Prima o poi

È un periodo davvero strano. Sembra che il mondo, là fuori, abbia messo su un complotto per costringermi a fare dei bilanci. E io odio i bilanci.
È che ogni giorno incontro qualcuno che spunta dal passato e mi saluta con enfasi chiedendomi di snocciolare il presente in modalità breve e concisa. E di solito rimangono lì, fermi, immobili. E, davvero, fino a poco tempo fa, non capivo il perché.
Finché, l’ultima delle persone che ho incontrato per caso, sul lungomare (che ogni lungomare che si rispetti ha la propria dose di passanti venuti dal tuo passato) dopo il classico silenzio mi ha detto “la cosa buffa e che lascia disarmati è che sei davvero felice. Sei sempre stata una persona positiva ma, oggi, quella felicità ti si legge in faccia. Si annusa.”
Non sapevo cosa rispondere. E non ho risposto. Lui, ha rotto quel silenzio imbarazzato prendendosi i meriti della mia felicità. Mi sembra ovvio no? Ah!
Solo che è davvero così: io sono felice. E il fatto che una o più persone lo trovino quasi sconcertante è di una tristezza che non saprei definire. Ho imparato, forse da poco, a incastrare i sogni nella realtà. Come fossero i diamanti più preziosi, più lucenti, ma incastonati in un contrariè d’argento. L’eccellenza nella normalità. E nella normalità sono inclusi i problemi, la tristezza e varie ed eventuali. Perché se non ci fossero, tutto il resto sarebbe così banalmente scontato da poter scomparire senza infamia e senza lode.
Quando sei immerso in questi momenti di tranquillità emotiva, credo sia anche inevitabile che le domande esistenziali ti investano come un boomerang in mezzo agli occhi. Prima fra queste “come sarebbe stato se”?Non è una domanda che mi pongo silenziosamente rinchiudendola in due parentesi di rimpianto, anzi, è talmente pulita che è animata solo da quella curiosità che ancora smuove tante cose.Mi sarei laureata in ingegneria genetica? Sarei in America ora? Sarei ancora con Lui?Ma soprattutto, quella che non è una domanda, ma che è una certezza è che loro, i nani, non esisterebbero. E nonostante sia spesso lì a dover spiegare alle mie amiche single che no, avere dei figli non è il male assoluto, dopo questa giornata, dopo gli incontri in stile a volte ritornano, dopo il lungomare, penso che il “come sarebbe stato” non mi interessa perché questo presente l’ho costruito io. Passo dopo passo.

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E anche se a giorni è difficile, e anche se ho bisogno dei miei momenti, e anche se non rinuncio al me e al noi, va bene così perché io sono così. In fondo anche un pochino egoista ma bilanciatamente generosa. Un disastro.

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E ogni tanto quelle giornate passate al parco, sull’altalena, al sapore di gelato al melone, non fanno altro che schiarirti le idee come se un temporale cerebrale avesse purificato le sensazioni.

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Finché ti accorgi che è lunedì.




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commenti

Commenti

  1. Moonlitgirl
    Moonlitgirl 24 Aprile, 2012, 07:18

    Che qualcuno ti legga negli occhi la felicità credo sia la più grande soddisfazione!!!! Quali poi siano le ragioni non importa….l’importante è essere felici perché vuol dire che …. nonostante i cambiamenti in corso d’opera, nonostante i sacrifici, le rinunce….nonostante tutto, si è raggiunto un equilibrio interiore…e questo è il più grande traguardo.
    E poi che la felicità derivi dai figli credo sia la cosa più dolce e più romantica che possa esistere….a mio avviso….ovviamente.

    Bellissimo il post!!!!

    Moonlitgirl

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    • bismama 2.0
      bismama 2.0 24 Aprile, 2012, 10:49

      Credo che per raggiungere quell’equilibrio bisogna anche soffrire. almeno per me è stato così…

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  2. Desi-Scrapaholic Gal
    Desi-Scrapaholic Gal 24 Aprile, 2012, 00:26

    Secondo me è proprio questo il senso della maternità e trovarlo rende felici…cosa che un pò fa venire quella che definirei “invidia” per averlo compreso, più che “sbalordimento” come lo chiamano gli altri…almeno credo!

