Gemelle

E quindi come accade fisiologicamente, dopo nove mesi, le gemelle della mia amica E. sono nate.
Sembra che tutte e tre stiano bene e siano in perfetta salute, almeno, così mi racconta lui, Inseminator (ovvero il marito di E.).
“Anche se lei sta ancora smaltendo i postumi de cesareo. Insomma, è pur sempre un intervento no?”
“Cesareo? Ma se le altre due erano venute fuori da sole spostando l’ostetrica col braccio.”
“Eh lo so. Ma queste sono gemelle. E poi, abbiamo fatto appena in tempo. Stavano per nascere in casa.”
“E invece?”
“Lei aveva dei leggerissimi doloretti. Crampetti all’addome. Ho dovuto quasi sollevarla di peso e portarla in ospedale. Quando siamo arrivati era già dilatata di sei cm. L’ostetrica ha detto che sarebbero bastate altre due ore e avrebbe partorito come le altre due volte.”
“E perché non gliel’hanno fatto fare?”
“Perché per protocollo i gemelli nascono col cesareo e basta.”
“Quindi solo per delle regole?”
“Eh! Le regole son le regole!”
E ho capito che non era davvero il caso di continuare la conversazione.
Perché sono davvero stanca di leggere o sentire polemiche sul modo di partorire, su chi è più o meno mamma in base al nome dell’uscita. Mamme si diventa fuori dalla sala parto.
Quello che però mi lascia perplessa e basita è che ancora, anche chi è al terzo figlio e, quindi, anche solo in base all’esperienza potrebbe quasi tenere una cattedra in fisiologia della gravidanza, non sa cosa fare. Non si informa e non decide autonomamente. C’è gente che non sa come avviene né un parto naturale né un cesareo. Non intendo la meccanica dell’intervento chirurgico, ma proprio le basi. E io questo non riesco a concepirlo. Né che si tratti di donne che stanno per partorire né che si tratti dei padri dei bambini che verranno tirati fuori da qualcun altro. A prescindere dal tipo di parto credo che alla base ci debba essere informazione.
So che E. era terrorizzata dal cesareo, dalle possibili conseguenze e dal fatto che non avrebbe potuto fisicamente essere attiva da subito. Le sembrava una mutilazione della libertà. E allora ho provato a parlarle ma, quando di fronte hai qualcuno che non ha intenzione di informarsi per scegliere consapevolmente, non puoi nulla.
E sia chiaro, non sto denigrando il cesareo, questo è un caso ma potrebbe essere il contrario: una donna che vorrebbe fare il cesareo per un motivo ben preciso (giustificato, ovviamente) ma alla quale venisse imposto un parto naturale.
Aborro questo tipo di scelte non scelte, che alcune volte portano poi le donne verso sindromi psicologiche come la depressione post partum. Perché tali scelte, se imposte, vengono vissute come un abuso se non vieni accompagnata in sala parto anche psicologicamente. Non bastano tre ecografie e qualche prelievo perché una gravidanza diventi perfetta. Il parto è l’epicentro di quel terremoto esistenziale che ti accompagnerà per sempre.
I figli escono dalla vagina (o dall’uscita di sicurezza) ma si staccano dal cuore e dal cervello portandosi appresso più pezzi di noi. Anche la stabilità emotiva e razionale, a volte.
E adesso sono combattuta tra l’andare a trovare E. e dimostrarle la mia amicizia, e il doverla guardare dritta negli occhi. Se solo vedessi uno dei segnali che preannunciano una depressione, davvero, non saprei come reagire. O come controllare le reazioni istintive che mi porterebbero a sentirmi l’eroina della situazione. So che non riuscirei a gestire il rumore dei sentimenti contrastanti che combattono tra loro e so che tenterei di salvarla come se in una specie di flashback mi venisse data una seconda possibilità: quella di salvare me. Quella me di otto anni fa.
Ma sono ancora qui a pensare e capire quale comportamento sarebbe più giusto per entrambe e a sperare di non dover rivivere l’eco di certe sensazioni che fanno finta di sparire per poi ripresentarsi ad applaudirmi le guance per la mia tenacia.
Prima della maturità delle neonate, deciderò. Forse non sono ancora abbastanza coraggiosa.

