Di festeggiamenti e nani

Io adoro le feste caciarose in famiglia. Quelle dove ci sono zii e cugini rumorosi che mangiano, parlano, bevono e ti chiedono se i nani – indipendentemente da chi sia il genitore e chi il nano, le domande son sempre le stesse – sanno fare bau, se mangiano, se dormono, ti gufano e ti chiedono  “Ma sono sempre così?” (“così” come, scusa?).
Queste feste, fanno parte del mio background.
Nel periodo in cui anche io ero nana, cioè pochissime decine di mesi fa, ricordo sempre la caciara di Natale, Pasqua, Comunioni, Cresime e Bar mitzvah dei vicini di casa (si perchè noi siamo multietnici che vi credete).
Il problema è che nei miei ricordi, in queste feste, io potevo ridere, giocare ad acchiapparella coi nani (degli altri!), cadere, farmi male, scherzare e anche sbronzarmi senza conseguenti problemi per gli altri. Non ero NanoDotata, insomma.
Da quando è nato First, ci sono state altre occasioni del genere, lo so per certo, ma credo che il mio cervello le abbia volutamente rimosse dall’hard disk come un virus da mettere in qurantena. Se così non fosse, forse, ieri non mi sarei lanciata nei pazzi e colorati festeggiamenti per la Comunione della mia prima nipotina.

Sfidando il buonsenso e credendo che Second (11 mesi) sarebbe stata gestibile come First (6 anni meno 14 giorni), decido di indossare tubino al ginocchio ma con generosissimo – troppo “generosissimo” – spacco posteriore, del quale ho notato l’esistenza e la profondità, solo pochi giorni fa, e, ovviamente, sandalo fichissimo con tacco 11. A spillo.
Ieri mattina c’era la cerimonia in Chiesa.
Dopo 10 minuti che eravamo dentro, in piedi, Second, in braccio a me, comincia ad urlare perché ha caldo e voleva vedere gli uccellini fuori (!). IlMaritoIdeale esce fuori con lei. Io non posso affacciarmi fuori, perché quando mi vede urla e scalpita perché io la prenda in braccio. Quindi rimango in apnea, respirare è impossibile.
Dopo circa 30 minuti, è la volta di First che comincia a sentirsi male per il caldo e per l’aria consumata dalla troppa gente che emette anidride carbonica a secchi e la sventaglia qua e là con mezzi di fortuna reperiti sulle sedie o sul fondo della borsa.
IlMaritoIdeale è con NonnoC., sul piazzale antistante la chiesa, e comincia, pure lui, a dare segni di cedimento. Così mi chiama con un gesto. Io esco fuori e la nana si lancia – letteralmente – su di me. Ancora non so come non si sia spiaccicata sul marciapiede così da farsi venire le guance a quadri.
Comunque, IlMaritoIdeale mi strizza l’occhio e mi chiede di fare un salto a casa. Io già penso che c’ho su un bel completino niente (ma davvero niente) male e a come intrattenere i nani per – almeno – 10 minuti.
Quando arriviamo a casa, ho i piedi che sembrano aver cantato Caruso in repeat per due ore e hanno le vene che stanno per scoppiare, ho caldo e Second è appiccicata al mio torace come un Koala; posso anche togliere le braccia, non cade!
Vedo la mia metà che smanetta in cucina e accende il microonde.
L’idea della sveltina comincia a vacillare.
La certezza che non ci sarà, c’è quando lui si avvicina al divano, mi porge un vassoio e mi dice: “Aperitiviamo?”
“Quindi tu mi hai fatto venire a casa per l’aperitivo analcolico?”
“Eccerto!”
“Che delusione!!!”
“Assaggia, vedrai che aperitivo godereccio che t’ho preparato”

Alla fine tra pizzette, chele di granchio, piedi nudi e bollicine, passa una buona mezz’ora.
Ok, nessuno s’è accorto che non c’eravamo. Neanche NonnoC.
I problemi, però, devono ancora venire.
Sulla via del ristorante, in macchina, con l’aria accesa ma altalenante tra velocità due e velocità tre, Second ha una crisi di pianto, prenanna, che non si placa con nulla, neanche con la tetta. Ha sonno e per addormentarsi vuole essere passeggiata. Un nano, seduto dietro con First e meglio identificato come NipotinoA. (non come un reperto di C.S.I. ma solo perché il suo nome comincia per A), ha la felice idea di darle in mano un cellulare, da dove venisse non lo so, ma in quel momento non me ne fregà de meno.
Lei, magicamente, si calma. Fa apri e chiudi col telefono duemilasettecentocinquantasette volte, e si addormenta.
Tiro un sospiro, che però non finisce di uscire tutto dai polmoni, che come è alla trachea First comincia a sentirsi male.