    Ti avevo scritto su FB come “theitalianvoice” qualche giorno fa per sapere se avrei trovato il tuo libro nelle librerie normali e non solo online…qui da me non ce l’avevano, ma non è un paese grandissimo ed esiste solo una libreria, ma i miei l’hanno trovato nel mio paese natale e me lo porteranno in questo weekend, wiiiiii, non vedo l’ora di buttarmici a capofitto 🙂
    Un abbraccio!

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  3. mafalda
    mafalda 23 Aprile, 2012, 19:51

    Sono come te, solo che tu sai esprimerlo molto meglio 😉
    Buona, anzi, felice settimana!

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  4. Francesca
    Francesca 23 Aprile, 2012, 15:13

    ps. hai ricevuto la mia mail? Solo per sapere, NON ho fretta di ricevere una risposta! :)))

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  5. Francesca
    Francesca 23 Aprile, 2012, 15:11

    La felicità spaventa. Stupisce. La teniamo tretta per paura di poterla perdere da un momento all’altro. In fondo davvero tutti noi l’abbiamo, sotto agli occhi. Basta saperla trovare.

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  6. Mamma Cì - mammastudia.blogspot.com
    Mamma Cì - mammastudia.blogspot.com 23 Aprile, 2012, 14:13

    ti dovevi laureare in ingegneria genetica???!!!! racconta…

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    • bismama 2.0
      bismama 2.0 23 Aprile, 2012, 15:48

      Si, ma l’idea era quella di fare un percorso più lungo. Prima medicina e poi tutto l’iter di ingegneria. Poi, ho preso coraggio, e ho fatto scelte diverse.

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  7. Nora C.
    Nora C. 23 Aprile, 2012, 13:03

    “Un pochino egoista ma bilanciatamente generosa” non è un disastro. E’ proprio bello, invece.
    Come il tuo post.
    Mi ha fatto proprio piacere leggerlo, soprattutto in questo momento!

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  8. Margherita
    Margherita 23 Aprile, 2012, 12:18

    sono le stesse domande che mi pongo periodicamente e che mi costringo di ignorare. e devo dire che Topo che chiede attenzioni aiuta a focalizzarsi sul qui ed ora 🙂

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  9. Mammadesign
    Mammadesign 23 Aprile, 2012, 11:06

    Ecco, questo e’ il tipo di post che ti rende bella tutta la giornata!
    Buona settimana (e meno male che ogni 5 giorni c’e’ un weekend!) 🙂
    Anche io sono reduce da un fine settimana sola soletta con la mia bambina: mi sono dedicata interamente a lei, e devo ammettere che sono i momenti migliori della mia vita!

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  10. phoebe
    phoebe 23 Aprile, 2012, 10:57

    Mi associo all’invidia, con una punta di affetto.
    Giusto oggi parlavo con una mia collega: “Le persone di cui leggi il blog sono tue amiche? Sono persone vere?” Tu sì.
    🙂

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  11. Anonymous
    Anonymous 23 Aprile, 2012, 10:56

    bellissimo post..mi ri ritrovo perfettamente! monica

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  12. mela
    mela 23 Aprile, 2012, 10:29

    “penso che il “come sarebbe stato” non mi interessa perché questo presente l’ho costruito io” mi hai letto nel cuore, quanto è vero e quanto è giusto!

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  13. Libby
    Libby 23 Aprile, 2012, 10:21

    Un post bellissimo e un po’ te lo invidio!

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  14. veru
    veru 23 Aprile, 2012, 10:21

    A me piace sempre leggerti perche’ trovo che sai raccontare l’essere mamma in maniera splendida. Io non sono mamma, non so se lo saro’ mai perche’ non ho voglia, almeno per ora, ma leggere che c’e’ qualcuno per il quale la maternita’ non ‘e’ il male assoluto mi fa un piacere estremo in un mondo online in cui i bimbi sono una scusa per diventare famosi. Dopo questa sviolinata direi che mi merito almeno un paio di giorni in Salento! 🙂 Baci e buona settimana… (ps: la nana vestita di rosa come una bigababol e’ meravigliosa)

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    • bismama 2.0
      bismama 2.0 23 Aprile, 2012, 10:25

      Grazie ^_^.
      Essere mamma non è una passeggiata, ma sono io (e Lui) che l’ho voluto. Credo, però, che la mia felicità risieda nel compromesso… cioè provo a fare la brava mamma senza dimenticare che sono (anche) altro.

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    • bismama 2.0
      bismama 2.0 23 Aprile, 2012, 10:25

      P.s. vieni quando vuoi ;))

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