (perché prima di rimanere incinta pesava 43) che aspetta due gemelli maschi e che, a casa, ha altri tre figli maschi.
“Questo doveva essere il quarto e invece ne sono arrivati due. Cercavamo la femmina. Mi avevano detto che mangiando il formaggio per i primi tre mesi diventava femmina.”
Nella sala silenzio tombale. I fumetti, però, dicevano qualcuno spieghi a questa che il sesso è stato deciso quando hanno cambiato posizione e lui s’è messo sopra e che probabilmente nel sangue non ha più globuli rossi ma solo colesterolo.
E poi c’ero io. L’unica non accompagnata né da marito/mamma/zia/cane né da pancia, e questo metteva, probabilmente, scompiglio nel microcosmo della sala d’attesa del ginecologo. Mi sono sentita fissata molte volte. Tutti raccontavano tutto ad alta voce, come alle sedute degli alcolisti anonimi. Io no. 
Però avrei voluto mi spuntassero due frecce a led con due frasi
1. ho già dato. Due volte.
2. sono qui per il pap test. L’hpv non è amico mio.
Dubito però che sarebbero servite.


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Categories: My life
Tags: ME, PERSONE

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commenti

Commenti

  1. Roxy
    Roxy 20 Luglio, 2012, 11:59

    macchè frecce a led luminosi, io avrei partecipato alla conversazione dicendo di essere un trans operato che doveva fare un controllo post operatorio.
    così, giusto per vedere le facce della gente hahahha 😀

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  2. Mamma Cì - mammastudia.blogspot.com
    Mamma Cì - mammastudia.blogspot.com 19 Luglio, 2012, 10:17

    il vecchio che accompagna la badante è forte!! sai quante volte si innamorano?? (chissà poi se è amore….magari per il vecchio si..per la badante non si sa…ma magari a volte è vero amore….non giudichiamo…se non ci fossero le badanti come si farebbe???)

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  3. angela mammasuperabile
    angela mammasuperabile 19 Luglio, 2012, 09:52

    anch’io non amo raccontare i fatti miei agli estranei
    da incinta ai controlli le altre solo perchè si aveva la stessa età gestazionale si sentivano amicone

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  4. Sonia M.
    Sonia M. 18 Luglio, 2012, 22:11

    La pancia condominiale la conosco bene 😉 con l’unica differenza che son partita da 56 kg e ho raggiunto i 78, a 7 mesi sembrava aspettassi dei gemelli. Proprio oggi mia figlia ha voluto guardare le foto di allora e così mentre io mi illudevo di sentirmi quasi in forma lei mi ha riportato con i piedi per terra “mamma però la pancia ti è rimasta eh” -.-

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  5. mafalda
    mafalda 18 Luglio, 2012, 21:07

    Viva il people watching e soprattutto il mistero delle quaranta settimane!

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  6. Zia Atena
    Zia Atena 18 Luglio, 2012, 18:20

    No..è stata una delle pochisssime visite da una dottoressa Salentina.
    (Sulla quale non apro parentesi)

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  7. Zia Atena
    Zia Atena 18 Luglio, 2012, 17:29

    Senti..ma tu ti immagini una sala d’aspetto con 4 vecchine (a coppie di 2) e me???
    Si parlavano tra di loro congetturando sulla mia pancia (PANCIAAAA???), su dove fosse mio marito, sul fatto che avessi “una fede d’oro bianco e non giallo”, sullo sguardo triste “magari vuole abortire”..
    E vai avanti così per un’ora e mezzo..
    Quando ho detto loro che non ero nè incinta nè sposata mi hanno detto “E allora che ci fa qui?”.

    Amen.

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  8. MammainblueJeans
    MammainblueJeans 18 Luglio, 2012, 16:36

    hahaha..se vuoi farti due risate passa dalla mia sala d’attesa 8faccio il veterinario) il lunedì o il venerdì…

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  9. Giovanni
    Giovanni 18 Luglio, 2012, 15:52

    …e non solo quella del ginecologo. Mai provato la sala d’aspetto di un poliambulatorio? 🙂

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  10. Anonymous
    Anonymous 18 Luglio, 2012, 15:49

    Anche nel tuo libro hai descritto la fauna da sala d’attesa mentre eri incinta e mi hai fatto piangere dalle risate. Ahahahahaha
    Bi

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  11. Francesca
    Francesca 18 Luglio, 2012, 15:41

    Oh si, la sala di’ aspetto del ginecologo e’ sempre ricca di soggetti interessanti. A me ogni volta sembra si essere al cinema 😉

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