Imprevisto e piano B

“Ehm, pronto, agenzia P.?”

“Si ci dica.”

Ci dica? Ma quanti minchia di impiegati ci sono al telefono? 
Rispondono in comitiva? 

Ok. Breve pausa e cerco di ridarmi un tono.

“Si, ecco… chiamo perché dovrei, cioè devo spostare l’appuntamento di questa sera.”
“Si. In effetti in agenda questa sera, lei ha un appetizer con F.”

A-p-p-e-t-i-z-z-e-r. Ha usato la parola Appetizzer.
Che faccio rido rumorosamente simulando un collega che mi sussurra barzellette oppure riattacco fingendo che sia caduta la linea o io dalla sedia.
Fingo un breve attacco di tosse e riprendo…

“Mi scusi. Si io e F. dovevamo vederci per discutere i dettagli relativi all’evento che abbiamo in programma per settembre.”
“Si, quello dedicato al libro vero?”

No. Quello per il mio concerto a cappella! Canto “O Sole Mio” insieme a Gigi d’Alessio, alla Tatangelo e al pupo.. -_-
“Si. Esatto. Ho avuto un imprevisto e stasera non potrò incontrarla. Le dispiacerebbe darmi un’altra data?”
“Guardi devo parlarne con F. Comunque mi dia la motivazione che riferisco.”

“…”

“È ancora lì? Cosa devo riferire a F.?”

“Ehm. Ma perché, la motivazione è realmente importante?”

“E si! Mi sembra ovvio!!”

“Ok. Ho la febbre. Per completezza ho 38 e 5 e credo anche un po’ di raucedine.”

Sono stata sul punto di aggiungere “… e fortuna che la cistite se n’è andata con quell’estratto di lampone” poi, però, ho pensato che non avrebbe capito. Avrei solo messo in pericolo quel briciolo della mia dignità rimasto ancora lì.
Comunque.
Non è vero. Non ho la febbre. (La storia della cistite è vera però!)
Il problema è che la febbre ce l’ha mia mamma. La babysitter s’è data alla macchia e le zie che, per devozione ai geni recessivi, dovrebbero fare le zie, invece, si sono cancellate temporaneamente dall’albero genealogico della nana.
E, in pratica, galleggio in un mare di merda.


Scrivo, faccio la crocerossina, lavoro, penso ai nani e ogni tanto mi concedo una pedicure. Che si sa, una senza piedi curati non va molto lontano!

Ora, devo solo sperare che la prossima data sia compatibile con gli acciacchi della nonna, con le voglie di minifuga della babysitter e con gli altri miei impegni.
Posso farcela! Altrimenti, al massimo, affogo tutto in piscina, che il week end è vicino!
La storia che istintivamente io abbia mentito, invece, mi scoccia assai.
Anzi, non mi scoccia. Se ci penso mi fa profondamente incazzare!
Dirgli che il problema dipendeva da una nana senza alloggio temporaneo significava ammettere quella condizione di inaffidabilità temporanea che talvolta colpisce le mamme. Io non ce l’ho fatta a passare per quella disorganizzata e nano-dipendente. E così ho vestito i panni della malata immaginaria. (Grattatina d’obbligo).
Forse è proprio vera la storia delle mamme e il lavoro. Ci hanno talmente rotto le palle, scoraggiate e convinte che il sistema va così (anche se sappiamo che non dovrebbe) che ormai agiamo specchiandoci nei riflessi del luogo comune.


Mah! Che dire, nonostante tutto, la domanda che continuo a pormi da due ore, per adesso, è una sola: che cazzo gliene fregava dei dettagli del mio imprevisto a quella mandria di telefonisti ingrifati per il gossip?




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commenti

Commenti

  1. Fra
    Fra 15 Settembre, 2011, 18:20

    la motivazione per spostare un appuntamento di lavoro…? forse gli serviva per fare una statistica delle “motivazioni più in” per le ammarronate… :))

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  2. amrita
    amrita 22 Luglio, 2011, 11:16

    va be,ma mica ti faraidei problemi per uno che dice appetizer??????!!!!!!
    e comunque sì.a volte bisogna mentire.e no,lui non doveva sapere.