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Categories: Maternità

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commenti

Commenti

  1. mammapiky
    mammapiky 25 giugno, 2012, 16:00

    Cestino è nato, con cesareo in anestesia generale, dopo 10 ore di travaglio, vale a dire: Buona notte, ci vediamo domani mattina!! C’ho sofferto non poco…in più quando lo racconto un coro di: Allora non puoi sapere che vuol dire partorire!! :-((((((((

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  2. Giulia
    Giulia 25 giugno, 2012, 16:03

    “So che non riuscirei a gestire il rumore dei sentimenti contrastanti che combattono tra loro e so che tenterei di salvarla come se in una specie di flashback mi venisse data una seconda possibilità: quella di salvare me”

    Capita uguale anche a me, e purtroppo capita uguale anche quando il “cassetto del mio terzo pupetto” si riapre anche solo di pochi millimetri. Quando con forza lo richiudo, ma fa male… e non ho ancora trovato una maniera per evitare che faccia male… posso solo ingannarmi di farcela, ma in fondo in fondo so che è appunto, un inganno…

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  3. Chicca
    Chicca 25 giugno, 2012, 16:10

    mio figlio è nato con cesareo programmato, per una mia malattia cronica già preesistente, ma non per questo mi sono sentita meno mamma! secondo me non è importante come escono, se dall’uscita principale o da quella di sicurezza, l’importante è essere serene e che gli gnomi stiano bene! quindi non mi sono fatta troppi giri mentali, ero tranquilla perchè sapevo che finalmente l’avrei conosciuto! è chiaro, come dici tu, che è importante che sia una scelta vera della mamma, e non una scelta-nonscelta, fai passare qualche giorno, in modo che si senta + in forze (è vero la ripresa dal cesareo è moooooolto + lunga e pesante!)e poi vai a trovarla, magari con un pensierino x lei anzichè per le gemelle!

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  4. Miki
    Miki 25 giugno, 2012, 20:37

    io veramente non capisco che problemi ti fai. ormai le figlie sono nate, quello che è stato non si può cambiare. vorresti andare a dirle che ha fatto male? che poteva informarsi meglio?
    ok, ha fatto delle cose che tu non condividi. e allora? per questo motivo non vuoi andare a trovarla?
    e se per caso dovessere avere una depressione port parto non vuoi starle accanto per questo motivo?
    è una donna adulta che si è comportata come ha creduto meglio fare. anche se tu non condividi il suo comporamento, se sei sua amica vai a trovarla e stalle accanto lo stesso.

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    • bismama 2.0
      bismama 2.0 26 giugno, 2012, 09:57

      Il problema non è condividere, lei ha uno stile di vita che non condivido ma siamo pur sempre state amiche. Il problema è che so che non voleva farle nascere in questo modo e se la vedessi stare male so che mi prenderebbe quella malinconia che non mi renderebbe lucida.
      So che dovrei starle accanto comunque, ma è difficile.

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  5. Simona
    Simona 25 giugno, 2012, 20:49

    Concordo con Miki e onestamente non capisco tutti i problemi che ti fai: forse è perchè non conosco quel pregresso di 8 anni fa a cui fai riferimento, però io ho partorito con un parto cesareo dopo 24 ore di travaglio e non mi sono sentita meno mamma nè ho vissuto male l’esperienza! anzi, ad essere onesta l’ho vissuto come una salvezza: ero fisicamente sfinita e non ne potevo più. E cmq è una tua amica e, secondo me, dovresti stare vicino a prescindere dalla scelte che ha fatto (o subìto), a maggior ragione se temi che possa avere una depressione post partum.

