Digital detox: toglietemi tutto ma non i giochini

In vacanza ho portato con me lo smartphone, il tablet, il netbook, la bridge con lo share, l’ipod e il kindle.
Ho porconato perché in quel paesello desolato in cui ci piace perdere il contatto con il mondo non esiste un wireless che dici “alleluja” e non c’è neanche copertura per lo smartphone che singhiozza.
E invece c’è chi parte con costume e infradito. Lasciando a casa aggeggi e pensieri. Son misteri.

digital detox

Poi ho letto da qualche parte che in Italia è arrivata questa nuova moda del digital detox.
Digital detox.
Lasciare tutti i dispositivi digitali a casa e resistere senza connessione per tutta la vacanza. Ah. Scherziamo pure.
Come faccio a fare le foto per avere tanti ricordi dei momenti più belli del viaggio e a condividerle per poi salvarle su Dropbox?
Come faccio a sbloccare i badge su Foursquare e a bullarmi di ciò?
E a leggere tutti quei libri che ho scaricato sul Kindle?
E a tenere vivo l’account di Instagram?
E a lavorare quel po’ che basta per non ritrovarmi nella melma delle priorità al rientro?
Non ce la posso fare. Non senza una connessione.Eppure come per tutte le mode in arrivo dall’America, arriva quella del digital detox in alberghi e camping che offrono servizi per imparare a staccarsi dai device.
Abbiamo passato anni a cercare di avere il Tom Tom sempre a disposizione per non perderci, a non dover rincorrere le cabine telefoniche per poter comunicare, a poter decidere di lavorare ovunque, anche in spiaggia. Abbiamo passato anni a digitalizzare il lavoro e a connettere il mondo.
Fino a qualche tempo fa un hotel senza wi fi, era paragonabile a una pensioncina di infimo livello, un ostello della gioventù per la plebe che fa a meno del web. Ora ne cerchiamo uno senza connessione?
Torniamo indietro come dei deficienti con la patente europea solo perché quelli d’oltreoceano ci sembrano sempre più avanti di dieci passi? Che poi son gli stessi che vendono le armi nei supermercati e fanno i barbecue dei detenuti nel braccio della morte. Gente a modo. Senza dubbio.
Il caso vuole che mentre negli USA si organizzano ritiri con calendari di meditazione, yoga, giochi di ruolo per tenere impegnata la mente, in Italia si ricorre al lusso che ottenebra il desiderio di un wi fi.
Ah. Raccontiamocela.
Non me lo sarei mai aspettata. Siamo proprio vecchie volpi. Noi italiani. Spaghetti, pizza e mandolino. E lusso.
Sarà solo un modo per scroccare soldi ai manager che credono di essere dipendenti dal Blackberry. O che lo sono davvero. Ma dov’è esattamente il confine o la differenza?
Basterebbe solo non pagare un paio di bollette o, in alternativa, chiedere alla compagnia telefonica di staccare i viveri per una settimana.
Sarebbe un modo per fare detox risparmiando.
Ma poi non saremmo italiani.
Spaghetti, pizza e mandolino. E lusso.

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Categories: Pensieri e parole, Tech

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commenti

Commenti

  1. sorairo
    sorairo 26 agosto, 2013, 11:10

    Io cerco di staccarmi quando possibile. Se vado via non porto nulla, al massimo ipad e kobo. ma se sono via sono via. aggiornerò tutto al mio ritorno o farò sporadiche visite in vacanza.Stare troppo attaccati crea veramente dipendenza!!!!!! E’ vero che digitalizzare serve ed è un gran progresso..Vuoi mettere avere la contabilità digitalizzata o prendere gli esami del sangue dal web. Io stesso bon vivrei senza internet per lunghi periodi avendo blog, mail, facebook… Però riconosco anche che non posso vivere al pc. Devo avere anche una vita. E non è sul pc.

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    • Serena
      Serena Author 26 agosto, 2013, 11:15

      Io non credo che ci sia più differenza tra vita “relae” e vita “virtuale”. Si fondono insieme e una non esclude l’altra. La rete crea opportunità anche di conoscenza, di viaggi, di scoperte… io non posso farne a meno ma non è una dipendenza patologica, è una cosa che fa parte della mia vita che non reputo virtuale.

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      • katia
        katia 26 agosto, 2013, 11:29

        “io non posso farne a meno ma non è una dipendenza patologica”.
        Aggiungi solo “smetto quando voglio” e abbiamo completato.

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  2. katia
    katia 26 agosto, 2013, 11:25

    senti, a me sembra che tu stia un po esagerando, eh!
    io sono una di quelle che tu chiami deficenti con la patente europea (oltre che una laurea in informatica), sono convinta che tutti questi sono degli strumenti molto utili per lavorare, ma sono pur sempre degli strumenti. Vanno usati per quello che sono, e la vita vera è altro.
    Ma che vuol dire che non puoi leggere i libri nel kindle senza connessione? a parte che il kindle funziona anche senza connessione, ma puoi sempre leggere libri di carta.
    E anche se non condividi col mondo le foto della sabbia che stai calpestando, non credo sia un grande problema.
    Stare 15 giorni senza una connessione secondo me non è una cosa cosi grave, vedrai che il sole continuerà a sorgere ogni mattina anche se non mantieni vivo il tuo account instagram.

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    • Serena
      Serena Author 26 agosto, 2013, 12:16

      Non ho dato del “deficiente” a chi non usa la connessione (e se tu sei un ingegnere informatico non sei mica una deficiente…) ma a chi cerca di avanzare e poi torna indietro solo perché sembra una moda farlo. Intendevo questo.
      Per il kindle, certo che posso leggere senza connessione ma non posso leggerli se lascio il kindle a casa come prevede il programma di digital detox.
      Penso che oramai il web e la vita reale siano due cose “connesse” e inscindibili. certo che il sole nascerà, ma non poterlo immortalare e condividere con chi non può vederlo, magari è un gran peccato non trovi?

