La mamma dei blogger

Questo vecchio post di Rudy Bandiera  mi ha fatto riflettere e arrivare alla conclusione che le mamme dei blogger odiano i propri figli.

Pare che più del 30% dei genitori non sappia indicare o spiegare il mestiere del figlio a qualcun altro. Cioè proprio non lo capisce.

Sorridiamo, ma neanche tanto.

blogger

Il fatto è che questo, per i nostri genitori, è un dramma.

Immaginatevi la scena: nonne al parco con i rispettivi nipoti. I piccoli saltellano da un gioco all’altro e gli argomenti di discussione tra le nonne del parco oscillano tra la nuora vipera che la perseguita con la sua perfidia, il rapporto di coppia del figlio con la suddetta vipera, i nipoti con annesse e connesse esperienze di malanni e dispetti scolastici, il circolo del Burraco come unico faro nella notte della routine, lo shopping.
Poi, inevitabilmente, per quanto cerchino di evitarlo per i motivi di cui sopra, le chiacchiere ricadono su “ma cos’è che fa tuo/a figlio/a ora?”.

Questo è l’incubo della madre di un blogger/webwriter/community manager e tutte le nuove professioni a scelta legate a internet che si avvera. Nel nanosecondo che c’è tra la domanda e l’elaborazione di “ehm, cioè, mio figlio fa”  vostra madre vi sta odiando e sta pensando a tutti i sacrifici fatti per farvi studiare con l’intento di potersene vantare un giorno e per ritrovarsi poi invece con uno sfaticato che cazzeggia tutto il giorno su Facebook.
Una tragedia di incommensurabili proporzioni.

Non può vantarsi della poltrona di pelle umana, della vista su scenari mozzafiato, del numero improbabile dei vostri sottoposti che fanno a gara per accaparrarsi le vostre attenzioni, del posacenere di marmo di carrara scolpito con le dita dei piedi da un famosissimo artista che vi doveva un favore, dei numerosi bonus che la ditta vi concede per ringraziarvi per la vostra bravura, della MontBlanc nel taschino della giacca che puntualmente vi macchia la camicia con le iniziali cucite a mano sotto al taschino. Non può e soffre. Molto.

Le più scaltre aggirano l’ostacolo con “lavora per…” sciorinando tutti i brand più importanti con i quali avete collaborato imparati a memoria meglio dei dieci comandamenti studiando in maniera maniacale il vostro profilo Linkedin.
Altre si addentrano attraverso un terreno minato pensando di cavarsela con una risposta generica e poco equivocabile: “scrive”. L’effetto è che la pallina rotola giù alla velocità della luce sul piano già abbastanza inclinato: “Ah è uno scrittore? E dove trovo i suoi libri?”. Segue fuga strategica dissimulando un fallo di mano: “Hey tu bambino manesco… cosa fai con quella paletta?”.
Quelle che si sentono le più sgamate dicono che lavorate in pubblicità: “Ah lavora in pubblicità? Digli che oggi la reclame è volgarissima, che vadano a riguardarsi il carosello, quelli si che erano signori”.

Ogni mattina in Italia quando il sole sorge una mamma di un blogger si sveglia e sa che dovrà rispondere alle domande delle altre mamme.
Non importa che tu sia un blogger o un community manager corri se vuoi che tua madre non ti prenda. Oppure fingi di fare il cantante in un piano bar.

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Categories: Tech, Workaholic

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commenti

Commenti

  1. veru
    veru 3 febbraio, 2014, 09:44

    Madonna come è vero… io sono 20 anni che spiego ai miei che cosa faccio ma niente. Poi quando pronuncio la parola magica “giornalista” “tesserino” “scrivere” senza citare Web, Community, Seo, etc etc etc si illuminano.
    La conclusione secondo mia mamma è che “mia figlia fa la giornalista, di preciso per così tante cose che non sto qua ad elencartele” quando parla con la gente. O, ancora più nel dettaglio, “mia figlia è La Cuochina Sopraffina, quella che sta su Internet”.
    Ohhhyeahhhh

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  2. firmatocarla
    firmatocarla 3 febbraio, 2014, 23:12

    hahaha…verissimo!!!
    Io non sono affatto una blogger per professione…ma talvolta la mamma mi domanda “come va sul tuo blob??”… hihihi…

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  3. Ilaria
    Ilaria 5 febbraio, 2014, 11:46

    eh..eh..eh… La cosa è reciproca, mio babbo è ingegnere ed ho sempre vissuto con ansia la domanda di routine “Che lavoro fanno i tuoi genitori?”.
    Mmmm… me lo sarò fatta spiegare ennemila volte, ma niente.
    Ricordo che in un tema alle elementari scrissi: Mio padre è ingegnere. PUNTO. Mia mamma casalinga, e giù paginate di cose.

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