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    • bismama 2.0
      bismama 2.0 26 giugno, 2012, 09:58

      Non ho tirato in ballo la “mamma” ma la donna che non vive il parto come vorrebbe. Insomma se una può decidere se e come rimanere incinta perché non dovrebbe poter decidere come partorire perché viva bene psicologicamente l’evento??

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  6. norma jane
    norma jane 25 giugno, 2012, 20:52

    Ti capisco benissimo. Io da poco ho iniziato a parlare con le donne incinta. Piu o meno da quando ho iniziato a stare meglio.
    Io ero terrorizzata dall’episiotomia, avevano stimato mio figlio grosso (sopra i 4 kg) e mi avevano detto che difficilmente l’avrei evitata.
    Alla fine non mi sono dilatata (secondo me x paura) e via di cesareo.
    E la cosa mi e’ pesata non poco.
    Quindi ti capisco e ti dico, fai come ti senti.

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  7. Mamma Cì - mammastudia.blogspot.com
    Mamma Cì - mammastudia.blogspot.com 25 giugno, 2012, 22:43

    secondo me ogni donna dovrebbe poter scegliere come partorire..naturale, naturale con epidurale, cesareo…teletrasporto ancora non l’hanno inventato purtroppo….. a volte però ci sono circostanze che ti impongono un certo tipo di parto..comunque sia, a prescindere dal tipo di parto però una donna non deve stare a pensare a come è uscito fuori il figliolo ma deve pensare che ora lui è fuori ed è la cosa più bella che le potesse capitare, è un miracolo, e siamo fortunate a poter stringere tra le braccia queste piccole dolci pesti..e dobbiamo dare tutto il meglio di noi stesse per crescerlo nel migliore dei modi, con la naturalità che uscirà da noi, con semplicità, e soprattutto con tanto tanto amore..e se una non sa fare nulla non importa, perchè imparerà…e può sempre chiedere aiuto e consigli..questo dobbiamo dire alle neomamme..mamme non si nasce, si diventa..

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  8. Fab
    Fab 25 giugno, 2012, 23:57

    non sei l’eroina della situazione, non ci sono seconde possibilità di salvarsi, lascia stare i flashback. ora non si tratta di te.
    e non sta a te giudicare le sue scelte consapevoli o meno.
    fai l’amica, stalle accanto e basta. senza cercare di risolvere i tuoi problemi attraverso lei.

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  9. Alem
    Alem 26 giugno, 2012, 09:33

    Il parto è tutto, che io sento ancora il vuoto dentro quando guardo il nano.

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  10. guardache
    guardache 26 giugno, 2012, 10:51

    condivido molto. ognuno deve scegliere il parto che preferisce. ma deve scegliere, appunto. ho avuto paura per l’opzione cesareo quando il mese scorso non si è girato, ho avuto paura quando mi han detto che l’epidurale, che magari non farò neanche, non era assicurata. e ho lottato e vinto. ora ho paura in generale, perchè ci siamo… :DDD ma questa è un’altra storia. Vai, guardale negli occhi e fai come me che sto imparando con fatica a deglutire le frasi giuste, ma che quello di fronte non vuole sentire. 😉
    pensami un po’ in questi giorni và!
    silvia
    guardache.style.it

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    • bismama 2.0
      bismama 2.0 26 giugno, 2012, 10:58

      Ti leggo sempre su style e ti penso si!!
      Dai che stai andando alla grande.
      Ce la fai :** Mciù!