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  3. la staccata
    la staccata 20 Luglio, 2011, 20:42

    Bis, hai agito d’istinto. Probabilmente anch’io avrei detto una cazzata del genere, per poi pentirmene un attimo dopo. Ma ormai è andata, ciccia. E hai ragione, sì. Hanno veramente rotto le palle co ‘sta storia dell’inaffidabilità. Per questo a volte ci inventiamo minchiate.

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  4. muccachicca
    muccachicca 20 Luglio, 2011, 14:59

    a me veramente quello che mi avrebbe fatto incazzare è la richiesta della motivazione.
    non posso punto.
    ho avvertito, non sono stata maleducata da non presentarmi.
    ho disimpegnato il tuo tempo in tempo.
    eccheccavolo.
    poi io non mi sentirei così colpevole di disorganizzazione. tu ti eri organizzata e pure ben, poi se ci sono degli imprevisti… aho, ma che davero davero!

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  5. PaolaFrancy
    PaolaFrancy 19 Luglio, 2011, 17:18

    Guarda…sai cosa mi ha detto oggi il mio capo?
    “secondo me tu non hai più voglia di star qui a fare ‘ste cose e vorresti stare a casa a guardare tuo figlio”

    Non ho nemmeno risposto. Perchè se lo avessi fatto avrei dovuto dirgli:” e certo! piuttosto che star qui a smaronarmi e a sentirmi dire le cose che mi stai dicendo, è ovvio che vorrei essere a casa con mio figlio!!!”

    Non c’ entra niente con le giustificazioni…ma è per dire in generale che quando sei madre, qualsiasi cosa viene riferita a questo.
    vabbè.

    ti abbraccio, paola

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  6. Murasaki
    Murasaki 15 Luglio, 2011, 10:32

    qualcuno l’ha già detto, comunque ribadisco, succedesse un’altra volta ribatti semplicemente che sono “questioni personali/private”. Macheccacchio gliene importa di perché rimandi un appuntamento, che prenda nota e basta!!

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  7. Nadiain
    Nadiain 14 Luglio, 2011, 19:11

    Che nervoso! mi viene in mente lo sguardo di compatimento del mio ex titolare , che quando al rientro dalla maternità , ero obbligata in alcune circostanze a chiedergli ore permesso extra e uscite per problemi con il pupo , mi diceva ” ma una tata ancora non l’hai presa!?” … Eh certo!, avrei voluto rispodergli io, con quello che mi dai di stipendio tu , mi prendo la tata, magari proprio la Tata Lucia, così vado sul sicuro!

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  8. bismama 2.0
    bismama 2.0 14 Luglio, 2011, 17:21

    @El_Gae: Appetizer = aperitivo.

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  9. El_Gae
    El_Gae 14 Luglio, 2011, 14:51

    Appetizer? Cu fu?

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  10. Alice
    Alice 14 Luglio, 2011, 14:37

    hey tigre…ma che fai ti giustifichi?…la prossima volta digli “mi scusi ma non credo proprio che le possa interessare la mia motivazione privata, si occupi piuttosto di fare ciò per cui è pagato…le segreteria telefonica!”..oppure una variante più o meno aggressiva…è allucinante ..tra un pò ti chiede il certificato per ritentare…a me è appena capitato nel disdire l’appuntamento vaccinale per motivi molto molto miei…Ha una motivazione seria signora?…si devo andare a un funerale, stronza!…scusa ma a volte mi fanno innervosire sti..eccessi di zelo°__°

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  11. bismama 2.0
    bismama 2.0 14 Luglio, 2011, 12:23

    @Roberta: concordo, una cazzata è una cazzata. Il problema è che mi fa proprio incazzare il fatto che per non affondare occorra ricorrere a queste sceneggiate patetiche!