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  3. Simo
    Simo 26 agosto, 2013, 13:50

    mah, tutto questo “gran peccato” nel non immortalare frammenti della giornata ed evitare di condividerli col mondo o con i contatti di questo o quel social network io non lo vedo proprio.
    A me pare molto triste che le persone stiano con lo smartphone in mano e, a maggior ragione in un momento di relax quale dovrebbe essere la vacanza, a pubblicare cosa fanno/vedono/sentono, dove e con chi stanno e via dicendo.
    Poi certo, digital detox è solo l’ultima trovata di un popolo con molta inventiva che sa vendere estremamente bene la scoperta dell’acqua calda…
    Personalmente invece, pur ritenendo che questo rapporto reale/virtuale sia inscindibile ormai (non parlo di social network ma in generale di tutte le cose che possiamo fare grazie a Internet e che solo 15 anni ci saremmo sognati) la differenza che tu dici di non trovare più io la vedo ancora per fortuna e mai potrei augurarmi il contrario.

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  4. Alice
    Alice 27 agosto, 2013, 00:10

    se mi si ferma la macchina sono ben contenta di poter chiamare il carro atrezzi dal cellulare, se posso fare operazioni sul mio conto corrente on line da casa senza fare la coda allo sportello mi è più comodo. Se vedo un tramonto o mangio una pizza non mi viene neanche in mente di fotografarli per postarli su un social network.
    La tecnologia per me è un assieme di cose che può migliorare la qualità della vita, se arriva a invaderla o condizionarla allora non va bene. Non ho una vita virtuale, uso dei servizi, è diverso.
    Secondo me non conviene essere completamente privi di tecnologia come non va bene vivere costantemente con un monitor davanti. Nel primo caso si rinuncia a dei vantaggi, nel secondo caso si rinuncia alla vita.
    Se rinunciare a una connessione internet o alla tecnologia in generale per il tempo di una vacanza diventa un problema, credo ci sia qualcosa che non va. E’ così importante mostrare al mondo ogni momento in tempo reale? A qualcuno interessa la foto delle mie gambe stese su un lettino sulla spiaggia? C’è veramente qualcosa da condividere e comunicare? io penso che in molti casi sia meglio godersi il momento di una vita vera.
    Se c’è qualcuno che arriva alla dipendenza e ha bisogno di disintossicarsi, mi dispiace, penso sia una cosa triste.

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  5. Cristina
    Cristina 27 agosto, 2013, 11:13

    Secondo me sta tutto nell’avere un certo equilibrio. La tecnologia è una gran cosa e a me piace, però lo smartphone ha smesso di funzionare proprio il giorno prima delle vacanze e quindi sono stata praticamente sconnessa per due settimane. Avevo un vecchio cellulare ma nulla più. Sono andata un paio di volte in un internet point per una veloce sbirciata ai messaggi e stop. Non mi è mancato. Ho fatto tante belle cose diverse o forse no.. solo non legate al mondo della tecnologia. La cosa paradossale è che ieri al ritorno ho provato a far ripartire lo smartphone in un ultimo tentativo di rianimazione e.. ha ripreso a funzionare. L’ho preso come un segno: forse era giunto il momento di staccare sul serio ed è servito davvero! Ps. Ho provato a leggere un libro sul tablet, ma mi spiace, credo proprio di essere troppo affezionata al fruscio delle pagine e al profumo di stampa 🙂

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  6. Gloria
    Gloria 27 agosto, 2013, 14:55

    Bah, io ogni vacanza faccio un lieve digital detox. Ad esempio lascio a casa il pc e l’ipod, leggo libri di carta e mi porto solo l’ipad (non possiedo smartphone), perché lo ritengo utile e trovo stupido disconnettersi completamente. Poi evito i social network per tutta la vacanza (o quasi). Io non dico che questo sia il modo giusto e gli altri sbagliano, ma vi assicuro che, nonostante certe persone mi “manchino” in quel periodo, proprio perché le frequento più attraverso i social, ne esco con l’umore decisamente migliorato. E non è solo una questione di vacanza: quando non entro in facebook sono più felice, non saprei dire perché.

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  7. Claudia
    Claudia 28 agosto, 2013, 13:19

    scusa, ma è così importante postare la foto del colore dello smalto, delle ciabatte sull’erba, dei piedi sulla sabbia, degli spaghetti che stai mangiando, del ginocchio accanto al cruscotto della macchina? Se non lo fai per qualche giorno che succede?

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    • polly
      polly 28 agosto, 2013, 22:31

      boh, bis, se la differenza tra vita reale e vita virtuale, ti do ragione, è sottile, la differenza tra vita privata e lavoro la sento molto. Niente lavoro in vacanza. Che tanto, parliamone, sono tutti in ferie, non c’è niente di urgente. E se c’è un’emergenza ti telefonano.

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      • Serena
        Serena Author 29 agosto, 2013, 10:40

        Mah, sarò una workhaolic perché di solito metto la risposta automatica e poi rispondo comunque alle mail. Magari mi piace. Però arrivare a pensare alla disintossicazione mi sembra esagerato. Ci si disintossica da ciò che fa male e la rete non fa male

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        • Gloria
          Gloria 29 agosto, 2013, 11:29

          Secondo me ogni cosa, per quanto buona, di cui si abusa, e di cui non si può fare a meno (a me che non sia legata alla sopravvivenza umana, può fare male. Però sono una bilancia, è la mia visione del mondo. Hai visto fight club? Questo è quello che intendo.

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