Rivoluzione

Studio1
Rivoluzione. A volte significa insurrezione, altre più semplicemente fermento e mutamento. Da qualche giorno ho messo mano al mio studio, rivoluzionandolo.

Perché ora? Perché i bambini sono più grandi e si intrattengono anche da soli (sì, c’è una luce in fondo al tunnel dei  Lego o dei pannolini sporchi, credetemi), perché ora più di prima sento l’esigenza di uno spazio solo mio dove poter scrivere, pensare, leggere, appuntare, perché la scrittura è diventato il mio lavoro, perché scrivere a una scrivania e non sul divano, ti fa sentire più responsabile verso gli impegni presi.
Ma anche perché quel casino che c’era prima cozzava con la mia idea di ordine e perché dicono che rimettere ordine nei cassetti o nelle stanze serva a rimettere ordine anche dentro sé stessi.
Nonostante io esca ogni mattina per andare in ufficio e nonostante non sia una sostenitrice assoluta dell’home working (ha i suoi vantaggi ma preferisco il contatto con la gente) il mio studio è quella stanza in cui poter creare e pensare senza Peppa pig o Pippi Callzelunghe in sottofondo.
E poi non so voi ma io continuo a pensare a me come una ragazzina distratta che si trascina appresso una Smemoranda piena di ricordi raccolti ovunque, anche le stecche del ghiacciolo succhiate dal lui di turno. I  miei coetanei sono gli adulti realizzati che pensano solo a lavorare senza godersi il mondo.
A 17 anni vedevo i 30 come la frontiera della libertà, non pensavo alle responsabilità ma solo alla possibilità di dire, fare, andare. Dovrò lavorare su questa cosa e la storia dello studio in ordine e della scrivania è il primo passo verso le responsabilità.

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La scatola brandizzata è un regalo di Marlene, conteneva la mug che ora uso come portapenne e il mouse pad. Era il bottino di un giveaway. No ma ve li ricordate i giveaway? Mi sembra di parlare di preistoria, come fosse passato un secolo e invece sono solo tre anni fa. Ecco anche ‘sta cosa che qui sul web tutto vada alla velocità della luce mi piace, ma a volte perplime e divento una Mafalda qualsiasi.

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E in tutto il suo splendore, la mia scrivania. Agevolo una diapositiva.
La stampante wi-fi è l’ultimo acquisto. L’adoro, sappiatelo. Come ho vissuto senza finora?
La stampa Keep calm and carry on, non ho voluto appenderla. Lì mi guarda in faccia e mi dice: “respira…”.
Ne arriveranno altre… ho così tante citazioni che voglio fermare sulla carta per non farle volare via. Sono indecisa se stamparle o scriverle sul muro, ma non ho ancora trovato nessuno che sia disposto a farlo. Vedremo.
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Questa è una foto di uno dei miei fotografi preferiti Steve McCurry.
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An image has power when tell a story. Io cerco di fare lo stesso ma soprattutto con le parole. Mi piace dargli potere e cercare di usarle come mezzo per fare arrivare sentimenti a chi le legge; un sorriso, una lacrima o un batticuore.

Le mie conchiglie che mi seguono da sempre. Uno scacciapensieri.

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E il tulipano, il mio fiore preferito.

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Così, sparso qua e là un pezzetto etnico che viene da qualche viaggio con lui.
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Ah sì, ci ho messo anche un grande tappeto.
Com’è che dicevo? Una stanza solo per me? Ok, sarà una stanza anche per me. Anche questa.
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Categories: Casa, My life, Workaholic
Tags: CASA, LAVORO, ME

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commenti

Commenti

  1. Marlene
    Marlene 18 marzo, 2013, 10:49

    nuoooo non me la ricordavo più la scatola, che carina ad averla conservata…grazie e in bocca al lupo per tutto!

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  2. Giuana
    Giuana 18 marzo, 2013, 11:12

    Io scrivo in cucina. Un minuto di silenzio per me, grazie.

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    • leda
      leda 20 marzo, 2013, 17:24

      anche io scrivo in cucina…solidarietà!

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    • Anonymous
      Anonymous 20 marzo, 2013, 17:26

      Io scrivo in cameretta del pupo, state messe meglio voi forse
      Perla

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    • Bismama
      Bismama 20 marzo, 2013, 17:28

      Ma quanto siete belle? Sembra di tornare alle chat del 99 in cui appena entravi in stanza PAM ti arrivava il messaggio privato “ciao da dove dgt?” “dalla cucina” :DDD

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  3. Biancume
    Biancume 18 marzo, 2013, 13:15

    io pur essendoci uno studio in casa a volte scrivo con una papola agganciata alla schiena che si sporge e fa cou cou mamma , ma vabbè lasciamo stare
    bella l’idea di uno studio tutto per te e che parla di te
    condividiamo l’amore per i tulipani
    buona settimana

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  4. katia
    katia 18 marzo, 2013, 17:30

    interessante. bella la foto del tuo mouse.

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  5. Anonymous
    Anonymous 18 marzo, 2013, 17:36

    Posso essere invidiosa all’ennesima potenza?
    Lee

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  6. Clara
    Clara 19 marzo, 2013, 15:36

    ma quando dici che i figli si intrattengono da soli intendi che vengono a giocare nel tappeto del tuo studio mentre tu lavori?

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    • Bismama
      Bismama 20 marzo, 2013, 14:20

      Quello è uno dei modi in cui si intrattengono sì. Ma stanno più tempo nella loro camera o in sala a giocare. Sul tappeto, comunque, non chiedono la mia presenza, è un traguardo 😀

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  7. Giorgia
    Giorgia 20 marzo, 2013, 15:42

    piace tanto anche a me quel fotografo!

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  8. darling
    darling 21 marzo, 2013, 22:41

    Bello uno spazio tutto tuo…dovrebbe averlo di diritto ogni mamma in casa sua… 🙂
    darling

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