“Mamma mi viene da vomitare. Sono sudatissimo, qui l’aria non arriva. Mi devo stendere. Mi sento male!”
Così fino a destinazione.
Fortunatamente non ha vomitato, ma aveva il colorito del calcestruzzo appena impastato.
Un pò d’aria, di mare, inspira/espira, inspira/espira e va già meglio.
Mi siedo al tavolo, comincio a riavere la sensibilità alle dita dei piedi e delle mani, e lei, si sveglia.
All’inizio è tranquilla. Mordicchia un pò di pane. Poi comincia a voler mettere le mani nella mia insalata di mare.
NonnaM. arriva in soccorso.
Finito l’antipasto vuole camminare. La mia scollatura superiore e il mio spacco sotteriore non mi permettono di stare piegata. Quindi faccio camminare la nana mantenendomi in posizione eretta. Dopo 10 minuti ho le braccia che sembrano quelle dell’Ispettore Gadget. Durante il pranzo io e IlMaritoIdeale ci alterniamo tra tavolo e passeggionana, senza poter stare appiccicati a spettegolare di qui e di là, ma, quando sono io al tavolo, mi tocca fare la fiera dell’ovvietà con gli altri commensali e inseguire First, con lo sguardo, affinchè non si catapulti in mare dagli scogli. Non è ancora estate e poi non ha il costume. Eh!
Finalmente arriva il gelato che mangio in piedi. Le foto. La torta, che, giusto per cambiare, mangio in piedi dondolando al ritmo de IlCoccodrilloComeFa mentre mentalmente sto porconando per il mal di piedi.
Ok. Siamo alle bomboniere.
La nana sembra stia facendo dei casting per il remake de L’Esorcista, ma mi poggia la sua tesolina piena di riccetti, sulla spalla e si addormenta.
Si. Si addormenta a fine pranzo. Non all’inizio, non durante per permettermi di mangiare come una normale donna adulta a dieta ma in allattamento. NO. Lei. Si. Addormenta. Quando. Siamo. Alle. Bomboniere.
Ovviamente, appena arrivati a casa, s’è svegliata!
A luglio ho un matrimonio. Di sera.
Dissuadetemi dal confermare la partecipazione della nostra famiglia. Fatelo, vi prego!


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commenti

Commenti

  1. wwm
    wwm 1 Giugno, 2010, 02:07

    senti scusa ma mi hai fatto morir dal ridere!!!
    e comunque, secondo me niente nani alle cerimonie…solo solo solo se proprio necessario ma io di solito mi faccio lostesso porconare dietro perchè “sono la solita e tutti vogliono vedere i bambini” ma non mi interessa se posso (e di solito ai vari eventi ho sempre mia madre disponibile) i figli se ne stanno belli tranquilli a casa.
    Così io e udt ci godiamo l’evento!
    QUesto quando si tratta di matrimoni…per comunioni and Co. non so ancora. Vedremo.
    Ma al matrimonio vai senza nani se puoi!!!

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  2. Navigo_A_Vista
    Navigo_A_Vista 31 Maggio, 2010, 23:56

    superiore e SOTTERIORE. Premio per il neologismo che fa sbellicare!

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  3. bismama 2.0
    bismama 2.0 31 Maggio, 2010, 21:55

    @Anonimo: grazie.
    @muccachicca: il biberon lo evita come la peste.

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  4. muccachicca
    muccachicca 31 Maggio, 2010, 20:11

    e se il latte lo tiri?
    non lo prende con il bibe?

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  5. Anonymous
    Anonymous 31 Maggio, 2010, 19:54

    Ok Bis, ora devo dirtelo. Mi stai diventando come una droga. Vengo spesso nel blog con la speranza di trovare nuove news. Il tuo modo di raccontare mi fa sbellicare, pensare, emozionare.
    Sei forte bis non cambiare.

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  6. bismama 2.0
    bismama 2.0 31 Maggio, 2010, 18:18

    @fefe: Non posso. La nana mangia (allatta) di notte, quindi dovrei far venire il latte a NonnaM. No Buono!