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  12. Roberta (mammafotografa)
    Roberta (mammafotografa) 14 Luglio, 2011, 12:13

    Che ridere Bismama! Mi chiedevo se lo avresti ferito maggiormente dicendo “devo disdire xche’ ho un appuntamento con l’estetista per la ceretta” oppure ” devo disdire xche’ ho una cena con il direttore della Rizzoli”. Se li sarebbe meritati entrambi; anche io ho letto l’articolo di vanity fair, ed ho solo constatato che purtroppo e’ vero che noi donne sempre siamo acrobate in bilico e spesso ci aiutiamo come possiamo (avendo tutto contro) anche con una cazzata, perche’ no? D’altronde ne facciamo e diciamo sempre cosi’ poche per mandare avanti tutto e tutti, che ce le possiamo permettere! Ti abbraccio.

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  13. bismama 2.0
    bismama 2.0 14 Luglio, 2011, 11:27

    @Mafalda: si in effetti avevamo in programma un aperitivo. a chiamarlo appetizzer… -_-

    @mammachetesta: ma ho sbagliato anche a difendermi. Non ha davvero senso!

    @cowdogo: più che egoismo io vedo un ambiente che promuove la polita del mors tua vita mea. Anzicchè dare opportunità istiga alla “concorrenza sleale”. Questo, però, dipende dal sistema del lavoro che c’è in Italia… e negli altri paesi del terzo mondo occidentale!

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  14. cowdog
    cowdog 14 Luglio, 2011, 11:09

    questa volta vorrei andare contro corrente: forse e’ anche un po’ ora di smettere la coda di paglia, no? in fin dei conti se l’imprevisto fosse dovuto ad un altro membro della famiglia, non ti saresti sentita comunque in diritto/dovere di non dare spiegazione alcuna ad un qualsiasi tizio al telefono? in fin dei conti sono affari tuoi. il problema in questo (o quello, dovrei dire) paese non e’ tanto l’essere genitore o l’essere donna, ma un individuo con dei bisogni, dei diritti e non sono dei doveri. a me pare che ci si calpesti allegramente in ogni campo, come non ho visto da nessun’altra parte. e personalmente credo che ci sia questo egoismo alla base di tanti problemi italiani.

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  15. segretaria ironica
    segretaria ironica 14 Luglio, 2011, 09:38

    In effetti la privacy no? che cavolo gliene fregava a quelli? un pacchetto di cavoli loro?????

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  16. Mammachetesta
    Mammachetesta 14 Luglio, 2011, 07:50

    la cosa triste è che DAVVERO funziona così.
    Sei madre? Sei inaffidabile.
    Cazzate.
    E tu ti sei solo difesa.
    Io son più stupida e dico la verità.
    E faccio male.
    Perchè mi brucio un sacco di occasioni.

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  17. mafalda1980
    mafalda1980 13 Luglio, 2011, 21:17

    Ci sono arrivata adesso, non era nel senso di antipasto ma in quello di aperitivo.
    Vedi come sono messa.
    Spero che una ventata di salute arrivi su tutta la famiglia (e anche nella mia testa…)

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  18. Fabi
    Fabi 13 Luglio, 2011, 21:12

    Vedo che l’articolo di Vanity Fair ha prodotto una vittima… comunque hai ragione, ormai siamo talmente abituate all’equazione mamma = no lavoro, no carriera, che anche se sappiamo benissimo che non funziona così finiamo per convincercene…comunque hai ragione, la prossima volta invece di inventarti la febbre o quant’altro, quando ti fanno la domanda rispondi tutto d’un fiato:” Ma caxxi vostri mai???”…sicuramente li spiazzi e lasci loro senza parole…ih ih ih…Baci

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  19. mafalda1980
    mafalda1980 13 Luglio, 2011, 20:23

    E soprattutto… da quando in qua l’antipasto è diventato appuntamento?

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