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  11. stellegemelle
    stellegemelle 26 giugno, 2012, 11:59

    ciao
    parlando di cesareo mi sento di portare la mia piccola esperienza:
    gravidanza gemellare….peso alla nascita non pervenuto ma mi dissere che aspettavo due belle fagiolotte…..
    non era in programma un cesareo…..e inconsapevolmente e (lo dico adesso!!!) inconsciamente…e diciamolo….anche stupidamente…neanche mi ero mai immaginata un cesareo e neanche mi sono mai informata…circa gli step e cosa voleva dire (!!!!)..purtroppo a 35 settimane il sacco più in alto si è rotto…quindi niente scene da film circa la ‘rottura delle acque’…ma sgocciolamenti che neanche avevo ‘capito’…pensavo fossero le gemelle che premevano sulla vescica (O.o)…dopo 24 ore decido di farmi fare un controllino….e mi ricoverano ma ancora dopo 12 ore niente dilatazione,niente contrazioni…niente di niente….e mi ricordo ancora il mio povero gine che con le lacrime agli occhi mi disse ‘ ti devo tagliare’….’ok’ dissi io….e poi il panico….avevo paura….paurissima!!!!….non sto a raccontare come l’ho vissuta questa paura….ma la mia disinformazione mi ha rovinato un momento che comunque doveva essere bellissimo….!!!…tutto è andato bene…le bimbe stavano benissimo e pesavano 2,4 kg una e 2,8 kg l’altra!!!!…..ora per agosto penso partorirò naturalmente ( salvo complicazioni!!)….
    e per il fatto del cesareo non mi sento meno mamma o non lì’ho vissuta male…non ci ho mai pensato…avevo altro da fare!!!:D
    non giudicare la tua amica….se è tua amica stalle vicina…le cose verranno da sè….un benvenuto a queste splendide creature!!!!

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  12. Laura
    Laura 26 giugno, 2012, 15:45

    Capisco il tuo timore, ma quel che è fatto è fatto.
    Credo abbiano parlato alla tua amica dicendole che per i parti gemellari “si fa così” (o in quelle condizioni, o in quell’ospedale, o in quella regione.. poco cambia) quindi in un modo o nell’altro deve essersi immaginata come sarebbe andata.
    Io ho partorito naturalmente, con parto indotto. Il giorno prima di andare in ospedale ero disperata perché non era così che volevo che andasse, volevo che la mia piccoletta si decidesse e si sentisse pronta ad uscire ma così non è stato. Poco male… ci hanno aiutate e alla fine è venuta fuori. E’ questo l’importante, no?
    Anch’io quando racconto il mio parto naturale vedo degli sguardi poco convinti appena menziono l’induzione .. come a sottintendere “be allora non hai partorito naturalmente se te l’hanno indotto”… ho dei punti e il fantasma del passaggio della testa che talvolta ancora mi fa visita.. ma pazienza.
    Vai a trovarle, se intuirai che c’è qualcosa che non va dalle supporto, raccontale che anche tu hai vissuto un’esperienza che ti ha segnato ma oggi sei ancora qui. So che indietro non si torna e noi donne siamo capaci di rimproverarci vita natural durante per una cosa di cui non possiamo incolparci.. ma adesso che ha le sue bimbe deve deve deve pensare solo a loro e lasciarsi il parto alle spalle. E’ solo un mezzo, non è quello a definire lei come donna né tantomeno come mamma.

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  13. mammamanager
    mammamanager 26 giugno, 2012, 15:52

    Io credo che si dia troppa importanza al parto..naturale o cesareo, consapovole o plagiato…la vera cosa che conta è il miracolo della nascita…sono i tre gioielli che sono venuti al mondo…
    Vai da lei e partecipa della sua gioia al cubo con semplicità, credo che se non lo fanno le amiche allora con chi altro si può condividere tanta felicità?

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    • Miki
      Miki 26 giugno, 2012, 17:00

      hai ragione, se non hai accanto le amiche allora rischi veramente di essere sola. e non c’è momento peggiore per sentirsi soli.