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  7. fefe
    fefe 31 Maggio, 2010, 18:14

    come ti capiscooooo…soluzione per il matrimonio? Io l’ho lasciato ai nonni… e l’ho “ripreso2 il giorno dopo!!!!
    Fidati, staranno benissimo tesoro! e tu potrai un secondo rigenerarti…
    bacioooooo

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  8. bismama 2.0
    bismama 2.0 31 Maggio, 2010, 17:52

    @mammalellella: i nonni sono invitati anche loro. Non c’è scampo. Una volta abbiamo lasciato First, ma mio papà ha dovuto chiemarci perchè dal pianto, che voleva la mamma, vomitava quasi…..arrrgh

    @mammadifretta: fortunatamente chiesa e ristorante sono nello stesso paese. Successo anche a me che ha vomitato a un matrimonio …poi è svenuto, l’ho dovuto spogliare e portare da mia mamma ..ha dormito 3 ore…povero!

    @Ele: si…anche se normalmente dormono alle 21.30, a quelle feste si galvanizzano.

    @caia: io vado di fascia, però con il vestito e tutta in tiro non mi sembra il caso, poi comincia a pesare e a voler esplorare il mondo camminando…. NonMiSembraIlCaso.

    @Nuvola: io li ho battezzati che avevano uno 40 giorni e l’altra 4 mesi. Non è stato problematico perchè erano molto piccoli.

    @Trasparelena: …nei miei sogni si! LOL

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  9. Trasparelena
    Trasparelena 31 Maggio, 2010, 15:52

    di sera si addormenterà prima della cena, no? 🙂

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  10. Nuvola
    Nuvola 31 Maggio, 2010, 15:33

    Io ho esperienza di tacchi rotti, vestito super nuovo e super figo con super rigurgito sopra e rincorse del bimbo in fuga con strappi vari della mise…diciamo che sono eventi che non aspetto con trepidazione! Ironia della sorte il battesimo in vista della nostra piccola…se non ci presentiamo proprio noi pare brutto?!

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  11. caia coconi
    caia coconi 31 Maggio, 2010, 15:29

    io in queste cose vado di ergo baby. momo lì dentro dorme tranquillo e poi quando è sveglio è più riposato e sereno, ma ha solo 11 mesi. ed è uno.
    però ovviamente anche il mio abbigliamento è diverso. abolito il tacco a spillo così alto. il tacco 7 slancia ma non martoria i piedi e riesco anche aportarmi un koala a peso morto in giro.
    ma ripeto, è solo uno.
    😉

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  12. Ele
    Ele 31 Maggio, 2010, 15:24

    Anche noi ieri sera eravamo a cena per la Comunione di una cugina di Paponzo. Una tragedia, le mie camminano, ma sono piccole e bisogna star dietro per evitare i pericoli. Secondo te io ho mangiato??? Ovvio che no, e sono rimaste sveglissime e vivacissime fino a mezzanotte, e meno male che alle 21.30 dormono.
    Ti capisco, ti capisco.

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  13. mammadifretta
    mammadifretta 31 Maggio, 2010, 14:52

    mammadifretta ha detto…
    eh eh…l’anno scorso al matrimonio di mia cognata…tacco 12, a spillo,già in chiesa i piedi non rispondevano più e la nana correva e io barcollavo, era un caldo agosto siciliano…mamma vomito…e giù sul vestito da cerimonia pagato un’occhio…e ancora il bello deve venire. Il ristorante a quasi 100 km dalla chiesa…vestito ripulito con salviettine umidificate,(n.b lei non si è sporcata neanche un po, nonostante la confusione sono riuscita a metterla in posizione di sicurezza e mi ha solo sporcato l’orlo inferiore del vestito) e sosta al primo negozio di scarpe con acquisto di sandali dorati con suola bassissima, perchè, lei, la papazzana, non stava ferma un attimo…e non vi racconto del battesimo di mia nipote, di cui ero madrina…nà tragedia…cara, al peggio non c’è mai fine…;))

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  14. mammalellella
    mammalellella 31 Maggio, 2010, 14:50

    a volte in matrimoni impegantivi o perchè di sera o perchè richiedevano la nostra presenza tutto il giorno, io lasciavo Ariel con i nonni.
    certo ti painge il cuore, ma lei ci guadagnava in salute e noi in serenità.
    ps. ma perchè non scelgono ristoranti più vicini?!

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  15. mammadifretta
    mammadifretta 31 Maggio, 2010, 14:49

    Questo commento è stato eliminato dall’autore.

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  16. MenteQuotidiana
    MenteQuotidiana 31 Maggio, 2010, 14:10

    Anche se racconti una giornata “drammatica” per certi aspetti, è pur sempre bellissimo e divertente leggerti.
    Meno male che io, con la mia Nana, ho partecipato solamente a due matrimoni… 🙂

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