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  14. squeezeart - spremuta d'arte
    squeezeart - spremuta d'arte 26 giugno, 2012, 17:05

    Ti leggo sempre, commento poco, rido spesso delle tue avventure e mi “costringi” a riflettere su certi argomenti che magari in quel momento non avrei mai pensato di soffermarmi. (questa era la premessa).
    Ma oggi devo dire la mia,duramente ora ti chiedo: “sei sicura della verità che il marito della tua amica ti ha raccontato? sei proprio sicura che il cesareo non sia stato necessario per qualche complicanza? il dover ammettere l’esistenza di problemi in questi casi è un passo enorme anche per chi ha già esperienza di figli precedenti. Hai ascoltato solo la campana maschile in merito all’evento e non ti sei ancora preoccupata di ascoltare il “durante e il dopo” del parto dalla bocca della tua amica.
    Magari lei ha volgia di dirti: “avevi ragione, ho sbagliato” o magari ha voglia di dirti “grazie per essermi vicina anche se ho deluso le tue e le mie aspettative”.
    Tu sei mamma, (io lo sto per diventare per la 2° volta) e sono sicura che nel momento in cui hai divulgato la lieta novella hai aspettato con ansia di vedere quale delle tue amiche sarebbe arrivata per prima in ospedale a farti un mega sorriso e sostenerti qualunque cosa fosse accaduta….

    Vai dai lei subito, e se nei suoi occhi vedrai un’ombra che ti stringerà lo stomaco e ti costringerà a girarti dall’altra parte per mascherare una lacrima NON farlo, piangi con lei e lascia che inizi lo sfogo per ritornare a sorridere. Nessuno ha mai detto che essere AMICI sia facile, anzi…io credo sia una delle cose più difficile e dolorose da fare se fatte con la massima lealtà.

    (scusa lo sfogo, un abbraccio!!!!!)

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  15. bismama 2.0
    bismama 2.0 26 giugno, 2012, 17:12

    GRAZIE!
    Devo dirvelo. Come al solito, anche questa volta, i vostri commenti si sono rivelati importanti. Anche se sono una sberla che mi sveglia e mi mette sulla strada giusta!!
    Farò un respiro, bello lungo, le telefonerò e andrò a trovarla!
    E speriamo bene.

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  16. sorairo
    sorairo 26 giugno, 2012, 18:16

    Vai a parlare. L’importante è starle vicino. Se vede che stai male, saprà che non sei un’insensibile e se siete davvero amiche capirà perchè. Basta non lasciarla sola.
    E ti capisco. è normale fare mille pensieri.

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  17. Moonlitgirl
    Moonlitgirl 26 giugno, 2012, 19:59

    Alla mia prima gravidanza non ho frequentato corso preparato, non ho letto libri sull’ argomento, non mi sono informata in alcun modo….sono andata alla cieca. Io sono fatta così. Non mi interessava ( lo ammetto forse mi impauriva) sapere in dettaglio i vari momenti del parto. Ho sempre pensato che e’ una cosa così naturale mentre spesso c’è solo un business ( e mi riferisco a ginecologi che si fanno pagare un occhio della testa per seguirti in sala parto, marketing sull’amniocentesi….) quindi non credo ti debba arrabbiare perche’ la tua amica non e’ come dici tu….ma a maggior ragione se credi che possa avere la depressione post partum…allora si….che dovresti aiutarla. Non e’ per caso che stai rivivendo momenti difficili del passato???
    Baci
    Moonlitgirl

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  18. Gabriella
    Gabriella 27 giugno, 2012, 10:34

    Ciao!
    Il protocollo dipende dal fatto che la gravidanza gemellare sia monocoriale o bicoriale, monoamniotica o biamniotica. Sono mamma di gemelli monocoriali biamniotici e il parto cesareo è da protocollo perché nel momento del parto potrebbe verificarsi la TTTS (sindrome della trasfusione feto fetale), pericolosissima per i bambini. E’ da protocollo anche se si arriva in ospedale in travaglio e dilatati.
    Ciao,
    Gabriella

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  19. Fly Mamy
    Fly Mamy 29 giugno, 2012, 19:17

    ciao a tutte! sono in attesa di due gemelline monocoriali biamniotiche e mi hanno detto che mi faranno probabilmente un cesareo dalla seconda ecografia. all’inizio non ti è chiaro e accetti qualunque cosa possa rasserenarti..ma poi con l’andare avanti dei mesi..a dirla tutta questa scelta unilaterale (siamo sempre in democrazia ovvio)inizia a starmi stretta..vorrei che i dottori non si rifugiassero nel cesareo..mi piacerebbe che mi parlassero di altro, di rischi di complicazioni..tale da rendermi pronta a valutare e non ad acconsentire. Non lo faranno..lo faro’ io..poi cesareo o non cesareo (faremo la cosa migliore per tutti) quantomeno mi sentiro’ libera di scegliere e di capire… vi aggiorno! 😉

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  20. amrita
    amrita 4 luglio, 2012, 17:44

    io sono terrorizzata dagli interventi.ma pure dai prelievi di sangue,dallo sgurdo inquisitore del dottore che mi chiede quanto fumo…mi controllano la pressione e ce l’ho sotto i piedi per natura.mi controllano il cuore,e va al galoppo alla sola puzza dell’ospedale.mi sono trovata a reggere il dito di una collega smozzato da affettatrice,e a restare perfettamente lucida,fredda ed efficiente,ma patisco la PAURA. questo come preambolo ad un parto naturale,voluto,progettato,studiato nel dettaglio.qui il ginecologo non ti segue in ospedale,a meno che tu non sia la moglie,o l’amante.volevo partorire a casa,assistita.ma non si può.volevo partorire in acqua,ma 300 km erano improbabili.ho studiato le tecniche,per non essere impreparata nel potermi difendere da incompetenza e menefreghismo.mai mi sarei fatta rompere le acque per partorire magari 8 ore dopo a secco.non ho frequentato corsi pre parto,perche ho lavorato fino all’8°mese,e comunque ero dell’idea che se oggi siamo qui è perchè delle donne hanno partorito dalla notte dei tempi.rifiuto l’idea di un cesareo programmato,se non ci siano problemi per la madre o per il bambino.ho minacciato l’infermiera di non praticarmi l’episiotomia,o le avrei fatto saltare i denti.ho urlato 2 ore,costretta da 2 infermiere a spingere,stando stesa,con tutto il peso di diego sui reni,aggrappata per loro volere al maniglione sopra la mia testa.PURA FOLLIA.dopo 6 ore ho mandato tutti a stendere,e mi sono rifiutata di stare ancora in quella posizione disumana,e ho preteso di mettermi seduta,ma ormai le contrazioni erano tanto dolorose e tanto vicine una all’altra,da non permettermi di spostarmi dall’altro lato della stanza per mettermi seduta e svenivo,mi riprendevo urlando,con la contrazione,e risvenivo per il dolore. ho chiesto l’epidurale,poco dopo essere entrata in sala parto,che mi è stata negata,perchè non ho fatto il loro corso pre parto.mi hanno negato qualsiasi medicinale per alleviare il dolore,perchè”sei bravissima da sola”che tra le righe vale come:cocca,guarda che le medicine costano!e così al 30°”lo vedo,è nato,lo vedo,ci siamo quasi!”ho involontariamente stretto le gambe.seduta sullo sgabello svedese che mi ha piazzato sotto alla chiappa il povero marito ,nell’istante in cui diego è nato l’ho quasi ucciso,schiacciandolo.io non mi sono accorta di nulla,ma ho visto lui e l’infermiera sbiancare.poi fatto 30,ho deciso che avrei fatto 31,e da sola ho espulso il resto della placenta,spingendo.non ho voluto più essere toccata da quelle donne.poi è arrivata la dottoressa,che nervosa di suo,mi spiega che è normale che io tremi e che senta freddo.l’ossitocina e l’adrenalina provocano freddo e tremori.ma tremo,e lei non riesce a ricucire la lacerazione.chiedo una coperta per scaldare i piedi,così da permetterle di fare il suo lavoro.2 in realtà,perchè sono su una poltrona da ginecologo.un piede a est,uno a ovest.mi dice che non ha tempo da perdere,e che la devo piantare di lamentarmi,(ma come?non ha appena detto che è una reazione involontaria e naturale agli ormoni in circolo,e non dipende da me?!)e che se LA VOGLIO USARE ANCORA devo lasciarla fare.così mio marito,con un bimbo di 1 ora in un braccio,con una mano mi scalda prima un piede,poi mi gira intorno,e mi scalda l’altro.inutile dire quanto la cosa fosse dolce da parte sua,mostruosa da parte della dottoressA.

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  21. amrita
    amrita 4 luglio, 2012, 17:44

    MI RICUCE PER 45 MINUTI.mette i punti,spinge con le dita per vedere se tengono,me li fa saltare e me li rimette.piango e le chiedo se ce l’ha con me.mi dice di smetterla.poi finalmente finisce,e se ne va.mi mettono sul letto,dove per legge ho diritto a stare 2 ore,allattando e riposando.ma mi dice che a breve devo tornare in camera.si presenta un infermiere,un uomo.la prima e ultima persona gentile di quella giornata orribile.con calma mi presenta mio figlio,si siede accanto a me,e mi mostra come farlo attaccare al seno.tempo un quarto d’ora ci mandano in camera,e nei 2 giorni seguenti ho visto solo il personale che portava il cibo.e una giovane assistente che è venuta a portarmi dei moduli,e a controllare i punti.diego è nato verso le 19.00.la prima notte ha solo mangiato e dormito.non un pianto,non un nulla che non fosse sorrisini e leggeri sospiri nel sonno.idem il secondo giorno.la notte le coliche,ed io non avevo ancora dormito.sono quasi svenuta vagando per i corridoi in cerca di un medico,un’infermiera o chiunque altro.il deserto.potevo morire,ma nessuno se ne sarebbe accorto,perchè nell’intero reparto non c’era nessuno.mi sono seduta in una saletta e ho dato il nano ad un neo papà,venuto ad aiutare la moglie che aveva partorito la mattina.lei allattava il figlio,lui,mio ex compagno di scuola reggeva il pupo,e io ho riposato 1/2 ora,mentre mio figlio urlava con le coliche.non sono tornata neppure a fare un controllo.non sono andata dal ginecologo per 2 anni,e l’idea di partorire di nuovo,lacerarmi,e vedere ancora gente che dovrebbe aiutarti con una simile freddezza,e scarso senso di …non so neppure come definirlo.forse semplicemente umanità.vorrei un altro figlio.probabilmente non ce lo possiamo permettere,e non così per dire,semplicemente il lato economico è un fattore da valutare per mettere al mondo un bambino,ma se ipoteticamente non ci fossero problemi economici…be,intanto non andrei mai più a partorire al bufalini di cesena!neanche se mi si rompessero le acque lì davanti! e poi,probabilmente valuterei un cesareo,un’epidurale,anche una badilata in faccia per tramortirmi andrebbe bene.ma non credo potrei restare incinta ancora,senza essere felice per il nuovo nano,e disperata per il prossimo parto.credo che potrei pensarci ininterrottamente per 9 mesi.sarei disposta a fare seriamente 1000 km,pur di trovare una struttura con personale qualificato,che si preoccupa delle persone,e non di risparmiare sui medicinali o sull’assistenza.valuterei anche tangenti al personale,partendo dal primario in giù.le conoscenze e i soldi aprono portoni a delicatezze e occhi di riguardo,che l’essere solo una qualunque donna incinta non aprirà mai.e questa cosa è triste e avvilente. ma forse io semplicemente ho urlato più forte della media,non ho frequentato i corsi,non mi sono uniformata,non ho voluto far parte dei giochi,quindi,se la tua amica ha scelto di lasciarsi guidare dalle regole,per non incasinarsi la vita,il parto,i programmi,o quant’altro,be,non posso biasimarla.forse ha ragione lei!

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  22. amrita
    amrita 4 luglio, 2012, 17:45

    MI RICUCE PER 45 MINUTI.mette i punti,spinge con le dita per vedere se tengono,me li fa saltare e me li rimette.piango e le chiedo se ce l’ha con me.mi dice di smetterla.poi finalmente finisce,e se ne va.mi mettono sul letto,dove per legge ho diritto a stare 2 ore,allattando e riposando.ma mi dice che a breve devo tornare in camera.si presenta un infermiere,un uomo.la prima e ultima persona gentile di quella giornata orribile.con calma mi presenta mio figlio,si siede accanto a me,e mi mostra come farlo attaccare al seno.tempo un quarto d’ora ci mandano in camera,e nei 2 giorni seguenti ho visto solo il personale che portava il cibo.e una giovane assistente che è venuta a portarmi dei moduli,e a controllare i punti.diego è nato verso le 19.00.la prima notte ha solo mangiato e dormito.non un pianto,non un nulla che non fosse sorrisini e leggeri sospiri nel sonno.idem il secondo giorno.la notte le coliche,ed io non avevo ancora dormito.sono quasi svenuta vagando per i corridoi in cerca di un medico,un’infermiera o chiunque altro.il deserto.potevo morire,ma nessuno se ne sarebbe accorto,perchè nell’intero reparto non c’era nessuno.mi sono seduta in una saletta e ho dato il nano ad un neo papà,venuto ad aiutare la moglie che aveva partorito la mattina.lei allattava il figlio,lui,mio ex compagno di scuola reggeva il pupo,e io ho riposato 1/2 ora,mentre mio figlio urlava con le coliche.non sono tornata neppure a fare un controllo.non sono andata dal ginecologo per 2 anni,e l’idea di partorire di nuovo,lacerarmi,e vedere ancora gente che dovrebbe aiutarti con una simile freddezza,e scarso senso di …non so neppure come definirlo.forse semplicemente umanità.vorrei un altro figlio.probabilmente non ce lo possiamo permettere,e non così per dire,semplicemente il lato economico è un fattore da valutare per mettere al mondo un bambino,ma se ipoteticamente non ci fossero problemi economici…be,intanto non andrei mai più a partorire al bufalini di cesena!neanche se mi si rompessero le acque lì davanti! e poi,probabilmente valuterei un cesareo,un’epidurale,anche una badilata in faccia per tramortirmi andrebbe bene.ma non credo potrei restare incinta ancora,senza essere felice per il nuovo nano,e disperata per il prossimo parto.credo che potrei pensarci ininterrottamente per 9 mesi.sarei disposta a fare seriamente 1000 km,pur di trovare una struttura con personale qualificato,che si preoccupa delle persone,e non di risparmiare sui medicinali o sull’assistenza.valuterei anche tangenti al personale,partendo dal primario in giù.le conoscenze e i soldi aprono portoni a delicatezze e occhi di riguardo,che l’essere solo una qualunque donna incinta non aprirà mai.e questa cosa è triste e avvilente. ma forse io semplicemente ho urlato più forte della media,non ho frequentato i corsi,non mi sono uniformata,non ho voluto far parte dei giochi,quindi,se la tua amica ha scelto di lasciarsi guidare dalle regole,per non incasinarsi la vita,il parto,i programmi,o quant’altro,be,non posso biasimarla.forse ha ragione lei!

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  23. amrita
    amrita 4 luglio, 2012, 17:53

    ups,per farci stare tutto mi sa che ho fatto un pò di casino.come sempre non sei tenuta a pubblicare sta pappardella -neanche a torturarti leggendola- e prescindere,grazie per aver potuto condividere questa cosa.rileggendomi,non sembro neanche così pazza a credere che il parto sia la cosa più orribile della vita di una donna.cioè,magari per qualcuno è bellissimo.conosco gente che per rivivere l’emozione,partorirebbe una volta al mese.ma il mio parto è stato traumatico,emotivamente e fisicamente,ed ho dei validi motivi per pensare che faccia proprio schifo.

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